Primo Piano

Rookie Ladder – Episodio 5

21 – Cedi Osman (NE)

Parliamo dell’episodio V e non si inseriamo The First Cedi? Vi pare possibile? Il giocatore turco più forte che abbia mai vestito la maglia dei Cleveland Cavaliers si è preso il posto in quintetto a furia di super prestazioni. Oppure, come dicono gli haters, perché Love è rotto e hanno smantellato la squadra alla trade deadline. Voi non credetegli, la Forza scorre potente in Cedi. Non vi fidate? Miscredenti.

Il risveglio nella Forza è stato breve ma intenso.

22 – Daniel Theis ( ↓ 1 )

Il tedescone continua imperterrito nel giocare nella seconda forza ad Est, conquistando sempre più minuti in rotazione. Siamo arrivati a 19 di media con 7.4 punti e 5 rimbalzi. Come giustamente si chiedeva il mio compare il mese scorso: potrà giocare ai Playoff? Greg Monroe, ovvero il rinforzo arrivato dal mercato dei FA e suo diretto concorrente, è orripilante (113 punti concessi sui 100 possessi). Un paio di cene a Brad Stevens le deve sicuramente perché gli sta regalando la possibilità di essere un giocatore NBA.

23 – Tyler Dorsey ( ↑ 4 )

Quello che si sta dimostrando essere il Tyler più forte dei due di Atlanta, o semplicemente quello integro, scala la classifica grazie al suo momento on fire vissuto ad inizio mese, quando con quattro partite consecutive (4!) in cui è andato in doppia cifra ha regalato ben due W a coach Bud. Contro i Pistons ha giocato addirittura 31 minuti: se questa non è una dichiarazione d’intenti…

24 – Terrance Ferguson ( ↓ 2 )

La firma di Brewer potrebbe finalmente ridurre quell’agonia che affrontano i tifosi di OKC ogni volta che vedono alternarsi in campo Abrines, Huestis e il nostro Terrance. Il dolore è talmente forte che qualcuno dei nostri autori sta pensando di virare le proprie simpatie sui canadesi. Nella saccoccia ha messo un DNP, tanti zeri alla voce punti e un “”””month-high”””” da 8 punti. Ah ma erano i Grizzlies, non vale.

25 – Justin Jackson (NE)

A Sacramento hanno spalancato i cancelli e fatto uscire tutto quello che avevano nascosto nelle viscere della franchigia più disfunzionale della NBA. Succede allora che Justin Jackson, chiamato alla #15 lo scorso giugno, ne metta 17 contro i Warriors, partendo anche in quintetto, ad inizio febbraio e scollini la doppia cifra altre quattro volte. C’è speranza per tutti, tranne che per il povero Papagiannis 🙁

Sacramento in vantaggio contro Golden State, guida Justin Jackson

26 – Sterling Brown ( ↑ 2 )

Sale solamente perché il blocco Clippers deve rimanere unito e compatto, nella buona e nella cattiva sorte. Non va più in doppia cifra ma continua a giocare, addirittura arrivando a 25 minuti trascorsi sul parquet contro Toronto. Come naturale conseguenza i Bucks hanno concluso febbraio con 6 vittorie e 6 sconfitte, scivolando al settimo posto ad Est. Purtroppo Jason Kidd è in totale confusione e non ne azzecca più una… Un momento, come sarebbe a dire che Kidd non è più l’head coach di Milwaukee? What time is it? It’s #FreeGiannis time.

Da 27 a 30 – Jawun Evans, Sindarius Thornwell, Jamil Wilson, C.J. Williams ( ↓ 4 )

I rookie dei Clippers sono ufficialmente una entità sola, compatta, che spinge forte la squadra alla rincorsa Playoff. Spesso dalla panchina, ma questi sono dettagli. Qualcun giocava e non gioca più, qualcuno non giocava e ora gioca (poco), qualcuno non ha mai giocato, qualcuno gioca ancora (poco). Non ci interessa scinderli, sono così simili che si fanno fatica a distinguere e li adoriamo così come sono. Quanto ci piacciono le carneadi? Tantissimo. Purtroppo non è stato uno di loro a subire il 100% disrespectful crossover da James Harden.

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Pubblicato da
Alberto Mapelli

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