L’Nba risponde a Draymond Green: “Le regole sono le stesse per tutti”

L’Nba tramite il suo Presidente esecutivo VanDeWeghe ha voluto chiarire che la lega non sta seguendo particolarmente Draymond Green e le sue azioni sul campo, dopo le lamentele del giocare che si sentiva sotto la lente d’ingrandimento da parte degli arbitri, ma che le regole sono chiare e valide per tutti. Il caso era montato dopo l’ennesimo calcio di Green, un movimento sembrato innaturale e quindi probabilmente volontario da parte del giocatore dei Warriors che non è nuovo ad episodi del genere. Il giocatore dopo la partita contro i Suns in cui era accaduto il fatto si era scagliato contro l’Nba e le sue regole, dichiarando che non si può prevedere come una persona reagisca a certi contatti e come il corpo fa dei movimenti che possono sembrare innaturali ai più ma che nel bel mezzo della partita sono giustificabili.

Per questo oggi la Nba ha voluto rispondere e chiarire il punto di vista della lega su certi episodi che si stanno vedendo sempre più frequentemente durante le partite. Queste la parole di VanDeWeghe.

Le regole sono discusse insieme ai proprietari delle franchigie, ai gm, allenatori e rappresentanti dei giocatori; lo stesso metodo lo abbiamo anche per i cambiamenti regolamentari che vengono introdotti. Abbiamo notato negli ultimi tempi un grande aumento di movimenti innaturali nei parquet Nba, che possono andare dalle sbracciate ai calci e pensiamo che queste cose siano fatte per attirare l’attenzione arbitrale durante un contatto. Noi come commissione Nba stiamo monitorando la situazione per avere un regolamento equo per tutte le squadre, ma vogliamo anche mantenere al primo posto la sicurezza e la salute dei giocatori in campo. Stiamo cercando di togliere questo aspetto dalle partite Nba. Le regole comunque valgono per tutti e sono le stesse per tutti i giocatori. Non ci sono eccezioni né giocatori sotto la lente d’ingrandimento.

Steve Kerr nel post partita aveva provato a difendere Green e lo stesso giocatore aveva citato l’esempio di James Harden e del suo modo di estendere le braccia durante le partite per prendere falli, dichiarando che anche quel movimento è innaturale. Oltre alla risposta di Harden, anche l’Nba ha voluto precisare il punto di vista della lega.

Le due cose sono diverse; e la differenza la fa la sicurezza e la possibilità di infortunare qualcuno; i giocatori provano e evidenziare e enfatizzare i contatti per prendere dei fischi a favore. Questa situazione è migliorata con le regole sul flopping difensivo. Ma se scalci o muovi le braccia e colpisci qualcuno, questo diventa una minaccia potenziale alla salute dei giocatori, e questo non possiamo permetterlo. E non è una cosa che riguarda un giocatore o due nella Lega, ma siamo attenti a tutti gli episodi di questo tipo, ci perdiamo del tempo sopra come commissione di sicurezza e se vediamo che il movimento non è congruo col contatto, ci sentiamo in dovere di intervenire.

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Pubblicato da
Marco Lorenzin

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