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Golden State Warriors

NBA, James Wiseman va in G League

Il giocatore si aggregherà ai Santa Cruz Warriors per almeno 10 giorni. Kerr: “Ha bisogno di giocare”

Golden State Warriors hanno deciso di mandare James Wiseman in G League: lo comunica Steve Kerr, affermando che il giocatore ha bisogno di giocare per tornare al meglio e dare il suo contributo alla squadra. Da oggi Wiseman si aggregherà ai Santa Cruz Warriors dove vi rimarrà almeno una decina di giorni.

James Wiseman: “So che non è una retrocessione”

Complici vari problemi fisici – soprattutto l’infortunio dello scorso anno al ginocchio destro – James Wiseman non ha mai trovato continuità nei Golden State Warriors, dove ha registrato solo 50 partite in NBA. Nella Summer League ha giocato quattro partite dove ha registrato una media di 10,5 punti e 5,5 rimbalzi.

Anche in questa stagione non sta trovando tanto spazio, motivo per cui Steve Kerr ha deciso di mandarlo in G League a giocare con i Santa Cruz Warriors. Il giocatore rispetta la decisione e non vede il suo passaggio in G League come un declassamento:

“Non considero questa decisione come una retrocessione: sono solo pronto ad andare là fuori e fare canestro”

Steve Kerr: “Ha bisogno di giocare, così sono sicuro che diventerà un ottimo giocatore”

Per essere davvero utile alla causa dei Golden State Warriors, James Wiseman deve accumulare minuti e ritrovare la miglior condizione psicofisica. Per questo motivo Steve Kerr ha deciso di far aggregare il giocatore con i Santa Cruz Warriors, come spiega nella conferenza stampa post vittoria contro gli Spurs:

“Ha bisogno di ripetizioni e, soprattutto, ha bisogno di giocare: non è facile quando non hai minuti. Solo così può darci una mano: sono davvero convinto che, a lungo termine, sarà davvero un buon giocatore” 

Anche Jordan Poole (36 punti per lui stanotte contro gli Spurs) ha giocato 11 partite nei Santa Cruz Warriors nel 2020-2021, motivo per cui si sente di dire a Wiseman che questa decisione non è un declassamento:

“Gli ho detto che questa non è una retrocessione, non è una punizione, ma gli ho detto di andare laggiù e fare 50 tiri, essere aggressivo, prendersi tecnici, aggrapparsi al canestro e fare tutto quello che pensa. Solo così può capire cosa significa essere al massimo livello: questo è solo un passo in quella direzione”

 

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