Primo Piano

NBA Rookie Ladder 2024 – Ep. 1 – Chet Code

21. Sasha Vezenkov

Male. Senza troppi fronzoli, male. Dall’MVP in carica della Eurolega ci si aspettava di più. “Let the ball fly” era stata l’indicazione di Mike Brown durante la preseason. Tira, tira, tira. Il 34.3% dall’arco rimane abbastanza anonimo. E il minutaggio che tarda a salire è colpa di evidenti carenze difensive (defensive rating di 112.1), che lo escludono per ora dai momenti caldi delle partite. Una particolarità: per segnare non ha bisogno di palleggiare. Anzi, meno lo fa più è letale. E la fiducia dei compagni sembra crescere.

 

22. Jalen Pickett

C’è e non c’è. Finora ha preso parte 6 partite su 12 dei Denver Nuggets. E il classe ’99 non ha dato grandi risposte. Nelle ultime due uscite, ha registrato 2.5 punti e 1.5 assist in 14 minuti di gioco. Ha dalla sua una ottima attitudine difensiva. Anche se il mostruoso 94.7 in defensive rating deve essere preso con le pinze visti i 6 minuti di media giocati.

23. Ben Sheppard

Senior da Belmont, Sheppard ha una consapevolezza dei propri limiti che ha stupito anche Tyrese Haliburton. Per ora ha accumulato 53’ e 25 punti complessivi in NBA. Già assegnato ai Mad Ants nella G League, potrà aggiungere minuti ed esperienza.

24. Colby Jones

Per di più scampoli di partita. Nelle uniche tre uscite in cui ha giocato più di dieci minuti, ha segnato 6.3 punti e raccolto 3.7 rimbalzi. Non sembra per ora una soluzione a lungo termine per i Sacramento Kings. Soprattutto ora che è rientrato De’Aaron Fox.

25. Cam Whitmore

Forse tradito dal fatto che Houston quest’anno sembra sappia giocare a basket. Il promettentissimo rookie, dopo la caduta libera la notte del Draft, sta subendo un altro smacco. Finora coach Udoka lo ha utilizzato in tre occasioni, tutte a partita praticamente già archiviata. Un grande peccato, perché i mezzi atletici di questo ragazzo sono senza senso.

26. Emoni Bates

Non ha mostrato lo smalto di Craig Porter Jr., che ha cinque anni di college alle spalle. Nulla di eccezionale nei numeri finora e minutaggio ridotto (massimo stagionale i 23’ contro New York a fine ottobre). L’hype nei suoi confronti degli anni scorsi  è andata scemando. Ma potrebbe sempre tornare.

27. Vasiljie Micic

Star in Eurolega, come  Vezenkov, comprimario in NBA. È presto, ma il primo giudizio caustico lo ha dato Mike James. Difficile dargli torto.

28. Brandin Podziemski

23 punti il suo career high in 39’ contro Minnesota, la gara immediatamente successiva ai soli  76” in campo sempre contro i Timberwolves. Racconta molto della sua stagione fin qui, dove non è mancato un confronto acceso con KD.

 

29. Collin Gillespie

Finora un’annata lungo due direttrici. O DNP o un buono spezzone di gara. Come il compagno di squadra Pickett, finora ha dato poche certezze a Mike Malone. In 14 minuti, 4 punti e 1.4 assist nelle ultime 5 partite giocate. E un tremendo 27% dall’arco. Soprattutto per un giocatore che il 61.1% delle volte che tira, lo fa dalla lunga distanza. Per di più Gillespie non ha l’attenuante della difesa: il defensive rating di 118.2 è da incubo.

30. Jordan Miller

Solo due gare in NBA, per il resto G League. Il nome ricorda il dissing tra MJ e il più noto Brandon, già citato in corso di puntata. Motivazione debole, ma dopo un mese mal contato di gare  sufficiente per inserirlo in classifica.

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Redazione NbaReligion

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