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Top 50 NbaReligion, posizioni 20-11: ai piedi dell’Olimpo

16°: JIMMY BUTLER

Ormai chiusa l’era D-Rose e salutato anche Pau Gasol, Chicago riparte da lui. Poteva andare sicuramente peggio: Jimmy Butler è ormai in pianta stabile tra i giocatori più forti di questa lega. Intensità, tecnica, atletismo e grande dedizione al lavoro, in entrambe le metà campo. Un identikit che grida “completezza”; ma Jimmy non è solo forte: è determinato.

Diamine se lo è! La vita non è mai stata tenera con lui, quando ha potuto lo ha sempre messo in difficoltà. È caduto, ma ha imparato a rialzarsi.

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Jimmy Butler  (AP Photo/Kamil Krzaczynski)

Se è riuscito a superare tutto ciò e arrivare fin qui, perché non dovrebbe riuscire a scalare questa Lega (e magari la nostra classifica) fino ai gradini più alti? Non c’è ragione; e infatti è quello che sta facendo, viaggiando nell’ultima stagione a 21 punti, 5 assist e 5 rimbalzi di media ad allacciata di scarpe.

Adesso accompagnato da 2 “new entries” d’eccellenza in casa Bulls, quali Rondo e Wade, dovrà dimostrare di essere un leader e di saper trainare la squadra. Sotto la guida tecnica di coach Fred Hoiberg, quest’anno i Bulls potranno dire la loro a Est; il nome più atteso, ovviamente, è proprio quello di Jimmy Butler.

15°: DRAYMOND GREEN

Apprezzato, amato o odiato che sia, Draymond Jamal Green è indubbiamente uno dei giocatori più determinanti delle ultime 2 stagioni, nonché tra i protagonisti assoluti dello storico record degli Warriors. Non è certo tra i più simpatici della lega, ma quando si esprime sul parquet ha pochi eguali: potenza e tecnica, abbinate a una capacità di lettura del gioco e presenza tattica impressionanti.

Forse il miglior difensore NBA alle spalle di quel mastino di Kawhi Leonard, oltre che giocatore dalla tripla doppia facile. Il numero 23 degli Warriors ha poco da invidiare a quelli che lo precedono in questa classifica, soprattutto sul piano del puro agonismo. Reduce da un oro alle Olimpiadi, è pronto a dare caccia al Titolo insieme ai compagni, dopo le Finals dell’anno scorso che, nella Baia, ancora non sono state digerite.

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Nella stagione che sta per cominciare le aspettative per questa squadra saranno altissime, in particolar modo dopo le discussioni sul “Superteam”. Ma Green ha le spalle larghe e ha dimostrato già in passato di sapersi prendere le proprie responsabilità. In una stagione in cui i più attesi sono Curry e Durant, il prodotto di Michigan State potrebbe rivelarsi quanto mai il leader emotivo di Golden State. Tentando di dimostrare, ancora una volta, di non aver nulla da invidiare alle superstar di questa lega.

16° E 15°

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Redazione NbaReligion

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