Dwight Howard e le Conference Finals: “Le ho giocate con un legamento strappato”

I problemi fisici di Dwight Howard sembrano essere diventati una costante in grado di condizionare ripetutamente le stagioni del centro dei Rockets: basti pensare che se nelle prime sette stagioni da professionista Superman ha saltato solamente 7 partite, quest’anno invece DH comincerà la stagione 2015 – 2016 con la statistica di ben 70 partite non giocate negli ultimi 4 anni. In particolare Howard sta accusando dalla scorsa annata fastidi alle ginocchia che hanno richiesto, oltre a diverse settimane di riposo durante la regular season, anche procedure molto fastidiose come ad esempio alcune sedute specifiche volte a siringare i versamenti di sangue che si erano creati all’interno del ginocchio di D12.

Anche per i motivi di cui sopra siamo in grado di rivalutare le prestazioni non troppo brillanti di Dwight Howard durante i playoffs scorsi, con riferimento speciale alle conference finals contro i Golden State Warriors da li a poco vincitori del titolo: ma sembrano esserci importanti update sugli infortuni di Howard patiti durante la serie contro Curry e compagni. Come apprendiamo da Joseph Casciaro di The Score, the Man Child avrebbe infatti rivelato alcuni dettagli decisamente non trascurabili sul suo infortunio patito contro i Warriors durante Gara 1 delle finali di Conference. Dalle dichiarazioni di Dwight Howard rilasciate a Texas’ SportsRadio 610 apprendiamo come quella che sembrava essere una semplice distorsione al ginocchio era invece qualcosa di ben più serio: uno strappo al legamento collaterale mediale con interessamento del menisco.

Per la maggior parte degli atleti professionisti di qualsiasi sport sarebbe stato decisamente impossibile scendere in campo e disputare una serie di playoffs caratterizzata da alti livelli di intensità fisica e agonistica, ma Dwight Howard ha stretto i denti per il bene suo e della squadra ed ecco che i 14.4 punti, 14.4 rimbalzi e 1.8 stoppate a partita in 35 minuti di gioco raccolti durante le conference finals non sembrano essere un magro bottino rispetto alle sue potenzialità.

Tuttavia D12 si avvia a compiere 30 anni tra meno di due mesi e se vorrà provare ad essere competitivo ora e nel futuro assieme ai suoi Rockets al fine di provare a vincere un anello, dovrà giocoforza trovare una soluzione semi-definitiva ai suoi guai fisici.

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Pubblicato da
Simone Maccari

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