I Big Three di Cleveland dominano gara-1 e spazzano via i Raptors

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James – 8.5: Ormai partite del genere sono la normalità in casa James. 35 punti, 10 rimbalzi e solamente 4 assist ma la nota più positiva sono i “pochi” minuti giocati, ovvero solamente 41 contro i 44 di media della prima serie. Il Prescelto continua con un ottima prestazione un inizio di playoff straordinario e continua a dare la sensazione che potrebbe avere un’ulteriore marcia da ingranare. Per il momento a Cleveland si possono (eufemismo) accontentare.

Kyrie Irving e Kevin Love – 7.5: 24 punti con 10 assist il primo, 18 punti con 9 rimbalzi il secondo e un’ottima prestazione da parte di entrambi, pronti a prendersi le proprie responsabilità su entrambi i lati del campo. Testimone della loro ottima serata il tabellino finale che dice +32 di plus/minus per il #2 e +29 per lo #0. Se le due “spalle” di LeBron giocano così i Cavs possono dormire sonni tranquilli.

Tristan Thompson – 8: 11 punti e 14 rimbalzi sono solo la punta dell’iceberg per questo giocatore che è tanto sgraziato quanto trascinante per l’energia che mette in campo. Cambi continui sul perimetro accettati e vinti, aiuto sistematico al compagno che ne necessita e tanto, tantissimo lavoro sporco che serve per tenere l’equilibrio in una squadra decisamente più votata alla fase offensiva e a quella difensiva. + 33 di plus/minus, il migliore di squadra.

Panchina e cali di tensione – 6- : Se proprio vogliamo trovare un difetto alla gara-1 di Cleveland dobbiamo andare a cercarlo nell’impatto dei panchinari che spesso, quando circondano il Re, riescono a produrre parziali molto importanti. Questa volta non è successo e, complici cali di tensione momentanei dato il controllo emotivo esercitato sin dalla palla a due, hanno “tenuto in partita” i Raptors per due quarti. Nota di merito per Dahntay Jones che riesce a farsi espellere in un due minuti scarsi di presenza sul parquet.

TORONTO RAPTORS

Kyle Lowry – 6: Voto che tiene conto di un primo tempo (7) in cui davvero riesce a reggere la baracca quasi da solo (15 punti con 8 assist) ed un secondo tempo (5) in cui sparisce dal campo e chiude con 20 punti e 11 assist. Tradito dal compagno di merende DeRozan si arrende senza combattere nella seconda metà, probabilmente con la testa già al secondo round. L’approccio è da tenere in considerazione per un giocatore che ha storicamente fatto molta fatica a mantenere un livello di gioco elevato nella post-season: segnale incoraggiante.

DeMar DeRozan – 4.5: Un fantasma. La scelta di Tyron Lue di raddoppiarlo ogni volta che si avvicinava alla linea di fondo ha pagato dividendi altissimi per il coach di Cleveland che ha estraniato completamente il miglior realizzatore della franchigia canadese dalla partita. Chiuderà con 19 punti ed un orrendo 7/16 dal campo, corredato dal peggior plus/minus della squadra (-32). I Raptors non possono fare a meno dei suoi punti per sopravvivere contro una squadra dall’attacco atomico come quello di Cleveland.

Serge Ibaka e P.J. Tucker – 7: Air Congo mette a referto 15 punti con 6 rimbalzi con un primo tempo da secondo violino vero ed una ripresa in cui viene risucchiato nel buco nero da Lowry che non lo assiste come nella prima metà di gara. Un peccato ma allo stesso tempo una delle poche luci della serata. Il migliore in assoluto dei Raptors è però P.J. Tucker. Posto che marcare LeBron sia un’impresa titanica Tucker riesce perlomeno a creare qualche grattacapo nella prima metà di gara alla circolazione offensiva casalinga. In più ci aggiunge una doppia-doppia inusuale da 13 punti e 11 rimbalzi. I colpi di mercato rispondono presente in gara-1.

I Raptors – 4: Mai in vantaggio, mai in grado di mettere vera pressione a Cleveland tranne che nei primissimi minuti, poche idee offensive che diventano veramente insufficienti in caso di serata storta di una delle due stelle. Aggiungete Valanciunas e Carrol spazzati via in ogni situazione e avrete il quadro completo di gara-1. Il bello dell’NBA è che i giudizi possono cambiare in fretta giocando ogni 48 ore ma attenzione, presentarsi in Canada dopo un’altra prestazione del genere sembrerebbe molto sinistramente una veglia funebre.

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Pubblicato da
Alberto Mapelli

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