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Bruce Bowen show: “MJ e Kobe immarcabili, San Antonio..è la tua ultima possibilità”

Bruce Bowen, uno dei grandi pezzi del passato NBA ma soprattutto dei San Antonio Spurs. Non ci si ricorda di lui per l’efficacia offensiva ma bensì è stato considerato un maestro quando si doveva parlare di difesa a uomo. Bruce è stato intervistato da Hoopshype.com parlando molti argomenti riguardanti la prossima stagione:

Sono passati cinque anni da quando gli Spurs han vinto l’ultimo anello. La dirigenza texana ha  fiducia nei Big Three per vincere tutto ancora una volta. E ‘stata un buona decisione?

“Assolutamente si. Penso che quando si ha in squadra 3 giocatori di quel genere che giocano da cosi tanto tempo insieme, ci sia solo che da guadagnare anche perchè grazie alla loro qualità migliorano anche il gioco dei compagni. Guardi Danny Green, ha fatto una grande stagione, forse la migliore, ma gran parte del merito va ai Big Three che sono stati in grado di capire il gioco e il ruolo dei ragazzi per sfruttare al meglio le loro qualità. Guardi anche Kawhi Leonard che ha avuto una stagione fantastica da Rookie. Quando si è in grado di fondere ragazzi giovani con una base di partenza formato da Manu,Duncan e Tony è tutto più facile; non hanno più tempo di pensare a se stessi ma cercano di far migliorare i compagni di gioco. Tim Duncan non è più lo stesso di cinque anni fa, il suo ruolo è cambiato un po’, coinvolge maggiormente la squadra, e quindi i compagni si sentono maggiormente importanti e fanno tutto il possibile per aiutare la squadra” 

David Robinson mi ha detto di recente che gli Spurs avrebbero dovuto vincere lo scorso anno, ma il supporting-cast non è riuscito a incidere nella serie contro i Thunder. Ora i Thunder si presentano con un anno in più di esperienza e i Lakers partiranno con Kobe Bryant, Dwight Howard, Pau Gasol e Steve Nash. Secondo te gli Spurs hanno qualche possibilità?

“Penso che i San Antonio avranno la possibilità di entrare tra le prime 3 squadre ad Ovest. Lo scorso hanno han mostrato che l’esperienza vince su tutto il resto, come ha detto Robinson, il supporting-cast non è riuscito ad incidere per il semplice fatto che non avevano abbastanza esperienza per giocarsi partite importanti di Playoff. Con i Thunder hanno dovuto effettuare qualche cambiamento durante la serie, Green e Leonard non hanno mai affrontato situazioni di questa importanza durante la stagione regolare. Con tutta l’esperienza che avevano, si può dire che i San Antonio hanno sprecato una grande opportunità di poter conquistare l’anello, bisognava sfruttarla. Semplicemente sono stati battuti da un team molto simile a loro ma molto più giovane, con Durant, Westbrook e Harden che fanno della atleticità e della difesa i loro punti forti. Gli allievi han superato i maestri.”

Gli Spurs rimpiangeranno l’opportunità che hanno sprecato?

“Beh, lo scorso anno è entrato nel passato. Ora devono cercare di sfruttare ogni occasione che avranno di fronte.”

I Miami Heat effettueranno il Back-To-Back?

“Io ho sempre pensato in questo modo: ogni volta che una squadra vince il campionato, la stessa è da considerarsi favorita per l’anno successivo, e non c’è alcun motivo per pensare diversamente. I Miami Heat hanno pure apportato miglioramenti aggiungendo Rashard Lewis e Ray Allen, li aiuteranno molto nella prossima stagione grazie al loro tiro da tre punti. Gli Heat non hanno avuto grandissime percentuali quando si trattava di tirare dall’arco lo scorso anno, anche se nelle finali hanno totalmente cambiato questa tendenza, sono stati fortunati ad essere stati caldi proprio in quei momenti. Ci sono un sacco di persone che non hanno visto di buon occhio quello che ha fatto Ray Allen lasciando i Boston per andare in una squadra rivale, questo lo porterà a giocare al meglio delle sue capacità perchè dovrà giustificare la sua scelta”

Chi ti ha ispirato a essere un grande giocatore difensivo?

“[Ride] Era l’unico modo per cercare di essere schierato in campo fin dall’inizio. E’ partito tutto da Pat Riley, ho pensato: come posso ottenere minuti sul parquet ed impressionare il coach? Cosa posso fare per fare in modo che quando sono in campo il coach riesca a vedere una differenza nel gioco? La risposta mi è venuta pensando alla difesa ed al mio modo di farlo. Da quel momento mi sono concentrato totalmente sull’aspetto difensivo del gioco, ho avuto un ruolo incentrato su quello, l’ho accettato e sono partito da quello.”

