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34 JaVale McGee

javale mcgee lakers
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#
34
Nome
JaVale McGee
Nazionalità
usa Stati Uniti
Posizione
C
Altezza
213 cm
Peso
122 kg
Squadra corrente
Denver
Compleanno
19/01/1988
Anni
33

La storia di JaVale McGee

JaVale McGee, in forza ai Los Angeles Lakers nella stagione 2019-20, è il perfetto esempio di talento mai realizzato, a lungo persino deriso, sempre guardato con scetticismo, che però alla fine, capitando nel contesto giusto, è riuscito a mettersi al dito due anelli di campione NBA (2017 e 2018) vestendo la divisa dei Golden State Warriors.

JaVale Lindy McGee, ruolo centro, viene da Flint, Michigan, dove è nato il 19 gennaio 1988. Flint è una delle città più problematiche degli Stati Uniti: dopo la crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica, dal 2014 è flagellata dal dramma della contaminazione da piombo dell’acqua potabile. Tuttavia la città non ha mai smesso di mostrare il proprio orgoglio, soprattutto nello sport, essendo luogo di nascita o di crescita di svariati giocatori NBA, come Miles Bridges, Kyle Kuzma e Monté Morris tra i più recenti, oltre ovviamente a JaVale McGee.

JaVale, alto 2,13, eredita i geni del basket da entrambi i genitori. La mamma, anche lei di Flint, è Pamela McGee, stella all’università di Southern California e professionista tra Brasile, Francia, Italia e Spagna, prima di vestire la divisa delle Sacramento Monarchs e delle Los Angeles Sparks in una WNBA ai primi vagiti. Pamela ed è sempre stata una presenza costante nella vita del figlio, a differenza del padre biologico, George Montgomery, ala di 2,08 scelta al secondo giro dai Portland Trail Blazers nel 1985 ma mai arrivata in NBA, vivendo invece una carriera di secondo piano soprattutto in Francia.

 

Periodo High School & College di JaVale McGee

Nel natio Michigan, JaVale McGee cambia due licei, passando dalla Detroit Country Day High School di Beverly Hills, località che si può certo immaginare meno attraente rispetto all’omonima californiana, alla Providence Christian di Fremont, per poi trasferirsi a Chicago nell’anno da senior alla Hales Franciscan. Qui si mette definitivamente in luce agli occhi dei college di prima divisione, mostrando oltre all’innato atletismo sotto canestro anche una certa abilità lontano dal ferro, tanto che coach Gary London lo ritiene in grado di giocare in entrambe le posizioni di ala.

Peculiarità, questa, che mantiene nei suoi due anni al college con i Wolf Pack della University of Nevada, dove gioca titolare dal 2006 al 2008 agli ordini di coach Mark Fox, registrando nella stagione da sophomore un interessante 33% al tiro da tre, oltre a un 53% dal campo agevolato dalla sua facilità nel concludere al ferro.

 

Carriera NBA di JaVale McGee

Quando decide di dichiararsi al Draft, agli occhi della NBA ci sono però pochi dubbi: JaVale McGee è un centro, punto. Il suo nome viene chiamato con la scelta numero 18 dagli Washington Wizards. Il suo arrivo nella capitale degli Stati Uniti coincide, suo malgrado, con l’inizio di un ciclo di cinque stagioni senza playoff, in cui la franchigia non supera il massimo di 26 vittorie. Nei suoi primi due anni McGee trova spazio rispettivamente per 15,2 e 16,1 minuti, totalizzando una media di 6,5 e 6,4 punti. Le difficoltà non mancano e quello di Washington non sembra l’ambiente ideale per crescere: a gennaio 2010, ad esempio, viene multato di 10 mila dollari per aver partecipato, insieme ad altri compagni, a un siparietto con Gilbert Arenas prima di una partita: Arenas, sotto indagine per l’incidente con le pistole in spogliatoio con Javaris Crittenton, mima il gesto della pistola facendo finta di sparare ai compagni, che si sbellicano dalle risate.

