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Playoffs NBA 2015

Preview Playoffs 2015: Memphis Grizzlies – Portland Trail Blazers

E’ ormai un dato di fatto che la Western Conference di quest’anno sia da attacchi epilettici. Se avete visto il video postato dalla NBA sui social nel quale riassume in chiave western la polveriera pronta a scoppiare a ovest, non potete non essere gasati come “Big Baby” in un “all you can eat”. La serie tra Grizzlies e Trail Blazers è una delle più calde. Un vero e proprio candelotto di dinamite pronto a saltare per aria tra qualche ora.

 

COME ARRIVANO AI PLAYOFFS

Memphis è forse nel suo momento migliore, infortuni a parte, per affrontare una post season così ardua. Le 50 vittorie ottenute per la terza stagione di fila la rendono un osso duro da masticare anche per le contender più agguerrite. L’inizio bruciante della rappresentativa del Tennessee è la colonna portante del rendimento durevole tenuto per tutto l’anno. Vince 15 delle prime 17 gare. L’essere fin da subito ai vertici della conference permette ai Grizzlies di giocare con serenità mantenendo il proprio livello su picchi elevati. All’“At&t Center” fa prove tecniche di nervi saldi sconfiggendo gli Spurs attraverso tre over time. Infioretta poi, tra il 21 Gennaio e il 4 Febbraio, otto vittorie consecutive. Poco prima di questo sprint è parte di una triplice trade, Boston e New Orleans le altre parti, che vede arrivare dai Celtics un altro pezzo fondamentale per il puzzle dei giallo blu, Jeff Green. Col proseguire della stagione si adagia un po’ sui propri allori scivolando di qualche posizione ma non perde mai la bussola. Quest’anno ci sarà anche il fattore campo dalla parte dei Grizzlies, uno scoglio in più per Portland che, proprio come Memphis, si piazza sui blocchi di partenza acciaccata dagli infortuni.

 

I Blazers passano le prime due settimane di regular sotto tono ma poi ingranano alla grande. Dopo quasi tre mesi di basket giocato fluttuano nelle zone alte della classifica con un record di 30-8. Il calvario di “Rip City” comincia poco dopo. L’infortunio di Aldridge pesa tantissimo sul rendimento della squadra. L’originario di Dallas scende comunque in campo ad aiutare i suoi ma la squadra va giù lo stesso rotolando fino all’undicesima posizione. La luce in fondo al tunnel per Portland ha le sembianze di Robin Lopez, il cui ritorno dall’infortunio (guarda caso!) li riporta sui binari. A Marzo vanno 6-1, battono Harden a casa sua e inaugurano una serie di 5 partite “on the road” con una vittoria netta su Toronto. Poi il buio. Dopo l’infortunio di Matthews, out anche Afflalo, Mccollum e Batum. La franchigia dell’Oregon chiude la stagione con quattro sconfitte. Non il modo migliore per approcciare i playoffs, ma niente panico. Qualcuno sopravvissuto al pandemonio c’è. Parafrasando le sue stesse parole: “Damian Lillard is going to show up.

 

 

 

“Judge me by my size, do you?”

 

UOMINI CHIAVE

Marc Gasol: E’ un coltellino svizzero di 2 metri e 16. La passa come fosse un pacco regalo, è in grado di trasformare il post in una miniera d’oro e dalla media se la cava più che discretamente. Proprio l’allenatore dei Blazers, Terry Stotts, si riferisce a lui come uno se non il migliore, centro della lega. Candidato come uno dei principali artefici del trionfo Grizzlies, a meno che il gene “soft” non si attivi anche in lui. Obbligo di notifica per i tifosi Blazers, Marc questa stagione viaggia su 47.1% di tiri realizzati dal campo in casa e col 52.1% in trasferta.

 

Zach Randolph: C’è poco da dire qui. “Z-Bo” c’è e ci deve essere. E’ l’uomo franchigia. Nessuno si spiega bene com’è in grado di fare tutto quello che fa con quel fisco da degustatore di trippa, ma lo fa, e anche bene. Salta poco più di un francobollo sdraiato e prende tutto ugualmente, 34 doppie doppie per lui quest’anno. Determinato.

Z-Bo e Marc

 

Tony Allen: L’incognita infortunio permane ma resta che le chiavi della difesa sono in mano sua. Nel caso giocasse fin da subito dovrà utilizzare tutta la nitroglicerina che ha in corpo per permettere a chi fa il lavoro sporco in attacco di rifiatare un minimo nella fase difensiva. E perché no quegli 8.6 punti a partita non guasterebbero affatto ai suoi.

