Curiosità

Le teorie del complotto più fantasiose della NBA

La finale di conference fra Kings e Lakers nel 2002

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La finale di conference del 2002 tra Kings e Lakers è ricordata come una delle serie più avvincenti degli ultimi anni: diverse partite sono state vinte nei secondi finali, e la serie stessa si è protratta fino a Gara 7. La sfida fra le due franchigie è però stata oggetto di discussione e di controversie, tanto da rendersi l’occasione perfetta per l’ennesima teoria del complotto: la vittoria dei Lakers in Gara 6 è stata favorita dagli arbitri.

A lanciare tale accusa per primo fu l’ex arbitro Tim Donaghy. Qualche anno prima Donaghy fu condannato dalla NBA per scommesse illegali sulle partite, e per questo motivo non sembrava una fonte affidabile; eppure, i sostenitori della teoria lo consideravano come un insider con informazioni privilegiate. Donaghy arrivò addirittura a scrivere una lettera alla NBA nella quale denunciava l’accaduto. Le principali motivazioni a sostegno di tali accuse erano il fatto che gli arbitri avessero favorito i Lakers con diverse dubbie chiamate e il fatto che i Lakers, nel solo ultimo quarto, fossero stati mandati in lunetta per ben 27 volte, contro le 9 dei Kings. L’ex arbitro non fu però il solo a lanciare le accuse; oltre a lui c’erano il cronista Bill Walton, giornalisti sportivi e addirittura un avvocato, tale Ralph Nader. In particolare quest’ultimo dichiarò che “gli arbitri sono umani e come tali possono commettere errori. Ma in questo caso sono andati ben oltre ogni tipo di casuali rivedibili chiamate arbitrali”. Anche Bill Plaschke, giornalista del LA Times, al termine della partita dichiarò che l’ultimo quarto risultò semplicemente “strano”.

David Stern non ha mai dato credito alle accuse di Tim Donaghy; riguardando gli highlights di quell’ultimo quarto, però, è lecito porsi qualche domanda sull’effettivo arbitraggio. Inoltre, il solo pensare a quanti addetti ai lavori, dunque non semplici tifosi, abbiano sollevato accuse più o meno gravi, potrebbe essere un indizio sufficiente per incastrare l’ex commissioner. Per i Kings si trattò di semplice sfortuna o trucco a tutti gli effetti? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Pubblicato da
Andrea Capiluppi

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