Wall frustrato: “Ho poca visibilità”

Wall frustrato: “Ho poca visibilità”

Il play dei Wizards non nasconde la sua delusione per la scarsa popolarità avuta finora e si augura che in futuro le cose possano assomigliare ai tempi di Kentucky

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John Wall è il leader dei Washington Wizards che stanno vivendo una stagione difficile nella combattutissima Eastern Conference e che non sono riusciti ad affermarsi al vertice come accaduto nell’annata scorsa, vissuta da protagonisti anche nella postseason. Al momento la squadra di coach Randy Wittman è decima a Est ma lontana dall’ottavo posto a oggi occupato dai Chicago Bulls, una squadra che sta anche risentendo del periodo complicato attraversato dal suo miglior giocatore.

Wall infatti non è del tutto sereno e lo ha già manifestato negli ultimi mesi, non tanto in campo dove finora sta viaggiando a 19.9 punti e 9.8 assist di media a partita, quanto al di fuori del parquet dove è alle prese col cambio di agenzia. Con l’inizio dell’anno nuovo il nativo di Raleigh, North Carolina, è passato dalla scuderia di John Fegan alla Klutch Sports del potente Rich Paul, che cura gli interessi di tanti altri big tra cui LeBron James.

Un passaggio che può capitare durante la carriera di un giocatore NBA ma che in qualche modo condiziona l’atleta anche nelle prestazioni in campo e nelle dichiarazioni fuori. Emblematiche le ultime parole rilasciate da Wall a Michael Lee del The Vertical riguardo alla sua scarsa visibilità a livello di business.

Per il tipo di giocatore che sono, della persona che sono, del ruolo che rivesto, dovrei essere in tante pubblicità e avere tanti sponsor, essere sulla bocca di tutti e visto da un sacco di gente: invece non è così. Voglio lasciare la mia eredità non solo a livello sportivo e non posso farlo se sono nascosto dietro alle porte anziché essere esposto davanti, penso che in questi miei primi sei anni nella Lega sia andata così. Quando giocavo a Kentucky, il mio volto era ovunque: ero su tutti i tabelloni pubblicitari, dappertutto anche al di fuori del College. Qua a Washington non mi vedo da nessuna parte in giro, e questo mi dispiace. Ho avuto poca visibilità, spero che le cose migliorino in futuro. Con questo non voglio dire che sono meglio di nessun’altro, chiedo solo un po’ più di visibilità. Finora la mia parte non l’ho avuta.

 

Un vero e proprio sfogo quello di Wall che spera di dare una svolta alla sua carriera con questo approdo nella nuova agenzia, con cui si augura di aumentare le sponsorizzazioni extracampo in primis siglando un contratto di partnership con una nuova casa di scarpe: terminato l’accordo con Adidas lo scorso settembre, pare vicina la fumata bianca con Nike con cui Rich Paul ha un canale preferenziale.

 

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