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8 Danilo Gallinari

danilo gallinari
danilo gallinari
#
8
Nome
Danilo Gallinari
Nazionalità
ita Italia
Posizione
AP
Altezza
209 cm
Peso
102 kg
Squadra corrente
Oklahoma City
Compleanno
08/08/1988
Anni
32

La storia di Danilo Gallinari

C’è un vecchio campetto da basket nei dintorni dell’Istituto Studium di Milano, un liceo privato ormai chiuso da una decina di anni. Ogni fine settimana quel campetto viene frequentato da spensierati adolescenti che rompono la monotonia della propria routine con il suono della palla che rimbalza sul canestro arrugginito. Una quindicina di anni fa, fra gli assidui frequentatori di quel campetto c’era anche Danilo Gallinari, studente di quel liceo. Un giovane con la volontà di seguire le orme del padre, ex giocatore professionista, e perché no, aspirare a qualcosa di più, anche se il destino gli metterà più volte il bastone fra le ruote.

Parlando di volontà e di destino, bisogna aprire una piccola parentesi: destino e volontà si incrociano e si scontrano più volte nel corso delle nostre vite. Esiste un vecchio proverbio latino al riguardo: Homo faber fortunae suae, l’uomo è artefice della propria sorte. In altre parole, sono le nostre stesse decisioni a determinare il nostro percorso. Eppure l’ambiente nel quale viviamo a volte sembra darci segni inequivocabili riguardo il nostro futuro, che decidiamo di seguire. Forse allora il destino influenza le nostre decisioni, in una sorta di cane che si morde la coda.

Ecco, per raccontare la storia di Danilo Gallinari è necessario tenere bene a mente questo paradosso, perché il suo destino si è scontrato e riunito innumerevoli volte con la volontà di essere il miglior giocatore possibile, per sé stesso, per i suoi compagni di squadra e per la propria Nazionale. Perché Danilo è un predestinato, una macchina perfetta costruita per la pallacanestro. Una macchina perfetta che però non ha avuto l’integrità fisica necessaria per esprimere appieno il proprio potenziale. Eppure, ed è il caso di Gallinari, a volte la forza di volontà può anche superare il più grande degli ostacoli, portandolo dove si aspettava di arrivare.

 

Le origini e i primi passi nella pallacanestro

I segni del destino che accompagneranno Danilo nella propria vita si vedono già dalla sua data di nascita: l’8 agosto 1988, che in formato numerico diventa 8/8/88. Una ripetizione che sembra non essere un caso, perché basta inclinare orizzontalmente il numero 8 per ottenere il simbolo dell’infinito, dove tutto combacia, dove non esiste né inizio né fine. Proprio come combaciano forza di volontà e destino.

Poi c’è anche il fatto di essere figlio d’arte: a dargli la luce sono Marilisa e Vittorio Gallinari, quest’ultimo giocatore che fu una pedina fondamentale per l’Olimpia Milano nella conquista di quattro campionati di Serie A negli anni ’80.

Proprio grazie a papà Vittorio, Danilo muove i primi passi nella pallacanestro già da bambino, militando nelle giovanili di alcune squadre lombarde, essendo nato a Sant’Angelo Lodigiano. In quelle piccole squadre tutti si accorgono di lui e del suo talento, tanto che il giovane Danilo si rende protagonista di una crescita piuttosto rapida che nel 2004 lo porta a debuttare fra i professionisti, a 16 anni, giocando una stagione per Casalpusterlengo in Serie B d’Eccellenza. È fra le fila di quella squadra che si fa notare dalla stessa Olimpia Milano nella quale giocava il padre fino ad una ventina di anni prima.

Milano, ben conscia del potenziale di Gallinari, non vuole bruciarlo subito una volta firmato il contratto. L’accordo prevede infatti il prestito alla Edimas Pavia, squadra militante in Legadue. Con Pavia gioca solamente la prima parte di stagione a causa di un infortunio; nonostante questo, con 14.3 punti e 3.4 rimbalzi a partita di media vince il titolo di miglior giocatore italiano della Legadue. Numeri che per un ragazzo di sedici anni sono piuttosto sorprendenti: Danilo sembra voler bruciare le tappe, e l’Olimpia sembra aver compreso l’enorme potenziale di quel ragazzo.

