LeBron risponde a Barkley: “E’ solo un hater”

Nonostante la lunga ed intoccabile lista di traguardi e record raggiunti in ogni ambito dall’indiscussa stella dei Cleveland Cavaliers LeBron James, la schiera dei suoi detrattori, con il passare degli anni, continua ad essere numerosa e in essa troviamo, come sempre, il buon Charles Barkley.

In seguito alle dichiarazioni di Lebron riguardo all’assoluta necessità di un playmaker per i suoi Cavs, Barkley aveva duramente commentato la presa di posizione del giocatore affermando: Deve smettere di piagnucolare“. James, il quale in passato aveva spesso evitato di ribattere alle critiche dello stesso Barkley, considerando l’ex giocatore bravo ad “aumentare gli ascolti”, questa volta ha preferito dire la sua.

Dopo la prima vittoria dei Dallas Mavericks contro i Cleveland Cavaliers dalle finali del 2011, il Re, spazientito dalle continue domande dei giornalisti, che sono arrivati addirittura a chiedere al compagno Tristan Thompson un commento ai giudizi di Barkley, ha spiegato a Dave McMenamin di ESPN:

[Charles] è solo un hater. Cosa rende quello che dice credibile? Il fatto che sia in TV? Non ho intenzione di lasciarlo mancare di rispetto così a quello che ho fatto [nella mia carriera].

LeBron ha poi continuando facendo riferimento ad alcuni eventi della carriera da giocatore dello stesso Barkley:

Non sono io quello che ha lanciato uno contro una finestra. Non ho mai sputato su un bambino. Non ho mai avuto debiti in arretrato a Las Vegas. Non ho mai detto: “Non sono un modello da seguire.” Non sono mai arrivato all’All Star Weekend la domenica perché ero tutto il fine settimana a Vegas a fare festa. Tutto quello che ho fatto nella mia intera carriera è rappresentare l’NBA nel modo corretto. Quattordici anni, mai avuto problemi. Ho rispettato il gioco. Potete metterlo per iscritto.

Ma la risposta di James non è finita qui; infatti, il Re ha voluto ribattere anche ad un’altra delle critiche rivoltegli sempre da Barkley: l’essere troppo amico di Dwyane Wade, Chris Paul e Carmelo Anthony.

Andate a guardare le Finals del ’93 (giocate tra gli Chicago Bulls di Jordan e i Phoenix Suns di Barkley) nel momento in cui John Paxson ha segnato il tiro. Barkley e Jordan stavano ridendo e scherzando l’uno con l’altro durante una partita mente qualcuno stava tirando i liberi. Nelle Finals. Ma, oh, nessuno era amico all’epoca.

In conclusione al suo discorso, LeBron, dopo aver approfittato del momento per sfogarsi anche contro Phil Jackson, presidente dei New York Knicks e al momento nel bel mezzo di una sanguinosa discussione con Carmelo Anthony, grande amico del Re, ha aggiunto:

So che [Barkley] voleva ritirarsi molto tempo fa, ma non può. E’ bloccato nel set televisivo ogni settimana. (facendo riferimento ad alcuni problemi di soldi del giornalista) E se questo fa in modo che lui voglia venire a parlarmi, il mio calendario è là fuori. Lui sa benissimo ogni arena in cui sarò. Solamente non presentarti da me all’All Star Weekend per darmi la mano e sorridere. […] Sono stanco di stare zitto mordendomi la lingua. C’è un nuovo sceriffo in città.

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Pubblicato da
Elena Zoppè

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