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April Madness 2018

Un quadro sulla situazione della corsa ai playoff. Oppure di quando si prende l’espressione ‘scatenate l’inferno’ un po’ troppo letteralmente.

Il torneo NCAA è finito, i Villanova Wildcats sono campioni e il periodo più folle dell’anno del basket americano si è chiuso. O almeno, così recita il copione. 

Quello che sta succedendo in realtà nelle ultime settimane di NBA, però, è un qualcosa che raramente ci era stato offerto dal basket di Aprile, fatto solitamente di posizioni in classifica già consolidate e lotte fra due, massimo tre squadre per i migliori seed.
E invece no, quest’anno la situazione è confusa come mai recentemente, e se le prime due posizioni sono pressochè congelate in entrambe le Conference (i Rockets sono matematicamente primi ad Ovest e gli Warriors arriveranno secondi, situazione praticamente identica a Est dopo la vittoria dei Raptors sui Celtics di mercoledì notte), dalla terza all’ottava posizione può succedere letteralmente di tutto, e ovunque. Ma procediamo con ordine.

Eastern Conference

Come detto, la vittoria di Toronto su Boston per 96-78 – non esattamente uno spot per il basket – di due giorni fa ha messo la parola fine sulla rincorsa dei Celtics al primo posto, che era diventata realistica nel momento in cui, dopo aver battuto i Rockets circa un mese fa, Toronto aveva inanellato 5 sconfitte in 7 partite contro squadre con record dal 500 in su.
Al terzo posto c’è LeBron James (sì, lui e non i Cleveland Cavaliers), che dopo la vittoria di stanotte a Washington è tornato al terzo posto con mezza partita di vantaggio sui super Philadelphia 76ers delle ultime settimane, che stanno cavalcando una striscia di 12 vittorie consecutive (la migliore dal 1990 per la squadra) e non sembrano in procinto di rallentare dopo l’infortunio di Joel Embiid. La bella notizia? Cavs e Sixers si affronteranno stanotte alla Quicken Loans Arena di Cleveland, ore 01:00 italiane. Io un pensierino ce lo farei.

Appena più indietro ci sono gli Indiana Pacers, che hanno deciso di ributtarsi nella lotta al terzo posto proprio quando sembravano aver mollato, e lo hanno fatto battendo i Golden State Warriors – per la seconda volta in 10 giorni – 126-106 (niente Curry, ma Durant, Thompson e Green erano tutti in campo: DON’T SLEEP ON THE PACERS!!!).
Indiana ha tre partite rimaste nella propria schedule, contro Toronto e Charlotte (due volte). Il record però dice che sono due partite dietro ai Cavs, e rimane dunque difficile pensare davvero di rimontare senza un aiuto da parte di LeBron (non ci sperate). La partita di stanotte tra Cavs e Phila sarà uno spartiacque decisivo.

Dal sesto all’ottavo posto la situazione è ancora più incerta, Miami ha agganciato il sesto seed dopo aver battuto due volte Atlanta negli ultimi 4 giorni, e giocherà la prossima partita contro New York (che mercoledì è riuscita a perdere di 24 contro Orlando, e non dovrebbe essere un ostacolo); gli ultimi due impegni del calendario, però, sebbene entrambi all’American Airlines Arena, sono rappresentati dai Thunder, che hanno bisogno di ogni singola vittoria a loro volta, e i Raptors, che non hanno motivo di perdere proprio prima dell’inizio dei playoff.

Al settimo posto c’è Washington, che potrebbe all’improvviso non avere tutta questa voglia spingere sull’acceleratore visto che questa posizione li farebbe incontrare con i Celtics al primo turno; Celtics che ieri sera hanno comunicato la fine anticipata della stagione per Kyrie Irving (lacrimuccia che scende). Due delle tre partite che rimangono agli Wizards sono contro squadre da tanking (Atlanta e Orlando), difficili da perdere, l’altra è proprio contro Boston. Sicuri che a Washington non convenga provare a mantenere il settimo posto per eliminare Tatum e compagni al primo turno e far diventare la propria stagione improvvisamente di buon livello (oltre a provare a evitare LeBron)? Pensateci.

All’ottavo posto ci sono i Milwaukee Bucks, che vivono e muoiono con Giannis Antetokounmpo e stanotte hanno riassunto la propria stagione in 48 minuti, perdendo in casa contro i Brooklyn Nets; si, è vero, i Pistons da ieri sono matematicamente fuori dalla lotta, ma perchè non provare a raggiungere il settimo seed e giocare con Boston senza Irving, invece che prendersi i migliori Toronto Raptors degli ultimi anni? Cercate voi una risposta, io credo di rinunciarci. Le ultime 3 partite sono contro Knicks, Magic e Sixers: le prime due dovrebbero essere vittorie scontate, il record è lo stesso di Washington, ma dopo stanotte non do più nulla per scontato con i Bucks.

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