 

L’affermazione in Italia e in Europa

Gallinari viene così integrato nel roster di Milano, avendo modo di assaggiare il parquet dell’Eurolega il 17 novembre 2005, a 17 anni, contro il Prokom, per un solo minuto. Da quel modesto esordio, la scalata al dominio di Serie A ed Eurolega dura solamente un paio di anni. Nella stagione 2006-07 viene eletto miglior giocatore Under-22 del campionato italiano; in più, per non farsi mancare niente, vince anche il torneo del tiro da 3 punti nel corso dell All-Star Game della Serie A.

È però nel corso della stagione 2007-08 che Danilo esplode, dimostrando a tutti gli effetti il suo titolo di predestinato. Vederlo diventare il leader dell’Olimpia a soli 19 anni, in una squadra di giocatori esperti come Melvin Booker e Dusan Vukcevic, fa impressione. In Serie A il suo nome è sulla bocca di tutti, terminando l’annata con medie di 17.5 punti, 5.6 rimbalzi e 2 rubate a partita. Nello stesso anno la stella dell’Olimpia si prende anche i riflettori dell’Eurolega con un season-high di 27 punti contro il Maccabi Tel Aviv, commentato nel post partita come si trattasse di una prestazione qualsiasi. Terminerà poi l’esperienza europea con 15 punti e 4.2 rimbalzi di media e con il premio di Rising Star della competizione in tasca.

Così, fra aprile e maggio 2008 le sirene NBA sono già nell’aria, in tempi talmente brevi che forse nemmeno lo stesso Gallinari se ne rende conto: schiere di scout NBA si fanno avanti per osservarlo da vicino.

A fine maggio il giocatore lombardo sbarca negli States. Nonostante solamente 3 giorni di riposo fra il termine dei Playoff della Serie A e il primo provino, Gallinari si mette subito al lavoro con una lunga serie di sessioni in palestra. Il giocatore però non è abituato a tutti quei pesi, e il suo fisico lancia una sofferente richiesta di tregua con alcuni dolori alla parte bassa della schiena. Danilo ignora tale richiesta, non proferendo alcuna parola riguardo la sua situazione fisica per dimostrare agli scout di essere in grado di gestire quei carichi di lavoro.

 

L’approdo in NBA e l’esperienza ai New York Knicks

Nei giorni precedenti al Draft del 2008 i media americani parlano piuttosto bene di Danilo: è versatile, sa attaccare il canestro, sa tirare da fuori. Secondo le previsioni il suo nome dovrebbe finire piuttosto alto: molti scout lo danno fra la quinta e la decima scelta assoluta.

La notte del 27 giungo 2008, al Madison Square Garden, il commissioner David Stern pronuncia nomi altisonanti, come Derrick Rose, Michael Beasley, O.J. Mayo, Kevin Love. L’ex Olimpia Milano viene scelto subito dopo, con la sesta chiamata assoluta, dai New York Knicks. Il Garden lo copre di fischi, come ormai fa da qualche anno con le proprie scelte: non esattamente il migliore dei benvenuti. Eppure il giocatore non sembra dargli troppo peso nella sua prima conferenza stampa negli USA, tenuta con la solita concentrazione e determinazione che lo ha accompagnato durante la scalata al sogno americano: “Mettiamola così: mi sono divertito, anche perché sapevo sarebbero arrivati. Starà a me convincere gli scettici, io sono esattamente dove volevo essere”.

Ora, ricordate la richiesta di tregua che giungeva dalla propria schiena? Dopo il Draft Danilo gioca la Summer League con la squadra della Grande Mela. Nel corso della prima partita, però, l’ex Olimpia cade a terra in seguito ad un contatto, andando ad accentuare ulteriormente i dolori presenti. Lo staff medico menziona la possibilità di un’operazione per risolvere il problema, ma Danilo non ne vuole sapere. È la sesta scelta al Draft e vuole dimostrare a tutti il suo potenziale.

Il 28 ottobre 2008 fa il suo esordio ufficiale in NBA, giocando appena tre minuti per via della schiena. Due giorni seguenti rimane in campo poco più di dieci minuti. A causa dei dolori non riesce a muoversi come vorrebbe in campo, nemmeno a dormire per più di due ore consecutive durante la notte. Danilo e lo staff medico optano così per massicce dosi di iniezioni epidurali: il processo richiede tre mesi di stop. Tornato in campo a gennaio 2009, il resto della sua stagione da rookie Danilo lo passa rimanendo sdraiato in panchina nei minuti in cui non è sul parquet per limitare i dolori. La sua prima stagione NBA è così una lotta continua fra volontà e destino: la sfortuna degli infortuni e la forza di volontà per dimostrare di potercela fare comunque. In ogni caso, il bottino al termine della stagione è piuttosto misero: appena 6 punti di media in nemmeno 15 minuti di gioco per 28 apparizioni. I fischi del Madison Square Garden riecheggiano nella mente di Gallinari.

