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Golden State Warriors

Curry: “Non volevo tirare il paradenti all’arbitro”

Espulso nel finale di partita Steph Curry si scusa per il suo gesto di stizza, che non ha fatto altro che penalizzare i suoi compagni

Dopo essere stato espulso insieme a Kevin Durant durante la sconfitta per 111 a 101 contro i Memphis Grizzilies, Steph Curry si scusa con tifosi ed arbitri per la sua reazione.

Il numero 30 di Golden State, infatti, è stato allontanato per aver lanciato il paradenti verso uno degli arbitri dell’incontro, pur senza colpirlo, gesto sicuramente sbagliato, ma che, secondo le parole del due volte MVP non era intenzionale:

Nell’ultima azione pensavo di aver subito un fallo, ed è salita tutta la mia frustrazione. Ho fatto una cosa stupida, e ho meritato di essere espulso così come è successo. Sicuramente imparerò da questa cosa e cercherò di non farlo più.

Però se avessi provato a tirare verso di lui o a colpirlo vuol dire che ho una buona mira. – aggiunge Curry con sarcasmo – Ho gettato più volte il mio paradenti e l’ho fatto sul pavimento. Forse non è una delle cose migliori da fare ma l’ho fatto. Devo rispondere delle mie azioni, non credo mi sospenderanno ma il mio portafoglio sarà sicuramente più leggero. Voglio chiarire però che non volevo colpire l’arbitro, se avessi voluto sarei stato in grado di farlo, cosa che invece non è successa.

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