Riley era una sorta di figura paterna per te?

“Non necessariamente una figura paterna, ma sicuramente era una persona che rispettavo molto. Sono un ragazzo della California e l’ho seguito molto quando allenava i Lakers. L’ho visto fare così bene lì ed avere successo anche con i Knicks portandoli alle finali, e poi anche con i Miami Heat vincendo il titolo….. penso che tutto questo la dica lunga sul suo carattere e sul modo in cui intende il gioco.”

Chi è stato per te il giocatore più difficile da marcare?

“Michael Jordan, naturalmente. La sua capacità di regolare il suo ritmo e di adattarsi a qualsiasi situazione durante il gioco era incredibile. Ma posso dire anche il nome di Kobe Bryant. Riesce a mantenere il suo livello di gioco per tutto il match, mentre in molti non riescono a farlo. Che la sua squadra si trovi in vantaggio di 20 punti o in svantaggio di 20, Kobe compete fino alla fine della partita, senza mai mollare.”

Recentemente, Jalen Rose ha ammesso di aver cercato di mettere il piede sotto la caviglia di Kobe Bryant quando lo stesso Black Mamba prese un tiro nel corso delle finali tra Pacers e Lakers nel 2000. I media hanno spesso parlato di questo tipo di scorrettezza accostata al tuo modo di difendere, soprattutto con Steve Francis e Jamal Crawford. Inoltre, c’è una statistica che ti vede protagonista, ogni hanno infatti ti venivano imputati circa 800 tentativi di questo tipo durante tutti i tuoi 13 anni di carriera, venendo accusato come giocatore scorretto. Cosa ne pensi al riguardo?

“Non posso controllare ciò che gli altri dicono o pensano, l’unica cosa che posso controllare è quello che faccio e dico io, e so che non c’era nulla di maligno in quello che facevo in campo, non ho mai pensato di far male a qualcuno intenzionalmente. Semplicemente, ero un giocatore molto aggressivo e il fatto che alcuni giocatori cadevano sul mio piede dopo aver tirato, significa solo che io difendevo in modo molto intenso tanto da stargli attaccati. Nel gioco del basket accade tutti i giorni, quando vedevo i miei avversari lamentarsi davanti ai media dichiarando che io giocassi in modo sporco e scorretto, mi faceva sentire bene perchè significava che difendevo talmente bene tanto da creare questo tipo di vendette, cercavano un modo per destabilizzare il mio gioco che non riuscivano a fare mentre eravamo tutti e due sul parquet.

Come ha fatto Rodman.

“Sì, assolutamente [ride].”

Quale dei tuoi tre titoli NBA è stato il più bello per te, quello più speciale?

“Ne ho due. Il primo vinto ovviamente è sempre il migliore perchè in molti campioni hanno provato a vincerlo senza mai riuscirci come Barkley e Malone, mentre io posso essere uno degli “altri”. E mi piace molto il titolo del 2005 giocando contro i Pistons di Larry Brown. Era come un nonno per me, ha invitato me e la mia famiglia a casa sua per la cena del Ringraziamento. Nessun allenatore ha mai fatto una cosa del genere per me, mi ha veramente impressionato in modo positivo. “

Hai mai pensato che un giorno una squadra come i San Antonio Spurs avrebbe ritirato la tua maglia?

“E ‘divertente, perché tante volte mi ricordo di Tony Parker che mi diceva sempre :”Devono! Abbiamo fatto cosi tanto che devono ritirare obbligatoriamente le nostre maglie”.  E ‘stato uno dei più grandi onori che io abbia mai avuto nel basket e sono molto riconoscente per l’organizzazione e la città di San Antonio per tutto questo. So che sono stato considerato cosi importante grazie al mio modo di difendere, penso di aver portato un nuovo significato alla parola difesa, e penso di aver fatto capire quanto sia necessaria per vincere i campionati. “

Ti piacerebbe essere di nuovo in gioco e di essere coinvolto con una qualsiasi squadra NBA come dirigente o allenatore?

“Sono aperto a qualsiasi cosa. Mi piace dove mi trovo in questo momento, ma credo che mi piacerebbe allenare un giorno. Non in questo momento, perché ho due bambini piccoli, di cinque e sette anni di età, e io voglio essergli vicino mentre sono in crescita. Quando andranno al liceo o all’università allora potrò pensare di fare una cosa del genere. Non escludo un lavoro di front office, non voglio escludere nulla. Penso di avere molto da offrire ai ragazzi giovani.”

Michele Ipprio
@mikeaip

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