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Andrew Bogut sponsorizza il modello Australia: “Meno partite in NBA”

Andrew Bogut, di ritorno in NBA dopo un’intera stagione giocata nella lega professionistica australiana, si fa ambasciatore di una riforma della stringente schedule di regular season sul tavolo di discussione da ormai diverso tempo.

TEMPO E SFORZO

Di seguito le dichiarazioni raccolte  sul tema da Ethan Strauss di The Athletic:

“[Là in Australia] era tutto molto diverso. Giocavamo una-due volte a settimana, sempre nel weekend. Parlando di pallacanestro, tutti sanno che ciò implica maggior riposo. Io mi sono goduto il tempo con i miei figli sapendo di poter stare con lorodal lunedì al giovedì.”

Il fisico del trentaquatrenne da Melbourne ha senza dubbio tratto giovamento da un calendario di partite meno fitto (28 in totale per la stagione regolare nell’arco di sei mesi). La ricetta è semplice, nessun segreto:

“Sembro più magro ma non mi sento poi tanto diverso e non ho cambiato alcunché dal punto di vista della dieta. Quando vado in Australia inserisco molta birra, una o due a sera con la famiglia, magari ha funzionato. I viaggi in NBA sono certamente un problema. […] Arrivi in città, esci dall’arena alle 22:30-23:00. Quando riesci a districarti nel traffico cittadino tutti i ristoranti hanno già chiuso i battenti e rimane aperta solo una tavola calda. Potete immaginare il menù e si finisce per mangiar male perché non vi sono vere alternative. La stessa cosa succede in trasferta.”

La questione sul piano pratico è piuttosto complessa e molti interessi, anche economici, entrano in gioco. Bogut ne è consapevole, ma non demorde:

Con meno partite il livello degli incontri sarebbe senza dubbio più elevato ma in fin dei conti gli stipendi sarebbero molto più bassi. La dura realtà è che siamo tra gli atleti più pagati al mondo proprio perché giochiamo così tante partite. Su questo fronte ci saranno sempre diverse ritrosie perché i salari calerebbero. I giocatori, come tutti noi, sono attaccati ai soldi come al cibo. Mi piacerebbe un calendario con due match alla settimana, sarebbe sensazionale.La gente non gioca così duramente con davanti 82 partite, è questa la realtà di una stagione simile.”

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Pubblicato da
Nicolò Basso

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