Le cose per McGee vanno meglio nel terzo anno, quando il suo minutaggio sale a 27,8 minuti e la media realizzativa a 10,1 punti. Durante la stagione 2010-11 è invitato a gareggiare allo Slam Dunk Contest – primo Wizard di sempre a farlo – in occasione dell’All-Star Game a Los Angeles. Qui l’idolo di casa sponda Clippers, Blake Griffin, fa suo il primo posto andando a schiacciare in volo sopra una Kia Optima, mentre JaVale deve accontentarsi del secondo posto. Finisce però nel Guinness World Records come primo cestista che riesce a schiacciare a canestro utilizzando tre palloni nella stessa azione.

La mediocrità della squadra induce McGee a badare più al proprio tornaconto che ai destini degli Wizards. Pochi giorni dopo, il 15 marzo 2011, in una sconfitta contro i Chicago Bulls, mette a referto la sua prima tripla doppia in carriera: 11 punti, 12 rimbalzi e 12 stoppate, queste ultime record NBA strappato a Keon Clark. Le critiche verso di lui si sprecano: nell’ultimo quarto JaVale viene accusato di aver preso troppi cattivi tiri, mirando esclusivamente a raggiungere la tripla doppia, celebrata tra l’altro con un eccesso di esultanza che gli costa un fallo tecnico. Kevin McHale, all’epoca commentatore televisivo, la definisce una “bad triple double”.

Non sono anni facili per JaVale McGee: diventa il bersaglio preferito da Shaquille O’Neal nel suo Shaqtin’ a Fool, il segmento interno al programma Inside the NBA sulla TNT in cui l’ex centro di Lakers e Heat scherza sugli errori più divertenti e grossolani commessi in campo dai giocatori. Tutto il mondo si ritrova a ridere dei bloopers di JaVale, soprannominato “Tragic Bronson”, e a lungo andare McGee finirà per non sopportare più quelle prese in giro dando vita a uno scambio di velenosi tweet con lo stesso Shaq.

Durante la sua quarta stagione in NBA, prima dell’esaurirsi del contratto da rookie, arriva lo scambio per JaVale McGee: il 15 marzo 2011 li Wizards spediscono il centro ai Denver Nuggets insieme a Ronny Turiaf, ricevendo in cambio Nené Hilario. Sulle Montagne Rocciose, coach George Karl mette subito in chiaro che McGee sarà il backup di Kenneth Faried. Al debutto in maglia Nuggets, McGee si presenta con la schiacciata vincente con cui corregge a canestro un tiro libero sbagliato da Arron Afflalo a cinque secondi dalla sirena conclusiva. Non molto tempo dopo, debutta finalmente nei playoff in una combattuta serie contro i Los Angeles Lakers. Durante la prima serie di postseason della sua carriera, McGee tiene un rendimento altalenante, dai 21 punti di gara 5 ai solo 6, con 1/7 al tiro, nella decisiva gara 7. In estate la franchigia è orientata a puntare in ogni caso su di lui – che ha avuto le medie più alte in carriera: 11,8 punti e 8,8 rimbalzi – e gli offre un contratto quadriennale per complessivi 44 milioni di dollari. Dopo una discreta stagione 2012-13, in cui i Nuggets escono nuovamente ai primo turno dei playoff stavolta per mano dei Golden State Warriors, in quella successiva JaVale McGee inizia a riscontrare problemi fisici che gli permettono di scendere sul parquet in soltanto cinque occasioni, per poi operarsi in febbraio a causa di una frattura da stress alla tibia sinistra.