Nella primavera del 2009 giocatore e staff finalmente optano per l’operazione, e i risultati si vedono subito: nella sua stagione da sophomore Danilo fa ricredere tutti i detrattori newyorchesi, con medie di 15.1 punti e 4.9 rimbalzi. A febbraio partecipa anche al Three Point Shootout Contest, essendo, in quel momento, il giocatore con la più alta percentuale di realizzazione da dietro l’arco. Insomma, fra il 2010 e il 2011 la storia d’amore fra New York e Danilo Gallinari sembra finalmente decollare.

Scrivo sembra perché, come tutte le storie d’amore destinate a finire, la rottura assume sempre le forme di un fulmine a ciel sereno.

 

L’arrivo ai Denver Nuggets e l’infortunio

La piazza dei Knicks è piuttosto imprevedibile, così come la dirigenza, e a febbraio 2011 Danilo viene sacrificato sull’altare delle trade NBA per portare Carmelo Anthony nella Grande Mela. A Denver, Gallinari riesce a trovare la propria dimensione, confermando quello già fatto vedere di buono in maglia Knicks.

Nella stessa stagione dello scambio i Nuggets arrivano ai Playoff, ma non andando oltre il primo turno. La stagione 2012-13 sembra essere quella della consacrazione per Danilo, che dal punto di vista realizzativo diventa la migliore della sua carriera, a oltre 16 punti di media. La squadra sembra inoltre girare, arrivando a dieci partite dal termine della stagione con un bottino di 50 vittorie. È proprio sul più bello, però, che il destino decide di metterci di nuovo lo zampino.

Il 4 aprile 2013 è la data che Gallinari ricorderà per il resto della sua vita. Denver ospita in casa Dallas, e Danilo sta giocando la sua solita prestazione solida con 9 punti in 16 minuti di gioco. In un’azione del secondo quarto il giocatore penetra a canestro piuttosto deciso; la gamba sinistra è però posizionata male, e il ginocchio fa crack. Danilo si accascia subito al suolo dolorante, con un’espressione lancinante per i propri tifosi. Lo staff medico lo accompagna fuori dal parquet.

Lesione del legamento crociato anteriore sinistro: è questa la diagnosi dei medici di squadra. Stagione finita, tanti saluti ai Playoff e rientro possibile al termine della stagione 2013-14. Per Gallinari è una di quelle notizie che ti fanno venire il nodo alla gola: un intero anno fuori dal parquet suona come il peggiore degli incubi in una notte insonne per un bambino di sette anni.

Su consiglio di diversi atleti professionisti, fra cui stessi giocatori NBA e alcuni calciatori di Serie A in Italia, Danilo si fa operare da un chirurgo specializzato a Vail, in Colorado. L’operazione dovrebbe richiedere un’ora e mezzo, ma i medici optano per un cambio di programma dell’ultima ora preferendo una tecnica meno invasiva che richiede 45 minuti. Per Danilo e suo madre Marilisa 45 minuti per riparare menisco e legamento crociato sembrano pochini, ma i medici tranquillizzano i due, dicendo di non preoccuparsi.

Seguono otto mesi di riabilitazione, al termine dei quali il ginocchio di Gallinari sembra non essere ancora come prima: il medico di squadra esegue una risonanza sul legamento per scoprire che è rimasto leso. Per ripararlo è necessaria una seconda operazione, questa volta asportando parte del legamento destro, talmente era messo male quello sinistro. Danilo non metterà piede in campo prima della stagione 2014-15. Il mondo gli crolla addosso.

Ora, ognuno di noi ha avuto almeno un momento della propria esistenza in cui ha pensato di aver toccato il fondo del barile, dal quale si pensa di non riuscire più a risalire. Momenti bui che durano giorni, mesi, o a volte anche anni. Per Danilo, la doppia operazione al crociato è sicuramente uno di quei momenti. Per uscirne serve una enorme forza di volontà. Non subire passivamente il corso degli eventi, ma reagire e tornare più forti di prima.

A Gallinari serve tanto tempo per tornare più forte di prima, ovvero la stagione 2015-16, la migliore della sua carriera fino ad ora, chiusa con medie di 19.5 punti e 5.3 rimbalzi a partita. Ancora una volta, però, la condizione fisica lo limita a giocare un numero ridotto di partite, scendendo in campo in 53 occasioni sulle 82 disponibili.

