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NBA 2022-2023, Season Preview: i sottili equilibri dell’Atlantic Division

New York Knicks

I New York Knicks si sono trovati al centro dei rumors di mercato nel corso di questa estate, con Donovan Mitchell che sembrava essere l’obiettivo principale della squadra della Grande Mela.

Dopo che  l’ex Jazz che è stato spedito a Cleveland, i Knicks hanno dovuto però riconsiderare i propri piani e puntare allo sviluppo del giovane roster, andando nel contempo a sopperire alle partenze più o meno forzate con il mercato dei free agent.

Il primo a dover fare le valigie è stato Kemba Walker, spedito in direzione Detroit in cambio di una manciata di scelte al primo turno nel 2025 molto interessanti. L’esperimento Walker è naufragato piuttosto rapidamente a New York. Non solo per il suo apporto offensivo che è stato il peggiore della sua carriera (solamente 11.6 punti di media), ma anche per le sue caratteristiche difensive, che mal si sposavano con l’altra guardia Evan Fournier. La cosa ha portato coach Thibodeau a mettere fuori rotazione il giocatore già a novembre, per poi continuare a fare dentro e fuori dalla rosa, fino all’avvenuta trade di giugno.

Al suo posto i Knicks si sono assicurati le prestazioni di Jalen Brunson, con un accordo da poco più di 100 milioni di dollari in quattro anni. Lo scorso anno l’ex Mavs ha vissuto la stagione della consacrazione, facendo registrare 16.3 punti e 4.8 assist di media. Ai Knicks sarà un titolare indiscusso e sarà una delle colonne portanti dell’attacco dei Knicks (in carriera ha tirato con il 49.4% dal campo e il 37.3% da dietro l’arco dei tre punti).

Un’altra mossa di grande importanza è rappresentata dal nuovo contratto firmato da RJ Barrett. I Knicks hanno infatti riposto molta fiducia nel suo sviluppo, e lo stesso giocatore si è detto onorato di tale rinnovo (100 milioni di dollari in quattro anni). Alla sua quarta stagione NBA dovrà dunque mostrare di essere in grado di condurre l’attacco della squadra. La scorsa stagione Barrett ha fatto registrare oltre 20 punti di media a serata, ma il problema principale è la sua percentuale al tiro (solo il 40.8% dal campo e il 34.2% da tre punti). Sarà fondamentale per lui, e per i piani futuri dei Knicks migliorare questo aspetto. Se ci riuscirà, la franchigia della Grande Mela potrebbe avere tra le mani un nuovo potenziale All-Star.

I Knicks hanno poi salutato diversi giocatori di ruolo, come Nerlens Noel, Alec Burks e Taj Gibson. Mitchell Robinson sarà ancora il centro titolare e avrà il compito di difendere il pitturato e di portare dinamicità in attacco: lo scorso anno, secondo le statistiche di NBA.com, ha tolto ben 10 punti alle percentuali al tiro degli avversari in area, e si è classificato al 93° percentile come screener nel pick-and-roll.

A suo supporto è stato ingaggiato Isaiah Hartenstein con un accordo da 16 milioni di dollari in 2 anni. Il suo arrivo offre a Thibodeau un mix intrigante di rifiniture in attacco, presenza a rimbalzo e qualche sprazzo di tiri da tre punti.

Julius Randle cercherà invece di tornare sui livelli della stagione 2020-2021, che gli erano valsi la prima convocazione in carriera per l’All-Star Game nel contract-year. Lo scorso anno la sua produzione ha subito un calo (solo il 41% di realizzazione dal campo e il 30,8% da tre), ma c’è una statistica interessante dalla sua parte: solamente quattro giocatori sono stati in grado di far registrare medie di 20 punti, 9 rimbalzi e 4 assist nella stagione 2021-22: Julius Randle, Nikola Jokic, Giannis Antetokounmpo e Luka Doncic.

Infine, i tifosi dei Knicks si aspettano un’ulteriore crescita dei giovani presenti a roster: Immanuel Quickley ha mostrato di avere grande energia, ma deve assolutamente aggiustare le percentuali al tiro: meno del 40% di realizzazione dal campo nei suoi primi due anni nella lega non sono esattamente il migliore biglietto da visita. Con le partenze di Noel e Burks crediamo che Obi Toppin avrà un maggiore minutaggio, ma anche nel suo caso è necessario rivedere le percentuali al tiro (solo il 30.8% da tre punti lo scorso anno).

Tirando le somme, Brunson è una buona aggiunta al roster, anche se questa mossa è costata profondità nelle rotazioni, soprattutto tra i lunghi. Questo elemento, considerando anche le brutte percentuali al tiro che in generale la squadra ha, fa dei Knicks una squadra ancora inefficace in attacco. Thibodeau proverà a tenere alto il livello della difesa, ma non ci aspettiamo una stagione entusiasmante: prevediamo un posizionamento finale a ridosso del torneo Play-in, tra il decimo e l’undicesimo posto a Est.

 

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Pubblicato da
Andrea Capiluppi

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