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Road to Draft 2018: Michael Porter Jr.

La rubrica Road to Draft prosegue con un focus sulla talentuosissima (ma sfortunata) ala in uscita da Missouri: Michael Porter Jr.

Squadra: Missouri (Freshman)

Ruolo: Forward

2017-18 Stats Per Game:

Pts TotRebs DefRebs OffRebs Asts Stls Blks FG% 3pts FG% Ft%
10.0 6.7 5.3 1.4 0.3 1.0 0.3 33.3 30.0 77.8

2017-18 Advanced:

Ast% Reb% OffReb% DefReb% TO% Usg% Blk% eFG% TS%
 4.6  21.8  9.4  32.5  8.0  36.5  2.0  38.3  43.8

 

Provare a valutare nel suo complesso una stagione come quella che ha vissuto Michael Porter Jr. è pressoché impossibile. Il misero bottino di tre partite giocate non è sufficiente per analizzare correttamente quelle che sono le sfaccettature dell’enorme talento dell’ala in uscita da Missouri.

L’infortunio alla schiena che l’ha tenuto ai box per quasi l’intera durata della stagione NCAA 2017/2018 ha, infatti, affievolito notevolmente l’hype che l’ha accompagnato sin dal suo primo match liceale con la sua Nathan Hale High School (Seattle). Al termine della sua stagione da senior, le sue stats recitavano sinistramente: 36.2 punti, 13.6 rimbalzi, 5.0 assist, 3.2 rubate e 2.7 stoppate ad allacciata di scarpe. Rivals lo classificava come prospetto numero 1 nella nazione in uscita dall’High School, mentre ESPN gli assegnava la posizione numero 2 su scala nazionale, dietro al solo Marvin Bagley III. Le premesse erano degne di un freak di nuova generazione, di un futuro dominatore anche nella pallacanestro professionistica. Parliamo pur sempre di un’ala di 2.08 cm, dotata di un intrigantissimo skillset offensivo e di un’apertura alare di 2.13 cm. Per questa e molte altre ragioni, Michael Porter Jr. si candida ad essere un assoluto protagonista del prossimo Draft NBA.

Credits to www.bellinghamherald.com

Punti forti

Come già anticipato, il talento in uscita da Missouri può far affidamento su una struttura fisica degna di un atleta d’élite in NBA. Le sue lunghe leve e la sua esplosività gli permettono di arrivare oltre il ferro con facilità, quando si tratta di raccogliere il lob di un compagno e depositarlo con forza nel canestro, sia in situazioni di difesa schierata che di campo aperto. Ad una esplosività di buonissimo livello, si accompagna, infatti, la capacità di percorrere il campo rapidamente, rendendosi spesso pericoloso sia nelle conclusioni in proprio che nelle assistenze per i compagni in transizione. Se concentrato, infatti, è capace di raccogliere il rimbalzo difensivo sulla testa di qualsiasi avversario e lanciarsi in letali coast-to-coast.

Se già queste caratteristiche tecnico-fisiche basterebbero a rendere il suo nome appetibile per qualsiasi franchigia del piano di sopra, è bene far notare che non si è ancora parlato della sua qualità migliore. Ciò che lo rende davvero unico all’interno della Draft Class 2018 è, per l’appunto, la sua capacità di mettersi in proprio dal palleggio e costruirsi dei buoni tiri in situazioni di gioco rotto. Il suo repertorio di finte, il suo notevole ball handling ed il suo rilascio del pallone delicato come la seta, rapportati alla taglia fisica, potrebbero renderlo un match-up complesso per qualsiasi buon difensore NBA.

Avviso per i futuri avversari in NBA: concedetegli un tiro in ritmo e state pronti a raccogliere il pallone dal fondo della retina.

