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Embiid domina contro gli Spurs nonostante i problemi alla mano, “non volevo mancare”

Il lungo dei 76ers si fa beffa della contusione alla mano e guida i suoi compagni alla vittoria contro San Antonio

embiid

Joel Embiid è passato da “in dubbio” a dominante, con una mano destra malconcia che lo ha quasi tenuto fuori per il match contro gli Spurs.

The Process infatti era stato inserito nella lista degli infortunati dei 76ers prima del riscaldamento per un problema pregresso alla mano che aveva fatto temere una possibile frattura. Il lungo camerunense ha forzato il rientro per la sfida contro i ragazzi di Popovich ed ha guidato i suoi Philadelphia alla vittoria per 112-106 con 21 punti e 11 rimbalzi.

Voglio essere lì fuori contro di loro. Non voglio mancare.

Queste le sue parole prima dello scontro con i texani. Primo quarto concluso con 6 punti e 6 rimbalzi che ha dato subito una buona sensazione sulle condizioni di salute di Joel. Nel terzo quarto conclude un vigoroso alley-oop e non ha mai mostrato segni di preoccupazione o dolore riguardo la sua mano.

Stavo bene, niente di cui preoccuparsi

Dopo il match Embiid ha ricevuto un trattamento alla mano per prevenire ulteriore gonfiore e dolore. Gel antinfiammatorio e tanto ghiaccio per alleviare la brutta contusione rimediata nella caduta di Sabato contro i Suns.

Questo è uno sforzo coraggioso

Queste le parole dell’allenatore Brett Brown il quale ha tenuto nascosto, fino a poco prima del riscaldamento, al suo buon amico ed ex capo Gregg Popovich la presenza di Embiid fra gli starting five dei 76ers. Il coach degli Spurs ha poi dichiarato:

Sono contento che abbia giocato. Voglio vederlo giocare, è fantastico.

Ai 76ers è bastato qualche jumper durante il riscaldamento per convincersi che il loro leader fosse in grado di giocare. A conti fatti la loro scelta si è rivelata vincente soprattutto perché i San Antonio Spurs affrontavano la seconda gara consecutiva mettendo in atto un massiccio turnover che ha tenuto ai box Manu Ginobili, Danny Green, Kawhi Leonard, Tony Parker e Rudy Gay.

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