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I cinque migliori europei che abbia mai affrontato

Marco Belinelli racconta su The Players’ Tribune i migliori giocatori europei mai affrontati in carriera

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Hedo Turkoglu (Photo by Ballislife.com)

Quando incontrai Hedo la prima volta, lo ammetto, gli andai dietro più che altro per la sua fama.

Ero cresciuto guardandolo giocare con la Nazionale turca e avevo sempre ammirato la completezza del suo gioco. Hedo non era un vero tiratore come la maggior parte dei giocatori europei dell’epoca, e usava questo a suo vantaggio: i giocatori meno preparati lo avrebbero trattato e affrontato da tiratore perché era europeo, poteva prenderli di sorpresa. Quando abbiamo giocato insieme a Toronto, cercavo sempre di marcarlo e imparare da lui in allenamento, così mi prese sotto la sua ala protettiva.

Fu una sensazione surreale.

Allora, una cosa da sapere su di me è che sono sempre stato in grado di tirare a canestro. Sento come se fosse l’unica cosa che ho fatto fin dall’infanzia. Quando gioco a basket, la miglior sensazione per me è arrivare a giocare il più possibile come voglio — mi piacciono le triple con spazio, il gioco di flusso. Ma ho imparato che devi continuare a crescere costantemente per pretendere certe libertà, allenarti sempre e aggiungere nuove cose. Hedo era il migliore in questo, quindi avevo molto da imparare da lui.

Hedo è grosso. Era molto più possente di me, ma era anche molto rapido e molto bravo nel pick ‘n roll; poteva essere davvero difficile da marcare. Era in grado di fare un passaggio e darmi la palla nel posto giusto al momento giusto. Ricordate i Playoffs in cui guidò i Magic alle Finals andando in penetrazione, tirando da fuori e innescando Dwight (Howard, ndr)? Non vi serve vedere altro. Hedo conosce profondamente la pallacanestro.

Abbiamo giocato uno-contro-uno quasi tutti i giorni in allenamento. Non vi dirò chi ha vinto più partite, ma era incredibile per me poterlo guardare. Era in grado di battermi in tantissimi modi diversi, un giocatore intelligentissimo.

Ma non è comunque mai riuscito a stopparmi.

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Peja Stojakovic (Photo by Pinterest)

Come vi ho detto prima, io sono sempre stato un giocatore forte al tiro.

Paragonato a Peja, però, sono letteralmente un muratore.

Peja è un altro di quei giocatori che avevo già ammirato in Europa, ma non lo avevo mai realmente conosciuto fino a quando ci siamo trovati entrambi a giocare a New Orleans. Durante il primo periodo là, alla fine di un allenamento, mi propose una sfida 1-vs-1 al tiro da tre.

Mi fece il culo.

Ero senza parole. Voglio dire, avevo già fatto un sacco di gare di tiro da tre… ma niente di simile a questo. Per cominciare, mise tutti i suoi 40 primi tiri. É stato – perdonatemi il francesismo – fottutamente incredibile. Per quel che mi riguarda, lui è il miglior tiratore con cui abbia mai giocato, uno dei migliori di sempre in NBA. Un professionista incredibile, mi ha sempre spinto a migliorare me stesso, ad allenarmi ed essere sempre pronto. Esattamente ciò di cui avevo bisogno all’inizio della mia carriera.

Anni dopo, ho avuto di nuovo la possibilità di lavorare con Peja a Sacramento – durante la scorsa stagione – ma stavolta lui non era un mio compagno, bensì un membro del front office. Era ancora una volta uno dei migliori nel suo lavoro. Mi ha insegnato tantissimo sull’etica del lavoro e su come crearmi una carriera in questa lega senza chiamarmi Kobe o LeBron. Se fosse dipeso solo da lui, credo che starebbe ancora giocando ai massimi livelli.

2 Commenti

2 Comments

  1. Harper#12

    16/01/2018 17:36

    Ammiro molto M.Belinelli: è andato nella NBA con speranza marginali rispetto ad altri, è un ottimo giocatore ma non è esplosivo, non è difensore insuperabile e gioca in un ruolo dove talento e abbondanza sono diffusi quanto la pioggia a Londra. Eppure si è calato velocemente nella mentalità NBA, si è costruito uno spazio ed è considerato un giocatore affidabile. Al momento di gran lunga il miglior italiano in USA. Certo, Gallinari ha più talento, più fisico di lui, ma gli infortuni lo hanno sempre penalizzato e bloccato, sembra sia lì per esplodere ma non accade. Ad ogni modo sono rimasto molto contento quando ho letto che per lui(e anche per me, per quello che conta)è Dirk Nowitzki il miglior europeo ad aver giocato(e giocare) nella NBA. Mi sembra una scelta ovvia e segnata dai fatti. In futuro ci saranno altri giocatori europei a fare grandi cose nella NBA, per ora, le ha fatta il grandissimo Dirk che ancora oggi, a 40 anni, distribuisce saggezza e tiri nella NBA.

  2. Giovanni

    09/04/2018 20:53

    Anche sul riconoscere la bravura degli altri e non essere arrogante Marco non ha eguali, ti stimo tantissimo e da quello che hai appena detto lo faccio ancora di più.

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