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Michael Jordan in visita alle vittime dell’uragano Florence

Michael Jordan, originario delle zone colpite più duramente dall’uragano Florence nel mese di settembre, ha deciso di presentarsi personalmente per conoscere le vittime e continuare ad aiutare in prima persona

Sono passati appena due mesi e mezzo da quando l’uragano Florence ha colpito duramente gli stati del North Carolina, del South Carolina e della Virginia, provocando ben 45 miliardi di dollari di danni e, purtroppo, anche 51 vittime fra gli abitanti delle zone.

Sin dalle prime fasi post-uragano, Michael Jordan ha deciso di essere attivo in prima persona negli aiuti economici: il proprietario degli Hornets ha infatti donato un milione di dollari sia alla Crocerossa sia all’Associazione per le vittime della Carolina dell’uragano Florence.

Ora MJ ha deciso di ritornare nella città dove è cresciuto, Wilmington, per incontrare personalmente le vittime dell’uragano che hanno beneficiato delle sue donazioni. Vestito dell’azzurro tipico dei Tar Heels, squadra collegiale del North Carolina che lo ha lanciato verso l’NBA, Jordan ha potuto godere di tutto l’affetto che la comunità gli ha riservato. Stephanie Parker, moglie e madre di 4 bambini, lo ha voluto abbracciare e ringraziare personalmente:

“Significa che non si è dimenticato. Vuol dire che siamo importanti”

“All’inizio è stato difficile realizzare di aver perso tutto. Ma persone Michael Jordan, che hanno donato alla Crocerossa e alle persone che hanno passato ciò che abbiamo passato anche noi, sono una vera benedizione”

Parla MJ

Lo stesso Jordan, sempre restio ad esporsi in prima persona, ha voluto fare un’eccezione e parlare apertamente, vista l’importanza della situazione:

Posso donare tutti i soldi che voglio, ma ad un certo punto vuoi che capiscano che siamo umani anche noi. Vuoi davvero che il denaro vada alle persone giuste, e quando vedo che ciò accade mi fa sentire meglio, perché so di aver fatto la cosa giusta”

In vista dell’All-Star Game che si svolgerà proprio a Charlotte, MJ spera che anche la lega si muova nella sua stessa direzione:

“Volevo essere una scintilla per il processo [di ricostruzione]. Ci vorrà molto tempo prima che le cose tornino alla normalità. Contribuirò in qualsiasi modo”

“Sono sicuro che la lega avrà dei sistemi di supporto che arriveranno a questa comunità. Anche noi faremo molto a Charlotte. La cosa fondamentale è aiutare le persone”

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