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Golden State Warriors

Draymond Green ricorda tutti i nomi dei giocatori scelti prima di lui

La stella dei Golden State Warriors ha nominato tutti e 34 i giocatori selezionati prima di lui al draft 2012

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Essere selezionati al draft del 2012 alla 35esima chiamata e dimostrare fin da subito di essere la tipica “steal of the draft”: si riassume così la fin’ora acerba carriera di Draymond Green, attualmente impegnato nella finale di Conference contro gli Oklahoma City Thunders con i suoi Golden State Warriors.

Eppure tutti gli addetti ai lavori dell’epoca erano convintissimi che Draymond fosse un giocatore da secondo giro, buon panchinaro, ma niente di più. Sono bastati 4 anni di prestazione di alto livello (ed un anello al dito) a far cambiare idea a tutti, la stessa idea che lui aveva di sé stesso fin dall’inizio e, per certi versi, una mentalità da campione vero come dimostrato ai giornalisti che si sono visti sbattere in faccia tutti e 34 i nomi dei giocatori (e relative squadre) scelti prima di lui al draft del 2012 :

“Il primo ad essere stato scelto è stato Anthony Davis a New Orleans” ha detto Green. “Poi Charlotte ha scelto Michael Kidd-Gilchrist. Poi Washington ha scelto Bradley Beal. I Cavaliers han puntato su Dion Waiters.

Ottava scelta a Toronto, scelsero Terrence Ross
Sedicesisma scelta fu Royce White, a Houston..” 

E così via, nominando tutti e 34 i giocatori scelti. E dei Warriors che prima di lui scelsero Harrison Barnes (alla numero 7) e Festus Ezeli (alla numero 30) cosa ha pensato Green?

“Le scelte che fecero avevano un senso perfetto in quel momento, non ho niente per cui essere arrabbiato con loro. In generale so perchè però ho dovuto aspettare così tanto prima di essere scelto. Gli scout dicevano che ero un enigma, nè carne nè pesce, che non avrei potuto difendere bene su nessuno perchè non rientravo in nessun ruolo preciso. Pensavano che avessi già raggiunto il mio livello massimo, ma sapevo che nessuno di loro aveva dato una valida lettura sulle mie caratteristiche. Quello che è successo a me è ciò che succede normalmente ai giocatori nella mia stessa situazione, ma io sapevo di non essere la normalità.”

A vederlo oggi tutti potranno comprendere che prima delle grandi abilità fisiche, il segreto vero del successo di Draymond risiede tutto nella testa: essere convinti al 100% di potercela fare, nominare tutti i giocatori scelti prima di lui, ricordarsi cosa dicevano gli scout su di lui. Tutte motivazioni in più, benzina ad alte prestazioni da poter utilizzare ad ogni presenza sul parquet di gioco. Proprio per questo è unico a modo suo: nè carne nè pesce, avevano ragione gli scout, è qualcosa di mai visto.

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