 

Los Angeles Clippers e presente

Dopo un’altra buona stagione con Denver, il Gallo diventa free agent senza restrizioni nell’estate del 2017: sceglie come prossima destinazione i Los Angeles Clippers di coach Doc Rivers.

Danilo nasconde dentro di sé una enorme voglia di rivalsa. Vuole recuperare il tempo perduto, dimostrare a tutti cosa poteva ancora dare alla Lega. Il destino, ancora una volta, decide di prevalere sulla forza di volontà. A inizio stagione Gallinari si procura un infortunio al gluteo, ma sia il giocatore che lo staff medico lo ritengono un semplice ematoma, e il nuovo acquisto dei Clippers gioca le prime partita della regular season sul dolore.

Durante la partita numero nove della stagione, contro i Miami Heat, il dolore diventa insopportabile. Danilo realizza che non si può trattare di un semplice livido. La risonanza rivela che si tratta di uno strappo, e i medici lo curano con iniezioni e terapie specifiche. Dopo quattro settimane di stop, l’ex Olimpia torna in campo ma, di nuovo, il destino non ne vuole sapere niente, e nel corso di una partita contro i Golden State si procura una frattura alla mano. Danilo non può giocare. Danilo non deve giocare.

Gallinari termina la stagione con solamente 23 partite giocate, nessuna delle quali al massimo delle condizioni. Danilo però non si arrende, ed è determinato a tornare al livello che gli spetta. Questa volta la forza di volontà sconfigge il destino.

“Ho avuto un sacco a che fare con gli infortuni. Quando sei nella NBA e non appari nella line-up, puoi sentirti invisibile. Non ho mai dubitato della mia abilità, però. Sono stati proprio gli infortuni a darmi un maggior apprezzamento per ogni giorno in cui mi sveglio, pronto a fare quello che amo”.

La stagione 2018-19 è senza dubbio la migliore della sua carriera: 19.8 punti e 6.1 rimbalzi di media a partita, tirando con il 43.3% da dietro l’arco, sono i suoi migliori dati in carriera. Con un Gallinari finalmente a pieno regime, i Clippers hanno dato parecchio filo da torcere ai Golden State Warriors nel primo turno dei Playoff: prima recuperando uno svantaggio di 31 punti in Gara-2, la più grande rimonta nella storia dei Playoff NBA, poi andando ad un passo dal portare in pareggio la serie sul 3-3.

Gallinari è finalmente diventato il giocatore che si aspettava, principalmente grazie a una enorme forza di volontà, che lo ha portato a brillare in seguito ai momenti più bui della sua carriera. Con buona pace del destino, ci auguriamo che Danilo possa continuare su questa strada per gli anni a venire.

 

Curiosità su Danilo Gallinari

  • È cugino di Giacomo Devecchi giocatore della Dinamo Sassari, in Serie A
  • Nel 2010 ha pubblicato un libro autobiografico dal titolo “Da Zero a Otto”
  • Nel 2016 è apparso sulla copertina del videogioco NBA2K17 per il mercato italiano
  • È tifoso sfegatato del A.C. Milan

 

Premi e riconoscimenti su Danilo Gallinari

  • MVP della Serie A (2008)
  • 2x Miglior giocatore Under-22 della Serie A (2007, 2008)
  • Rising Star dell’Eurolega (2008)

 

Contratto di Danilo Gallinari

Danilo Gallinari ha firmato un contratto di 3 anni / $64,762,737 con i Los Angeles Clippers di cui $64,762,737 garantiti nell’off-season NBA del 2017.

AnnoSquadraEtàSalario
2017-18Los Angeles Clippers29$20,559,599
2018-19Los Angeles Clippers30$21,587,579
2019-20Oklahoma City Thunder31$22,615,559
2020Oklahoma City Thunder32UFA

 

NBA

StagioneTeamGPPGAPGRPGSPGBPG
2008/2009New York286.10.52.00.50.1
2009/2010New York8115.11.74.90.90.7
2010/2011New York4815.91.74.80.80.4
2010/2011Denver1414.71.65.40.90.6
2011/2012Denver4314.62.74.71.00.5
2012/2013Denver7116.22.55.20.90.5
2013/2014DenverFuorituttastagione000
2014/2015Denver5912.41.43.70.80.3
2015/2016Denver5319.52.55.30.80.4
2016/2017Denver6318.22.15.20.60.2
2017/2018Clippers2115.32.04.80.60.5
2018/2019Clippers6819.82.66.10.70.3
2019/2020Oklahoma City6218.71.95.20.70.1

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