Quando si tratta di sfidare l’avversario in post basso (o nei suoi pressi), Porter Jr. ha dimostrato di poter contare su un solido movimento di tiro in fadeway, effettuato, per lo più, dopo aver attaccato verso destra con la sua mano forte. Nella metà campo difensiva, invece, la caratteristica che potrebbe far leccare i baffi a parecchi addetti ai lavori NBA è la sua capacità di poter cambiare sistematicamente sui pick-and-roll avversari, grazie ad una notevole velocità di piedi. Quando c’è da difendere lontano dalla palla, ha dimostrato di aver la capacità, se concentrato, di poter controllare allo stesso tempo i movimenti del suo diretto avversario e del portatore di palla, muovendosi in aiuto con un ottimo tempismo.

Quando è concentrato, può avere questo tipo di impatto difensivo. NOT BAD AT ALL!

Punti deboli

Tra le sue lacune, ne spicca una di carattere mentale. Nelle tre partite disputate al College, così come in qualche partita liceale, Porter Jr. non è sembrato aver grande voglia di lottare in area. Quando si è trovato accoppiato contro lunghi forti fisicamente e dinamici (anche se magari più bassi di lui), si è fatto spostare troppo facilmente, perdendo il duello fisico e permettendo all’avversario di appoggiare comodamente al tabellone.

A rimbalzo difensivo, in qualche occasione, pur notando per tempo che un suo compagno di squadra avesse omesso il tagliafuori, ha fatto mancare il suo apporto, lasciando lì delle seconde opportunità agli avversari. La speranza di scout NBA ed appassionati è che, crescendo, possa limare questo aspetto del suo carattere, legato soprattutto alla pigrizia e, forse, anche ad un tantino di arroganza. Offensivamente, invece, il suo difetto più grande sta nella sua scarsa capacità di concludere con efficacia nel traffico. Spesso tende a subire i contatti di avversari anche meno dotati fisicamente di lui, e a forzare dei tiri a bassa percentuale fuori equilibrio.

Un miglioramento in questo aspetto del suo gioco sarebbe di importanza capitale.

Il suo essere ancora acerbo fisicamente e la sua paura (inconscia) che la schiena possa subire delle ricadute, sollevano un altro quesito: sarà capace, al piano di sopra, di sfruttare a dovere i mismatch e punire i cambi difensivi degli avversari? Tutto lascia pensare che questo possa accadere con regolarità non già al suo primo anno, ma nelle successive due stagioni, dopo un periodo di ambientamento fisico e mentale. In conclusione, occorre menzionare la sua tendenza ad abusare della sua mano forte (la destra), rinunciando a diverse facili occasioni di battere l’avversario con la mano sinistra.

 

Upside

Per poter compiere un vero e proprio salto di qualità a livello di impatto offensivo, in primis, è necessario che Porter Jr si renda conto di dover lavorare sul suo decision making, ancora troppo legato al mondo fatato dell’High School, dove gli era concesso tirare sulla testa di qualsiasi avversario senza rischiare nessuna panchina punitiva. Già nelle tre partite a livello collegiale si è notato come spesso tenda ad accontentarsi del suo tiro da fuori, rinunciando ad aggredire l’area anche in situazioni favorevoli.

Un esempio tratto dall’ultimo McDonald’s All-American

Attraverso questa sua presa di coscienza, passa quella linea di confine che separa un onesto role player, da un potenziale uomo franchigia. Sta a lui, adesso, scegliere quale strada perseguire.

Questa è la strada, Michael!

 

Draft Projection

Stando alle notizie raccolte nell’ultimo periodo dai massimi esperti in materia, Porter Jr. non dovrebbe, quasi sicuramente, scivolare fuori dalla Top 10 del prossimo Draft NBA. La soluzione più probabile, ora come ora, sembra essere quella di una chiamata con la scelta numero 7 da parte dei Chicago Bulls, disperatamente alla ricerca di un giocatore di talento che possa dare man forte al loro giovanissimo (e forse inadatto al ruolo) go-to-guy Lauri Markanenn e al lungodegente (ma talentuosissimo) Zach LaVine.
Non ci resta che metterci comodi ed attendere, il 22 giugno è vicino.

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