 

Damian Lillard: Atlante regge il mondo sulle spalle, lui per ora si limita a una città. Se tiene colpo alle bordate inflitte dagli avversari Portland può quanto meno giocarsela. Qualora Mike Conley non dovesse farcela a recuperare ci sarà Beno Udrih a marcarlo e a quel punto si aprirebbero tante porte per l’“enfant terrible” della Bay Area.

 

Robin Lopez: Al gemello di Brook il compito di tenere a bada il fratello di Pau. Con 6.7 rimbalzi a partita e 1.4 stoppate in stagione, limitare il catalano sotto i ferri sarà un imperativo per il californiano. Livello di difesa settato su Defcon 1 quindi, testa bassa e gomiti alti, ma non troppo.

Marc e Robin in attrito

 

Nicolas Batum: Anche lui acciaccato da un infortunio e anche lui indispensabile per Portland. Contro i Grizzlies non ha mai brillato ma qualora dovesse scendere in campo c’è bisogno di lui, e molto. Un Batum nei pressi di quello visto ai mondiali iberici potrebbe essere la chiave di volta che fa restare su tutta la squadra.

 

GLI ALLENATORI

Nel mese di Novembre Dave Joerger viene insignito del titolo di allenatore del mese. E’ la terza volta in carriera. Non a caso. In tre anni con lui al timone i Grizzlies raggiungono sempre i playoffs, conquistando anche la finale di conference nel 2013. La sua è una squadra vera, organizzata, pulita. Il risoluto uomo del Connecticut ha plasmato i talenti di cui dispone dando vita a un gioco preciso ed efficace che fa invidia anche agli allenatori più navigati. Con la lavagnetta in mano non vi farà strabuzzare gli occhi costruendo giocate atomiche ma bensì a suon di “pane e concretezza”.

Dave Joreger

 

Da vice di Rick Carlisle nei Mavs classe 2011, Terry Stotts, acquisisce il “Know How” necessario per forgiare un anello. Al suo terzo anno sulla panchina di Portland conduce i Blazers al primo titolo di division da quando si gioca a 82 partite. Non accadeva dal 1991-92. Amministra bene la squadra divincolandosi con maestria nella fitta rete d’infortuni in cui è cascata e riuscendo, in un modo o nell’altro, a non perdere mai il bandolo della matassa. Gestire al meglio le energie dei reduci sarà d’obbligo per lui. Sfortunato ma non demotivato.

Terry Stotts e gli infortuni

 

 

I PRECEDENTI

Nelle quattro gare disputate in stagione il senso di marcia è uno solo, quello imposto da Memphis. Gli orsi giallo blu vincono tutte e quattro le gare di regular confezionando un bello sweep ai Blazers come memo per i playoffs. Se scaviamo un po’ più a fondo scopriamo che Joerger e i suoi hanno conquistato 9 delle ultime 11 gare disputate tra le due franchigie. Nelle ultime 4 vittorie, inoltre, Portland è sempre stata limitata sotto i 100 punti. Il “match-up” è piuttosto chiuso ma non bisogna lasciarsi ingannare. Sebbene Memphis abbia vinto tutti gli incontri con una media di 8 punti di scarto non c’è mai stata l’impressione di assistere a una partita tra Globtrotters e Generals.

 

PRONOSTICO

Memphis è quadrata, ben delineata e con un’idea di gioco limpida. Sull’altra sponda anche Portland ha ottime carte in mano, Lillard e Aldridge su tutti. Tuttavia è molto meno squadra rispetto agli avversari e la panchina cortissima potrebbe seriamente zavorrarla quando partiranno le rotazioni per far rifiatare il quintetto base. Ad ogni modo l’incognita infortuni entra prepotentemente nell’equazione della serie. Chi saprà gestire al meglio questo handicap la spunterà, ma l’impressione è che i Grizzlies si possano concedere molti più sbagli.

Risultato: 4-2 Memphis

Conley su Lillard

 

CALENDARIO

Dom.20/4 Gara 1 Portland @ MEMPHIS ore 02.00
Gio.23/4 Gara 2 Portland @ MEMPHIS ore 02.00
Dom.26/4 Gara 3 Memphis @ PORTLAND ore 04.30
Mar.28/4 Gara 4 Memphis @ PORTLAND ore 04.30
Mer.29/4 Ev. Gara 5 Portland @ MEMPHIS orario da definire
Ven.01/5 Ev. Gara 6 Memphis @ PORTLAND orario da definire
Dom.03/5 Ev. Gara 7 Portland @ MEMPHIS orario da definire

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