Risultati NBA

Risultati NBA, Knicks col brivido sui Lakers; ai Clippers non basta la magia di Paul George: Dallas passa all’overtime

(9-9) Denver Nuggets 100-119 Portland Trail Blazers (10-8)

Sfida targata Nortwest Division tra Nuggets e Trail Blazers. Per entrambe le compagini il primo incrocio stagionale di dieci giorni fa è coinciso con un punto di svolta, anche se in direzioni opposte. Portland si presenta alla sfida con un ruolino di marcia di tre vittorie consecutive e forte di un Lillard reduce dal massimo stagionale (39 punti vs 76ers). Denver, di contro, arriva da quattro K.O. e deve fare a meno per la seconda gara consecutiva di Nikola Jokic, fermato da un problema al polso destro. Anfernee Simons manda a bersaglio una delle quattro triple Blazers nel primo quarto e Portland chiude avanti di sei (27-33). Per quelle che sono le condizioni di un roster ridotto ai minimi termini dai tanti assenti – tra gli altri il lungodegente Jamal Murray e Michael Porter Jr. –, Denver tiene testa con onore ai padroni di casa, trovando anche il vantaggio a meno di 4′ dall’intervallo con la tripla di Jeff Green. Proprio le percentuali da  oltre l’arco tengono in corsa i Nuggets (9-16 nel primo tempo). Portland, terzultima nella lega per % concessa agli avversari dal perimetro, risponde però con la stessa moneta: 10-22 da tre dopo 24′. La resistenza di Denver viene messsa a dura prova dal parziale di 18-3 con cui i Blazers chiudono il secondo periodo. Al riposo è +14 Portland (52-66).

I Nuggets cercano di far capolino giungendo fino al -8 nell’ultimo scorcio di terzo periodo, ma vengono ricacciati indietro dai Blazers con un nuovo canestro a fil di sirena firmato da CJ McCollum.

 

I restanti 12′ sono di gestione per Portland, che allarga il divario fino al +24 appena prima delle ultimissime battute di gara. Il finale è 119-100 per Portland al quarto sigillo in fila. CJ McCollum è il miglior realizzatore di serata con 32 punti –13 nel solo primo quarto. 25 punti e cinque assist per Damian Lillard (9-13 al tiro). in doppia cifra per punti segnati anche Norman Powell (15), Anfernee Simons (14) e Nassir Little (13). Passando a Denver, sono 24 i punti firmati Jeff Green (9-16 al tiro), con quattro rimbalzi e tre assist. 16 punti per Monte Morris, 11 a testa per Aaron Gordon e Will Barton. Il contributo significativo dalla panchina  si riduce ai 24 punti in combinato del trio Campazzo-Rivers-Nnaj (otto ciascuno).

 

(10-7) Dallas Mavericks 112-104 (OT) Los Angeles Clippers (10-8)

Mavs e Clippers si ritrovano a distanza di 48 ore dalla partita domenicale giocata sempre sul parquet dello Staples Center. La differenza sostanziale rispetto al weekend è la presenza di Luka Doncic. Lo sloveno recupera il posto in cabina di regia nel quintetto di Dallas dopo tre partite ai box, coincise con altrettante sconfitte per i suoi. Pronti, via: 3-11 Clippers, che assaggiano la doppia cifra di margine sul 9-20 prima del rientro dei texani. 21-26 dopo 12′ di gioco. Dallas non arriva mai a un possesso di distanza con la possibilità concreta di passare a condurre e si ritrova anzi di nuovo a – 11 a un giro d’orologio dall’intervallo (37-48) dopo la schiacciata di Coffey.

 

Una tripla in step-back di Doncic e tre liberi segnati tra Finney-Smith e Porzingis contengono il distacco a soli sei punti. Il segnale di reazione è chiaro e Dallas lo esplicita con un terzo quarto da 13-24 al tiro e 38 punti complessivi chiuso dal buzzer-beater ‘di tabella’ da parte di Sterling Brown. I Mavs aprono gli ultimi 12′ in vantaggio (80-76) e con la statistica dalla loro parte. Prima di stanotte, nell’arco delle ultime due stagioni, i Mavs avevano vinto 41 delle 48 partite in cui si erano trovati al comando a inizio 4° quarto.

 

 

Alla parità a quota 80  seguono alcuni possessi di batti-e-ribatti che portano le squadre a scambiarsi più volte la leadership. Dorian Finney-Smith si scuote da oltre l’arco e, dopo aver iniziato 0-6 trova ritmo con due triple pesantissime: una vale il momentaneo +4 (91-87), l’altra il momentaneo +8, 2′ più tardi. Momentaneo perché, nonostante la schiacciata da sotto canestro di Maxi Kleber assicuri anche la doppia cifra di vantaggio a Dallas, L.A. non si arrende. Da quel momento in avanti è infatti 11-1 Clippers. Se la tripla di Sterling Brown di cui sopra aveva coronato un ottimo 3° quarto di Dallas, quella in step back di Paul George dopo il timeout, con 1.1, da giocare ha un peso specifico infinitamente maggiore e vale il supplementare. Finney-Smith si fa sorprendere sulla ricezione dopo la rimessa e rinviene come può su PG, che però ha già sigillato l’overtime sul 103 pari con un’azione che merita diversi replay.

 

L’inerzia direbbe Clippers, eppure Dallas reagisce con un 9-1 targato Porzingis (sei punti) e mette in ghiaccio il risultato. Il lettone chiude a 30 e cavalca ora la striscia personale più lunga per partite consecutive con 20+ punti a referto (7). Luka Doncic si ferma a un assist e un rimbalzo dalla tripla doppia (26, 9, 9), 17 punti per Finney-Smith. Nota dolente per Kidd è il suo staff l’infortunio occorso a Jalen Brunson. Per L.A. il miglior marcatore è Reggie Jackson (31 punti, 10 rimbalzi, 12-23 al tiro), 26, nove rimbalzi e sei assist per Paul George. Doppia cifra anche per Marcus Morris (10 punti, cinque rimbalzi) e Ivica Zubac (10 punti, sette rimbalzi).

 

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Nicolò Basso

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