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Isiah Thomas si scatena contro Michael Jordan: “Questo litigio andrà avanti per molto tempo”

Ad ormai due anni dalla propria uscita, The Last Dance continua a suscitare scontento nel mondo degli ex-giocatori NBA. Dopo Shawn Kemp, Rick Mahorn e persino Scottie Pippen, anche Isiah Thomas, leggenda dei Detroit Pistons (nonché uno dei playmaker più forti di tutti i tempi) ha deciso di condannare pubblicamente il trattamento riservatogli nel documentario.

In un’intervista a Cosmote TV (emittente greca che detiene i diritti NBA nel paese ellenico) Thomas ha spiegato il proprio punto di vista, dimostrando un certo fastidio legato alle parole di Jordan nei propri confronti:

Stavo guardando “The Last Dance” con la mia famiglia pensando che tutto fosse ok. E poi questo signore [Jordan] si presenta in televisione e dice di odiarmi, dandomi dello s*****o. Dopodiché guardo un intero documentario in cui lui si comporta come uno s*****o. In quel momento mi sono detto “aspetta un secondo, time out”.

Fin quando non riceverò delle scuse pubbliche, questo litigio andrà avanti per molto tempo, perché sono di Chicago.

Isiah Thomas e Michael Jordan: una rivalità destinata a durare in eterno

A dire il vero, la rivalità tra MJ e Thomas è ormai un fatto noto alla stragrande maggioranza degli appassionati NBA: il litigio tra le due leggende risalirebbe addirittura al 1991, a causa di una mancata stretta di mano al termine delle finali di Conference in cui i Bulls travolsero i Pistons con uno sweep.

Durante l’intervista Thomas ha cercato di spiegare il gesto (certamente considerabile antisportivo, almeno per gli standard NBA moderni) ad anni di distanza, con una spiegazione che rimane comunque opinabile:

Sapendo quello che sappiamo oggi e con il senno di poi, credo che ci saremmo fermati tutti e avremmo fatto le congratulazioni come si fa oggi. Lo avremmo fatto, lo avremmo certamente fatto. Ma in quel periodo non funzionava così.

Dopo aver perso lasciavi il campo. Fine.

In attesa di un’ennesima risposta da parte di Jordan è ormai evidente che le due leggende possiedano un ego pareggiato soltanto dal loro talento sul campo. In un certo senso, la partita tra i Bulls di Jordan e i Pistons di Thomas deve ancora finire, a distanza di più di trent’anni.

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Pubblicato da
Alessandro Vezzulli

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