Golden State Warriors

6 aneddoti che raccontano la magica personalità di Klay Thompson

Mancano ormai pochi mesi al rientro in campo di Klay Thompson. Il giocatore, perno clamorosamente importante nel quintetto di Golden State, dovrebbe tornare sui parquet NBA in vista del Christmas Day 2021. Per l’occasione, The Athletic ha raccolto una serie di aneddoti direttamente da ex e attuali compagni all’interno della lega, così come da Steve Kerr e il coaching staff degli Warriors. Questi i racconti più curiosi, a partire da quello di Jarret Jack:

“Eravamo ad Atlanta, volevamo andare in discoteca. Siamo tutti lì, scriviamo a Klay, ci chiede dove siamo, glielo diciamo e poi lui ci risponde: ‘Figo, ci vediamo lì’. Quindi Klay arriva, ma quando arriva è tutto solo. Quindi gli chiediamo ‘Ma come sei arrivato fino a qui?’ e lui mi ha detto ‘Sì, ero in quel bar, alcune persone mi hanno chiesto dove stessi andando, hanno detto che sarebbero andati nello stesso posto, quindi abbiamo condiviso il taxi’. “Persone, di quali persone parli?” ‘La coppia laggiù’. Ed era come una coppia bianca, sposata, sulla cinquantina.”

Poi è il turno di Matt Barnes:

“Avevamo appena vinto le finali della Western Conference. Tutti festeggiano, parlano, mangiano, bevono. Ed ecco Klay seduto davanti al suo armadietto che insegna a due bambini di 9 anni come fare aeroplanini di carta e li fa volare attraverso lo spogliatoio.”

Steve Kerr:

“Quando sono stato nominato head coach di Golden State, la prima cosa che ho fatto è stata chiamare tutti i giocatori. Klay non mi rispondeva. Così ho chiamato Bob (Myers) e gli ho detto: “Bob, forse è arrabbiato per il cambio di allenatore, mi preoccupa, non mi richiama”. Bob ha iniziato a ridere e ha detto solo: “Benvenuto nel mondo di Kay”.

Festo Ezeli:

“Quando ho firmato con gli Warriors e ho iniziato a uscire con Klay, era più o meno il periodo in cui aveva appena preso Rocco. Voleva passare sempre del tempo con il suo cane. Non gli piaceva trascorrere tempo con le persone. Gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva: ‘Sto con Rocco’. All’inizio pensavo fosse una persona, prima di incontrare il cane. “

Jerry DeGregorio, vice allenatore:

“In occasione del suo primo contratto, nel bel mezzo delle trattative ha lasciato improvvisamente l’ufficio. Ci ha detto: ‘Devo andare a casa ragazzi, devo dare da mangiare al mio cane.'”

Kevon Looney:

“Eravamo ai Playoff. Penso che ci stessimo preparando per giocare le finali della Western Conference. E Rocco è entrato negli spogliatoi. È entrato nelle docce mentre tutti i ragazzi si stavano lavando. C’era questo cane che passeggiava tranquillamente nelle nostre docce…”

 

 

 

 

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Pubblicato da
Michele Ipprio

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