Curiosità

5 retroscena sui Chicago Bulls del secondo three-peat

DENNIS E WALLY 

Wally abbraccia calorosamente Dennis

Su Dennis Rodman potremmo scrivere un’enciclopedia formata da decine di volumi, e probabilmente anche dopo averla studiata tutta non saremmo comunque in grado di comprendere a pieno le mille sfaccettature di un personaggio tanto complesso quanto stravagante; l’episodio a cui facciamo  specifico riferimento è datato stagione 1996-1997, la seconda di “The worm” in canotta Bulls.

A fine marzo del 97 Dennis si procurò una brutta distorsione al ginocchio, l’infortunio l’avrebbe costretto a “riposo” fino all’inizio dei playoff di quell’anno; Jackson ,conoscendo bene il carattere del suo giocatore, non voleva in alcun modo che rimanesse da solo a Chicago per la riabilitazione, la solitudine infatti avrebbe potuto far riaffiorare in Dennis le sue cattive abitudini (la squadra sarebbe partita per una lunga trasferta).

Coach Zen allora escogitò un piano ben orchestrato per farlo stare a casa del suo agente (Darren Price) in California, dove avrebbe eseguito la riabilitazione e il recupero dall’infortunio seguito da Wally Blase, un giovane trainer che venne incaricato del compito dallo stesso Jackson.

Il programma era chiaro e sintetico: Dennis e Wally dovevano prendere un diretto destinazione California, lì svolgere il lavoro giornaliero in modo continuo e zelante… le cose non andarono esattamente come preventivate.

Saliti sul charter, il comandante comunicò che da li a poco sarebbero atterrati a Dallas (Texas), il giovane Wally balzò dalla poltrona consapevole di star infrangendo le direttive di Jackson e chiese con apprensione spiegazioni a Dennis, il quale con sguardo rassicurante e calma olimpionica gli disse che doveva andare a vedere la casa nuova che aveva comprato per sua madre e incontrare la stessa.

La cosa sembrava plausibile e scusabili, Blase acconsentì senza nulla obbiettare. Fu meno accondiscendente quando fuori dalle porte dell’aeroporto ad aspettarli trovò due limousine bianche al cui interno delle spogliarelliste stavano facendo i preparativi per il loro arrivo.

Ma come fai a dire di no a Dennis (soprattutto quando ha prenotato una limousine anche per te)?

Fu una lunga notte, passata da un club all’altro di Dallas, sfinito il “povero” Wally si addormentò sul divano della suite che avevano prenotato in uno degli alberghi più lussuosi di Dallas.

La mattina seguente Blase appena svegliatosi non trovò Rodman in camera, iniziò allora a cercarlo affannosamente per tutto l’albergo fino a quando non lo trovò in palestra mentre Dennis eseguiva ripetute di esercizi per il suo ginocchio; i due fecero colazione insieme, ed alla domanda di come facesse praticamente a non dormire ed avere tutte quelle energie Dennis rispose “quando sarò morto avrò tutto il tempo che voglio per dormire e riposarmi” .

Il secondo e il terzo giorno del “programma 91” prevedeva di assistere alle gare della Nascar, nel Lounge VIP dell’autodromo in compagnia di Richard Petty (il pilota più vincente nella storia dell’automobilismo nordamericano).

Vedendo l’andazzo delle giornate Wally si sentì il dovere di informare i Bulls: ricevette una risposta inaspettata e rincuorante     “Bene così, almeno non si è messo nei guai”; Dopo quell’ultima giornata Texana, Dennis e Wally giunsero finalmente in California il quarto giorno, ma neanche li le cose cambiarono molto.

Prima una gara sulle strade di Orange County con una Porsche e una Lamborghini, poi la discussione di Dennis per una sua eventuale comparsa nel film: “Armageddon”, ed ancora innumerevoli serate passate fra concerti, eventi sportivi e show televisivi.

Tra Dennis e Wally si creò un legame molto profondo durante quel viaggio, tanto che quando Coach Zen voleva tenere sotto controllo Rodman o rassicurarlo sapeva bene chi chiamare; come Robin per Batman, Wally divenne la spalla di Rodman ed un suo grande amico.

La cosa divertente è che nel marasma del viaggio, effettivamente trovarono il tempo per andare anche dalla mamma di Dennis, quindi infondo non aveva detto una bugia; cosa ancora più sorprendente riuscì comunque a riprendersi dall’infortunio e tornare in buone condizioni per i playoff, semplicemente Dennis Rodman.

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Guarda i commenti

  • Dennis Rodman non è "The Sworm" ma THE WORM (il verme, per come si muoveva giocando a flipper).

    • Hai perfettamente ragione, se mi passi una frusta mi autoflagello da solo per l'errore di battitura, nell'articolo tra l'altro lo denomino più volte come "il verme", mera distrazione.

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Pubblicato da
Daniele Bona

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