Rientrato all’inizio della stagione 2014-15, il suo rendimento prosegue la sua parabola discendente, che induce i Nuggets a cederlo a febbraio ai Philadelphia 76ers insieme ai diritti per Chukwudiebere Maduabum e una scelta al primo giro del Draft 2015, in cambio dei diritti per Cenk Akyol. Insomma, JaVale è diventato semplice merce di scambio in operazioni di mercato minori. Gli stessi Sixers, in pieno Process, lo rilasciano dopo appena sei apparizioni. Per McGee è una delle fasi più buie della sua carriera NBA, che stenterà a vedere la luce anche nell’annata seguente, in cui firma con i Dallas Mavericks ma sarà ancora torturato dagli infortuni, a cominciare dal ripresentarsi della frattura da stress alla tibia sinistra che gli impedisce di giocare le prime tredici partite della stagione. Alla fine saranno solo 34 le sue presenze, tra cui il top è una doppia doppia (13 punti e 11 rimbalzi) in una vittoria sui Sacramento Kings dopo due supplementari. Viene rilasciato in estate.

 

Il periodo Golden State Warriors

A ventotto anni e con una serie di delusioni e problemi alle spalle, per JaVale McGee è il momento di far prendere una precisa direzione a una carriera NBA alla quale urge il bisogno di trovare un senso compiuto. When in troubles, go big, diceva il giornalista Ben Smith: quando sei in difficoltà, punta in alto. E così McGee, a settembre già inoltrato, decide di accettare l’offerta dei Golden State Warriors, la squadra campione 2015, finalista 2016 e nel pieno di un progetto tecnico e societario che la farà diventare una delle franchigie più straordinarie e innovative della storia NBA.

Caratteristica dell’ambiente Warriors è un clima rigenerante capace di restituire una nuova vita anche ad altri giocatori in difficoltà, come già avvenuto per Shaun Livingston, o di ritagliare un ruolo a elementi fino a qualche tempo prima improbabili a questi livelli, come Festus Ezeli. Vestendo il giallo-blu di Golden State, JaVale ha così l’occasione per far svoltare una carriera finora mediocre, accettando comunque un ruolo da comprimario, ma allo stesso tempo valorizzandosi e diventando parte integrante della rotazione della miglior squadra della lega, un nucleo vincente in cui i titolari e il coach sanno includere tutti gli altri dando loro precise responsabilità.

Nella prima stagione alla Oracle Arena, McGee registra una media di 6,1 punti in 9,6 minuti di impiego, raggiungendo un high di 17 punti contro New York e scendendo in campo in regular season 77 volte su 82 partite. Cifre più o meno simili ai playoff  (5,9 punti in 9,3 minuti) che attestano il ruolo ormai consolidato che la squadra gli chiede. Al termine della stagione McGee è campione NBA e si ripete nell’anno successivo, partendo in quintetto in tre delle quattro gare delle Finals 2018, concluse con 8,0 punti di media.

 

Il periodo ai Los Angeles Lakers

Dopo due contratti annuali consecutivi, nell’estate 2018 McGee si ritrova di nuovo free agent e decide che è arrivato il momento di cercare un posto da titolare. Decide così di andare ai Lakers, per unirsi al neo-arrivato LeBron James, al gruppo di giovani futuribili Kuzma, Ball, Hart e a una serie di giocatori dal passato a volte turbolento – Beasley, Rondo, Stephenson – reclutati per un anno allo scopo di continuare a liberare spazio salariale in vista della free agency 2019 e di portare un minimo di esperienza in gruppo. Nonostante il bel feeling instaurato con LeBron, da cui riceve assist per facili lob al ferro, la stagione va male e inoltre McGee si ritrova a fare i conti con una polmonite che lo manda in ospedale. Una volta ristabilitosi, fatica molto a ritrovare la condizione e ci riuscirà solo in marzo, a buoi ormai scappati, e serve a ben poco il suo career high di 33 punti e 20 rimbalzi, con 6 stoppate, in una sconfitta con i Brooklyn Nets.

