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NBA, DeMar DeRozan commenta il suo buzzer beater

DeMar DeRozan nella notte ha regalato ai posteri una nuova prestazione da incorniciare. Non tanto per la sua gara nel complesso, ma più per il gesto finale, ossia il tiro della vittoria su un gamba – da dietro l’arco – che ha permesso a Chicago di vincere contro Indiana.

“Mentre guardavo il cronometro, ho pensato “Ok, devo fare qualcosa””

Questa è solo il secondo buzzer beater in game winner in carriera per DeRozan, e il primo da gennaio 2013. L’ultima volta che un giocatore dei Bulls aveva messo a segno una buzzer beater di questa importanza era stato Jimmy Butler nel dicembre 2016. DeRozan ha dimostrato ancora una volta perché è il giocatore che ha segnato di più durante l’ultimo quarto in questa regular season:

“Credo fermamente che finché ho tempo avrò una possibilità. Ho sempre adottato questo approccio in una partita. Mi rendo conto che non tutto sarà perfetto… che le serate saranno dure a volte, ma finché c’è tempo sul cronometro, qualcosa si può fare per assicurarsi la vittoria. Questo è quello che abbiamo fatto stasera. “

Prima del buzzer per l’ex Toronto era stata una serata complicata: alla fine DeRozan ha chiuso con 28 punti a referto ma un rivedibile 8/24 al tiro. Difficoltà generale per Chicago che ha chiuso con poco più del 40% dal campo. Per tutta la partita le due squadre non si sono lasciate andare in termini di punteggio, così ecco che i Bulls hanno sfruttato il jolly finale di DeRozan:

“Abbiamo sfruttato l’ultimo tiro a nostra disposizione dopo aver combattuto un duro quarto quarto. Ho avuto la sensazione che nulla stesse andando a nostro favore su entrambi i lati del campo – Non stavamo prendendo un rimbalzo, non riusciamo a trovare il ritmo. In attacco abbiamo fatto fatica… segnare quel tiro è stato un sollievo.”

Questo successo spinge i Bulls in cima alla Eastern Conference con 23 vittorie e 10 sconfitte, lo stesso record dei Nets. Non male considerando che ad un certo punto di dicembre, Chicago si era ritrovata senza dieci giocatori causa Covid:

“Sì, abbiamo avuto a che fare con il COVID negli ultimi due mesi. I nostri allenatori e giocatori sono stati colpiti. Il fatto che la squadra possa resistere, mantenere la rotta e finire l’anno al top della nostra Conference dice molto sul tipo di compagine siamo. E il tipo di squadra che possiamo essere a piena potenza.”

 

 

 

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Simone Ipprio

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