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Road to Draft 2018: Mo Bamba

Il viaggio alla scoperta dei migliori prospetti del Draft 2018 continua con Mo Bamba, centro ex Texas Longhorn e probabile Top 5.

Photo by ClutchPoints

Squadra: Texas (Freshman)

Ruolo: Centro

2017-18 Stats Per Game:

Pts TotRebs DefRebs OffRebs Asts Stls Blks FG% 3pts FG% Ft%
12.9 10.5 7.3 3.2 0.5 0.8 3.7 54.1 27.5 68.1

2017-18 Advanced:

Ast% Reb% OffReb% DefReb% TO% Usg% Blk% eFG% TS%
 3.6  20.2  12.2  28.2  12.3  21.3  13.1  .567  .593

 

Che quello in arrivo sia uno dei Draft più ricchi di talento degli ultimi anni ormai lo abbiamo capito, e la straordinaria classe di rookie che abbiamo ammirato in NBA durante la stagione 2017-18 non può che aumentare l’hype verso la nuove matricole. Quello che balza agli occhi è la presenza in questo Draft di diversi lunghi, puntati dalle squadre come perni per la (ri)costruzione del proprio frontcourt: da DeAndre Ayton, ancora possibile prima scelta assoluta, a Jaren Jackson Jr., fino ad arrivare a Mohamed Bamba.

Durante il primo e unico anno a Texas il centro di Harlem ha impressionato per le capacità difensive fuori dalla norma, con scelte già di estrema maturità per un giocatore di 20 anni e delle doti fisiche che lo rendono un unicum in questo Draft (l’apertura alare di 240 cm dovrebbe impressionare ogni volta come la prima).

 

Punti di forza

Impossibile non partire dal fisico, perché con 213 cm di altezza, 240 cm di apertura alare e 292 cm raggiunti solamente alzando le braccia (standing reach), il primo vantaggio che Bamba ha rispetto ai propri avversari è riuscire a raggiungere altezze semplicemente impossibili per gli altri. Una volta terminata la stagione Bamba ha iniziato subito a lavorare su se stesso in vista del Draft. Ha assunto un allenatore individuale (Drew Hanlen) per migliorare il suo gioco nei pressi del ferro e dal perimetro, un fisioterapista che si dedica solo al suo corpo, un personal trainer per la parte muscolare (pesa solo 97 kg) e uno chef che gli fa mangiare una quantità di cibo letteralmente disumana (no calories, no muscles).

Pesare così poco lo ha avvantaggiato al college, rendendolo in grado di cambiare a piacimento sui blocchi nei pick-and-roll e restare a contatto anche con le guardie fino al ferro, dove copre tutti gli spazi semplicemente alzando le braccia.

Difensivamente Bamba non ha limiti. Oltre a essere in grado di cambiare quasi contro chiunque ha una mobilità e velocità di piedi che gli permettono di recuperare quando battuto sul palleggio e fermare l’avversario (per lo più stoppandolo, come dimostrano le 3.7 stoppate a partita a Texas). La straordinaria verticalità lo rende un incubo anche a rimbalzo, visto che eseguire taglia-fuori potrebbe non bastare per metterlo fuori posizione. Durante l’anno al college Bamba ha raccolto 10.5 rimbalzi a partita, di cui 3.2 offensivi, che tradotti in percentuali diventano 20.2% per i rimbalzi totali e uno spaventoso 12.2% per i rimbalzi offensivi.

Anche offensivamente le soluzioni sono varie per il prodotto di Harlem, che è in grado di ricevere palla in post alto e trovare taglianti a canestro con passaggi che partono da un’altezza proibitiva per i difensori, e nonostante le dimensioni la sua meccanica di tiro ha già una buona forma, e i risultati sono notevoli come testimoniato dal 68% ai liberi.

Offre una soluzione alternativa all’attacco della sua squadra, non è ancora in grado di attaccare gli avversari dal palleggio ma già riuscire ad attirare sul perimetro i lunghi può creare un vantaggio notevole.

