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Adam Silver: “Gli sponsor in NBA sono inevitabili”

L’ex-commissioner della NBA, David Stern, è sempre stato scettico sull’introduzione degli sponsor sulle divise delle squadre della massima lega maschile di basket USA. “Maschile”: è bene sottolinearlo, perchè nella WNBA sono già in uso. Naturalmente una scelta del genere sarebbe dettata da ragioni di natura economica, e anche gli impedimenti validi fino ad oggi hanno a che fare con il vile denaro. L’ostacolo più grande sarebbe il malcontento dei partner televisivi nazionali della NBA, ESPN e Turner, che vedrebbero calare drasticamente il valore degli spot pubblicitari: molto meglio leggere “Sprite” sul petto di LeBron James mentre vola a canestro.

Stern però ha lasciato il posto ad Adam Silver, e questi la pensa in modo diverso. Durante una recente intervista, rilasciata ad un evento organizzato dal Sports Business Daily/Journal, il neo-commissioner ha dichiarato inevitabile l’introduzione degli sponsor, probabilmente entro cinque anni.

Semplicemente crea una grande opportunità per i nostri partner, che potranno avvicinarsi molto di più ai nostri fans e ai nostri giocatori. Questa nuova forma di sponsorizzazione creerebbe la possibilità di instituire una più profonda integrazione.

Il timore principale è che lo sponsor potrebbe diventare troppo ingombrante, snaturando i loghi delle squadre: il limite individuato è di un’area di un quadrato dal lato di due pollici e mezzo, ovvero poco più di 6cm.

Il sondaggio sul sito ESPN.com conferma il prevedibile malcontento dei tifosi: oltre il 70% vede l’operazione di marketing in modo negativo.

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