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NBA, Chandler Parsons e il suo futuro

C’era una volta un giovane molto promettente. Così promettente da essere scelto al Draft nel 2011 come 38° scelta assoluta, salvo poi essere inserito nel All-Rookie Second Team. Poi arrivarono gli infortuni e oggi quel ragazzo, Chandler Parsons, ha raggiunto i 31 anni e sta vivendo una stagione che potrebbe essere la transizione prima di un nuovo inizio.

A dichiararlo è lo stesso giocatore, in una lunga intervista concessa a USAToday. Parsons, infatti, quest’anno è all’ultimo anno di contratto con la casacca degli Atlanta Hawks. Questo vuol dire non soltanto free agency ma anche la possibilità di liberarsi da quella prigione d’oro che il suo contratto super remunerativo è diventato.

Penso che trovare un team l’anno prossimo, con un contratto finanziariamente conveniente, cambierà il modo con cui verrò visto dai tifosi, dai media, da tutti.”

Parsons, infatti, durante l’intervista è stato un fiume in piena. Non solo ha analizzato la stagione ad Atlanta, in cui ha assunto il ruolo di chioccia in un roster giovanissimo, ma anche dovuto accettare un minutaggio scarsissimo per la politica societaria di puntare a sviluppare i talenti. Spazio anche ai problemi avuti a Memphis, quando dopo la firma del maxi-contratto, subì il grave infortunio al ginocchio che lo portò ad essere oggetto di critiche di polemiche.

Penso che chiunque nella mia situazione avrebbe accettato quel contratto. Avrei dovuto prevedere l’infortunio e chiedere meno soldi o la metà?”

Le parole si ricollegano anche al burrascoso addio avuto con Memphis, specialmente coi suoi tifosi, che lo accusarono di avere uno stipendio non meritato.

Ora, però, è giunto il momento di guardare oltre l’ala si sente pronta a iniziare una nuova esperienza e lasciarsi tutto alle spalle:

“Posso tirare e sono 208 cm. Non ci sono così tante persone che possono muoversi come me a questa altezza. Sono alto, man. Per quel che mi riguarda è tutto a posto e sono più in salute di quanto non lo sia da tempo.”

L’augurio è che Parsons abbia ragione, e che il 2020 si riveli davvero un anno di svolta, per un giocatore che se in salute può davvero rivelarsi utile.

Dopo Melo e Superman, che sia l’annata dei grandi ritorni?

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Pubblicato da
Gianmaria Concetti

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