Bamba avrà quindi un impatto immediato dal punto di vista difensivo anche in NBA, riuscendo a contenere sia i lunghi in post (alto e basso, a piacimento), con la possibilità di intercettare qualsiasi palla si avvicini al ferro e la capacità di cambiare e restare a contatto contro quasi tutti e cinque gli avversari sul parquet. Verrebbe piuttosto istintivo paragonarlo a Rudy Gobert, altro difensore che solo con la propria presenza in campo copre lo spazio di due giocatori viste le caratteristiche fisiche, ma qui arriva ciò in cui Bamba può superare il proprio ‘modello’: se riuscirà a sviluppare a dovere il proprio gioco offensivo (attualmente tutto in costruzione), in pochi anni potremmo trovarci di fronte a un two-way center mai visto prima.

 

Punti deboli

I dubbi possono arrivare semmai guardando alla bilancia, che dopo l’anno a Texas segna 97 kg, non esattamente tanti per un corpo di quelle dimensioni. Bamba sa che dovrà irrobustirsi per essere competitivo in NBA, e come detto ha cominciato programmi di allenamento fisico personalizzati per irrobustirsi velocemente. Oltre al fisico fin troppo asciutto per tutti quei cm, dovrà fare passi avanti per quanto riguarda concentrazione e atteggiamento in campo: troppe volte sembra quasi disinteressato al gioco se la palla è lontana e cade spesso nelle pump-fake avversarie facendosi superare senza difficoltà.

Non è ancora in grado di assorbire i contatti fisici duri, non è difficile allontanarlo dal canestro e impedirgli di conclude quando cerca lay-up partendo da 2/3 metri dal ferro. 

Inoltre non è ancora sicuro e affidabile al 100% nella ricezione, si trova più a suo agio quando i passaggi gli arrivano alti ma va in difficoltà se i palloni sono bassi ed è più facile per gli avversari contestarlo.

Problema che lo ha portato a soffrire anche di palle perse, altro aspetto sotto il quale dovrà migliorare durante l’estate. 

Nella stagione 2017-18 ha perso 1.5 palloni a partita, che diventano 3 ogni 100 possessi: tutti dati tendenzialmente alti per un lungo che non avrà la palla in mano per la maggior parte dei possessi, quantomeno durante i primi anni in NBA.

Altro elemento che solleva qualche dubbio è la capacità di Bamba di rimanere al 100% fisicamente nell’arco di una stagione; diversi scout, dopo averlo seguito, hanno riportato di come Bamba abbia tempi più o meno lunghi per ‘mettersi in moto’, e di come riesca a perdere nel giro di pochi secondi il ritmo acquisito durante la partita.

 

Upside

Il paragone più naturale per Bamba in NBA è quello con Rudy Gobert, altro giocatore unico nella protezione del ferro e in generale della propria area grazie alle dimensioni fisiche da pterodattilo con gli steroidi. Ma la varietà di soluzioni che può offrire dal punto di vista offensivo possono davvero renderlo un qualcosa di mai visto in NBA: immaginate se oltre allo spaventoso protettore d’area che è oggi, Gobert fosse in grado di colpire con continuità e quindi diventare una minaccia tanto dalla media quanto al tiro da 3: scary, right?

Già dal college Bamba ha dato prova di poter sviluppare un tiro credibile dal perimetro, e ci sta lavorando tantissimo in preparazione al Draft. Il pericolo più grande è che Bamba ‘si accontenti’ di riuscire a contestare praticamente qualsiasi conclusione semplicemente grazie alle sue doti fisiche e che trascuri il lavoro sul proprio gioco difensivo, senza mai riuscire a correggere i difetti di atteggiamento e concentrazione che rendono vulnerabile un giocatore potenzialmente insuperabile. La cura di questi dettagli, unita a una decina di kg di muscoli in più, potrebbe veramente creare un mostro.

 

Draft projection

Se le prime due posizioni del Draft saranno monopolio di Doncic e Ayton, Atlanta potrebbe spendere la scelta numero 3 su Bamba, che formerebbe così un frontcourt versatile e giovane con Collins. Se gli Hawks dovessero però essere più alla ricerca di un’ala con punti nelle mani, e con i Memphis Grizzlies più che orientati verso Marvin Bagley alla numero 4, un’altra soluzione naturale sarebbe essere scelto alla 5 dai Dallas Mavericks, restando dunque in Texas e andando a formare l’asse del futuro con Dennis Smith Jr. agli ordini di Rick Carlisle. A meno che i rumors degli ultimi giorni non vengano confermati e Dallas preferisca arrivare a un lungo di spessore tramite free agency.

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