La stagione ai Los Angeles Lakers ha confermato che JaVale McGee può stare nella NBA di oggi come lungo in grado di proteggere il ferro grazie all’apertura di braccia, all’altezza e alla capacità di stoppare, correre il campo e concludere agevolmente al ferro, oltre all’attitudine al rimbalzo difensivo e all’abilità nel pick and roll. Nonostante le grosse difficoltà iniziali nel costruirsi un gioco in post basso, l’evoluzione del basket NBA è accorsa in suo aiuto. La protezione del ferro, oltre a evitare canestri facili, è un deterrente alla penetrazione da parte degli stessi. La presenza di un centro stoppatore è rassicurante per tutta la squadra, che si sente più libera di aggredire nella difesa sul perimetro, aspetto chiave in un gioco ormai incentrato sul tiro dall’arco. La sua esperienza di bi-campione NBA fa addirittura di JaVale McGee un mentore per i più giovani: aver trascorso due stagioni nei migliori Golden State Warriors equivalgono a un master universitario, a cui si aggiunge una cura del proprio corpo di anno in anno sempre accresciuta, tanto che McGee è diventato definitivamente vegano dopo aver iniziato tale dieta solo con lo scopo di perdere peso.

Primo figlio di una giocatrice WNBA a giocare in NBA, JaVale ha tuttora sua madre Pamela come manager ed è fratello di Imani McGee-Stafford, nata nel 1994 e anch’essa giocatrice professionista con le Atlanta Dream e in Cina.

Tagliato dalla nazionale USA, JaVale McGee ha esplorato la possibilità di prendere la cittadinanza delle Filippine e giocare con la rappresentativa di quel paese conosciuto in una tournée promozionale durante lockout del 2011. Tuttavia per lo spot di naturalizzato le Filippine finiscono per preferirgli Andray Blatche, compagno di McGee ai Washington Wizards.

 

Premi e riconoscimenti di JaVale McGee

  • Convocato per lo Slam Dunk Contest all’NBA All-Star Game 2011
  • Campione NBA 2017 con i Golden State Warriors
  • Campione NBA 2018 con i Golden State Warriors

 

Contratto di JaVale McGee

JaVale McGee ha firmato un contratto di 2 anni / $8,200,000 con i Los Angeles Lakers di cui $4,100,000 garantiti.

AnnoSquadraEtàSalario
2019-20Los Angeles Lakers31$4,000,000
2020-21Los Angeles Lakers32$4,200,000*
2021Los Angeles Lakers33Unrestricted Free Agent

*player option

 

Frasi e citazioni di JaVale McGee

Due o tre anni fa sono stato vegano per un paio di mesi, solo per perdere immediatamente peso. Non era per l’aspetto etico. Era più per il fatto che una volta che diventi vegano, butti via la pancia molto velocemente. Ho fatto così prima della stagione, ma sono stato completamente vegano per cinque o sei mesi anche dopo l’inizio della stagione stessa. Quando faccio qualcosa, mi ci impegno totalmente. Lo faccio, e se non mi piace, allora smetto. È andata bene e ho continuato”.

 

NBA

StagioneTeamGPPGAPGRPGSPGBPG
2008/2009Washington756.50.33.90.41.0
2009/2010Washington606.40.24.10.31.7
2010/2011Washington7910.10.58.00.52.4
2011/2012Washington4111.90.68.80.62.5
2011/2012Denver2010.30.35.80.51.6
2012/2013Denver799.10.34.80.42.0
2013/2014Denver57.00.43.40.21.4
2014/2015Denver175.20.12.80.11.1
2014/2015Phila63.00.32.20.30.2
2015/2016Dallas345.10.13.90.10.8
2016/2017Golden State776.10.23.20.20.9
2017/2018Golden State654.80.52.60.30.9
2018/2019Lakers7512.00.77.50.62.0
2020/2021Cleveland000000
2020/2021Denver000000
2019/2020Lakers686.60.55.70.51.4

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