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Playoffs 2016

Il cuore di OKC non basta, gara 3 va agli Spurs – Recap e pagelle

I Thunder restano attaccati alla gara per 3 quarti, riescono a mettere la testa avanti nell’ultimo periodo ma si sciolgono proprio sul più bello; gli Spurs ringraziano e si riprendono il vantaggio del fattore campo. Sugli scudi, oltre al solito Leonard, un ritrovato Tony Parker, Westbrook croce e delizia

spurs

kevin durant

Credits to: hoopshabit.com

SAN ANTONIO SPURS

Kawhi Leonard: 7.5. Non il Leonard a tratti assolutamente devastante visto soprattutto in gara 1, ma la solita prova solida e concreta sui due lati del campo di quello che è ormai il leader di questi Spurs. Difende forte su Westbrook mandandolo fuori giri, dà una mano fondamentale a rimbalzo, batte un colpo ogni volta che serve in attacco ed è gelido nel finale sia ai liberi, che soprattutto per la giocata decisiva del rimbalzo offensivo a 15 secondi dalla fine, che rimedia a una brutta palla persa dell’azione precedente: una giocata da vero campione dopo l’errore, che vale la vittoria.

LaMarcus Aldridge: 7. A tratti come al solito regale, non mantiene però i clamorosi numeri delle due gare texane (era pure complicato continuare su certi standard) e litiga molto di più col ferro (8/21), risultando a tratti quasi timido e sbagliando anche il comodo jumper della sicurezza, errore su cui mette una pezza Leonard con il citato rimbalzo. Ciò nonostante pare ormai imprescindibile in attacco: cercatissimo dai compagni, anche da fermo, non esce praticamente mai (43 minuti) e con la sua sola presenza è comunque una continua spina nel fianco difensivo dei Thunder.

Tim Duncan: SV. Solito quintetto per il veteranissimo ma ancora minutaggio ridotto con gli atletici Thunder e apporto minimo. Tornerà comunque comodo…

Danny Green: 6. Piuttosto silente in attacco, anche per la difesa di OKC che evidentemente si è un minimo adeguata alla sua pericolosità dal perimetro, quando riesce a tirare è comunque pericoloso (2/5 da 3) e soprattutto si sacrifica comunque in difesa su un cliente scomodissimo come Kevin Durant.

Tony Parker: 8. I campioni si vedono al momento del bisogno, e con gli avversari ormai molto attenti su Leonard e Aldridge, mattatori dei primi due episodi, TP si fa trovare pronto, punendo quando più i suoi ne hanno bisogno la difesa quantomeno rilassata di Westbrook anche dalla lunga (non esattamente la specialità della casa), tenendo in mano le redini del gioco e catturando anche 8 rimbalzi. Un campione con la C maiuscola, troppo spesso dimenticato in una squadra ormai infarcita di giocatori straordinari.

Boris Diaw: 6. Si vede pochissimo, ma merita la sufficienza anche solo per l’immaginifico passaggio dietro schiena per Aldridge, il quale peraltro sbaglia il jumper scalpellando così il David di Michelangelo.

Manu Ginobili: 5.5. Tanta voglia e aggressività, ma stavolta anche tanta confusione per Manu, non a caso entrato con il contagocce nel secondo tempo: tira male sia dal campo che ai liberi, come al solito crea per i compagni ma con meno lucidità e più errori. Un Ginobili ai suoi livelli forse avrebbe permesso di chiudere la pratica già nel secondo quarto.

Patty Mills: 5.5. Ottima la tripla a freddo a inizio secondo quarto, ma non fa praticamente nient’altro. Giocatore di striscia, in questi playoffs sta facendo fatica a trovare ritmo.

David West: 6.5. Buon apporto dalla panchina dell’ex Pacers, come al solito ottima sponda grazie alla sua buonissima visione di gioco. Segna quando serve e s’improvvisa anche tiratore da lunga in un’occasione, unico neo i due rimbalzi in 25 minuti, un po’ troppo pochi per un lungo.

OKLAHOMA CITY THUNDER

Kevin Durant: 7.5. Quasi asfissiato dalla difesa di Green e dai tanti aiuti che piovono su di lui, KD si conferma ancora attaccante straordinario chiudendo comunque con 26 punti con un buonissimo 10/18 dal campo, frutto peraltro di tiri quasi sempre contestati e difficili. Continua però a faticare dalla lunga (1/5) e forse avrebbe dovuto avere più spesso il pallone in mano nel decisivo ultimo quarto: ma in questo caso non è solamente colpa sua.

Serge Ibaka: 7.5. Arma tattica devastante dall’angolo, tiene in vita i suoi punendo chirurgicamente lo spazio che inevitabilmente gli Spurs gli concedono per chiudere Westbrook e Durant, abbinando anche un’ottima applicazione difensiva su Aldridge. Se solo migliorasse anche Roberson dalla lunga come ha fatto lui…

Steven Adams: 6. Gladiatore ormai imprescindibile (41 minuti sul parquet), risulta meno incisivo sia in attacco sugli scarichi e gli alley oop e anche sotto i tabelloni rispetto al solito (“solo” 11 palloni catturati dopo i 17 di gara 2), ma la sua sola presenza a rimbalzo basta ad impensierire gli Spurs, che hanno lunghi più tecnici ma meno affini alle gomitate nel pitturato.

Andre Roberson: 5.5. Buona come sempre la prova nella propria metà campo, ma altrettanto usualmente non pervenuto in attacco: e per quanto sia importante per il bilanciamento della squadra, OKC avrebbe un disperato bisogno di un D&3 che non fosse solo D.

Russell Westbrook: 6.5. Solo Westbrook può chiudere con 31 punti e alcune giocate oggettivamente clamorose (la schiacciata al volo nel finale, alcune triple forzate a bersaglio) ed essere comunque tanto discutibile in campo. Alle citate azioni, infatti, Russ associa le solite scelte quantomeno rivedibili in attacco (10 su 31, dicasi 31 tiri presi…), una gestione nel finale troppo solista e talvolta affrettata (3 palle perse su 5 arrivano nella decisiva ultima frazione) e, cosa forse ancora più irritante, un atteggiamento difensivo molto poco aggressivo anche nei momenti topici: e dire che atleticamente uno come Parker dovrebbe mangiarselo a colazione, invece il francese lo porta a scuola con le sole tecnica e fosforo. La sua prova non può essere completamente negativa dopo aver di nuovo sfiorato la tripla doppia (31, 9 rimbalzi e 8 assist), ma rimane il simbolo vivente delle luci e ombre di questa squadra.

Dion Waiters: 6. Si vede molto poco, forse anche per demerito dei compagni, ma tutto sommato quando attacca non sfigura, segnando anche il -2 della speranza negli ultimi secondi.

Enes Kanter: 5. Poco presente in attacco rispetto ai mezzi e alle aspettative che OKC ripone in lui, come al solito troppo molle e rinunciatario in difesa e a rimbalzo: l’immagine è un rimbalzo già catturato che gli viene letteralmente strappato di mano da Leonard, il quale riesce anche a rubargli un fallo gratis. Non è un atteggiamento che ci si possa permettere ai playoffs, specie quando si gioca con una corazzata come gli Spurs.

Cameron Payne: 5.5. Tanta voglia ed energia dalla panchina, talvolta si trasformano in qualcosa di positivo (4 punti in momenti piuttosto importanti della gara), più spesso in una certa frenesia, soprattutto dalla lunga in cui pare in difficoltà (0/4 anche stasera).

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