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NBA 2022-2023, Season Preview: i sottili equilibri dell’Atlantic Division

Toronto Raptors

Senza considerare qualche rumors di mercato che voleva Kevin Durant ai Raptors, la franchigia canadese ha vissuto una offseason piuttosto tranquilla. Dopo una stagione che ha visto Toronto approdare ai Playoff nonostante la partenza di Kyle Lowry, la squadra può infatti dirsi soddisfatta del proprio operato.

L’obiettivo di questa nuova regular season sarà dunque quella di far crescere ulteriormente i giovani presenti a roster, per puntare nuovamente ai Playoff e acquisire maggiore esperienza.

Parlando proprio di giovani promesse, tutti gli occhi saranno puntati su Scottie Barnes. La scelta numero 4 allo scorso Draft è infatti stata nominata come Rookie of the Year, con un’ottima media di 15.3 punti, 7.5 rimbalzi e 3.5 assist a serata. Già al suo primo anno nella lega Barnes ha mostrato di saper dire la sua su entrambi i lati del campo: ricordiamo ad esempio la partita contro i Nets dello scorso febbraio, vinta dai Raptors per 36 punti proprio grazie a una prestazione monstre del prodotto Florida State (28 punti e 16 rimbalzi, di cui 9 in attacco). Al secondo anno dovrà confermarsi e migliorare alcuni aspetti fondamentali, come la percentuale di realizzazione ai liberi (circa il 73% nel 2021-2022) e un maggiore coinvolgimento nel tiro da tre punti (solo 2.6 tentativi a partita con il 30.1% di realizzazione).

Insieme a Barnes, ci saranno nuovamente Pascal Siakam e Fred VanVleet, le altre due colonne portanti dei Raptors. Il primo si è confermato sui suoi soliti livelli (22.8 punti e 8.5 rimbalzi di media), migliorando negli assist (5,3 a partita, suo career-high) e venendo inserito nel Third All-NBA Team a fine stagione. Siakam si è inoltre confermato un ottimo elemento per lo small ball di coach Nurse, giocando molti più minuti da centro rispetto al passato. Molto probabilmente, Toronto continuerà con questa filosofia, in modo tale da schierare OG Anunoby e Scottie Barnes come le due ali titolari.

Fred VanVleet è invece reduce dalla sua prima convocazione all’All-Star Game, frutto della sua miglior stagione: career-high in punti (20.3), rimbalzi (4.4) e assist (6.7). La partenza di Lowry ha infatti favorito VanVleet, con Nurse che gli ha consegnato le chiavi dell’attacco. In offseason non si sono viste particolari aggiunte nel ruolo di play di riserva, e il suo minutaggio continuerà ad essere alto anche per la stagione 2022-2023. A dargli il cambio sarà dunque Malachi Flynn, già presente lo scorso anno.

La squadra sembra invece molto più coperta per quanto riguarda il comparto lunghi. Oltre ai già citati Barnes e Siakam, l’unica aggiunta rilevante dal mercato dei free agent è stata quella di Otto Porter Jr. Campione NBA lo scorso anno con gli Warriors, è arrivato in Canada sulla base di un contratto biennale da 12,3 milioni di dollari complessivi. L’ex Wizards non disporrà del minutaggio elevato che aveva proprio a Washington, ma porta pericolosità dall’arco e versatilità per far riposare OG Anunoby. Proprio quest’ultimo ha mostrato una costante crescita negli anni, e ormai alla sua sesta stagione a Toronto vorrà sicuramente fare ancora meglio e magari aggiustare la sua percentuale di realizzazione (44.3% dal campo lo scorso anno, suo peggior dato in carriera).

Infine, a rinforzare ulteriormente il roster è arrivata la firma di Josh Jackson con un contratto non garantito per il 2022-2023 da circa 2.13 milioni di dollari. Approdato nella lega nel 2017 con la quarta chiamata assoluta con un grande hype intorno a lui, Jackson non ha mai pienamente rispettato le aspettative che i Suns avevano su di lui, nonostante una prima stagione tutto sommato positiva, che gli era valsa l’inclusione nell’All-Rookie Team della stagione 2017-2018. Proprio per questo motivo, probabilmente, la dirigenza dei Raptors gli ha proposto un contratto non garantito, ma se risponderà presente quando chiamato in causa potrà far rifiatare i titolari nel ruolo di guardia e di ala, data la sua grande versatilità. 

Come tradurre una offseason tranquilla in aspettative? Le possibilità di miglioramento di Toronto dipendono dallo sviluppo di Scottie Barnes e dalla salute dei suoi due All-Star. Senza alcun cambiamento significativo rispetto allo scorso anno, il timore è che questa squadra sia abbastanza forte per approdare ai Playoff, ma non così forte per essere una contender.

Ci aspettiamo dunque una stagione da “limbo”, dove Siakam e compagni riusciranno ad ottenere un piazzamento utile per disputare i Playoff, ma ancora una volta non andranno oltre il primo turno. Nell’attesa che Scottie Barnes possa esplodere davvero.

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Pubblicato da
Andrea Capiluppi

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