Charlotte Hornets

E tre: fuori anche Steve Clifford! Dopo Hornacek e Vogel, licenziato il coach degli Hornets

La stagione regolare NBA è finita un giorno fa e l’off-season è cominciata col botto (in attesa dei Playoff, che iniziano domani). In poche ore sono stati licenziati tre allenatori: ieri Jeff Hornacek dai New York Knicks e Frank Vogel dagli Orlando Magic; oggi Steve Clifford dai Charlotte Hornets. Clifford era head coach della squadra del North Carolina dal 2013. Gli Hornets quest’anno sono arrivati decimi a Est – fuori dalla zona post-season – con un record di 36 vittorie e 46 sconfitte.

The edge of a Clifford

Charlotte prosegue il rinnovamento lampo partito lunedì con la firma del nuovo Presidente e GM Mitch Kupchak. Il benservito a Clifford è un ulteriore segnale nella direzione di un repulisti completo. Il coach originario del Maine rappresenta un ciclo ormai tramontato. Quello iniziato nel 2013-2014 – quando gli Hornets si chiamavano ancora Bobcats – che ha portato a due apparizioni ai Playoff in cinque anni, col picco delle 48 vittorie nel 2015-2016.

Charlotte, durante la reggenza Clifford, non è riuscita a entrare nell’élite NBA come auspicato, rimanendo invece confinata nella mediocrità da cui ogni team della lega cerca di fuggire. Il record complessivo nelle stagioni in oggetto è di 196-214. Un computo che racconta di un team da 50% (anzi, meno) di vittorie. Senza il firepower delle corazzate, né il talento giovane delle squadre di bassa classifica.

Futuro

La dirigenza non è esente da colpe. Dalla firma di Nicolas Batum a cifre folli (5 anni a 120 milioni di dollari, ancora 3 a contratto), ai regali fatti a giocatori di medio livello che non hanno compiuto il salto di qualità richiesto (56 milioni a Tyler Zeller, 52 a Michael Kidd-Gilchrist) o che si sono adagiati (Marvin Williams, declinato dopo la firma di un contratto da 54 milioni in 4 anni, anche a causa dell’età non più verdissima).

Charlotte, oltre che dal nuovo allenatore, conta di ripartire da tre punti cardine: Kemba Walker – che però ha già fatto sapere di essere disposto a restare solo con una squadra migliorata sensibilmente – Dwight Howard – veterano pure lui sovrapagato (70 milioni in 3 anni) che tuttavia ha disputato una stagione solida – e Malik Monk – matricola che ha deluso ma che ha lasciato intravedere ottimi colpi. Oltre che, ovviamente, dalla scelta al prossimo Draft. Scelta che comunque sarà con ogni probabilità non pregiatissima (in zona fine Lottery).

Ora la patata bollente passa a Kupchak, che avrà le mani pienissime nel tentativo di rendere quello degli Hornets un sistema dirigenziale e tecnico finalmente di primo livello NBA.

 

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Pubblicato da
Elia Pasini

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