Lowry trascina Toronto alla vittoria sui Cavs. Serie sul 2-2.

TORONTO RAPTORS

Kyle Lowry, 9: Torna con lo smalto dell’All-Star. Trascina la squadra per tutta la partita. Sorregge l’attacco, segna tiri pesanti, regala cioccolatini ai compagni e ruba palloni. La linea statistica dice 35 punti con 14/20 dal campo e 4/7 da tre, ma qui si tratta di cuore, oltre che di numeri.

DeMar DeRozan, 8: Ghiaccio nelle vene per i tiri pesanti, solita mole di lavoro offensivo (partito un po’ in sordina, ma alla fine sono 32 per lui). Non si vedono i lampi come per Lowry, ma conta la sostanza.

Bismack Biyombo, 8: Tutti pazzi per Biyombo. La prestazione non sarà esplosiva come in Gara 3, ma qui c’è costanza e una bella dose di legnate sotto i tabelloni. L’esultanza sulla stoppata irregolare a LeBron la dice lunga su quanto il ragazzo sia carico. Infatti poi arriva un “Not in my house” su Love da cineteca.

Patrick Patterson, 7: Presente e puntuale. Un compagno di cui ci si può fidare.

DeMarre Carroll, 6-: Va bene la presenza difensiva e la costanza, ma 1/7 da tre e 3/12 dal campo non sono proprio un bel vedere.

Cory Joseph 7: Non gioca molto, ma quando è in campo è sempre in grado di dare quella scossa, quel brivido in più che mette in crisi le difese avversarie. Un folletto che condisce l’attacco dei Raptors con buona dose di pepe.

Luis Scola, Terrence Ross, James Johnson S.V.

CLEVELAND CAVALIERS

LeBron James, 8+: Nonostante la sconfitta, tiene in gioco la squadra con i muscoli e prova a tenerla in vita nella prima fase della gara. Sempre protagonista, tranne nelle ultimissime fasi, in cui non riesce a incidere. Tutto sommato, senza la sua guida i Cavs non avrebbero nemmeno provato a recuperare.

Kevin Love 5,5: Non fa mancare la sua presenza, ma ci si aspetta di più. Guardando ai numeri il 4-14 dal campo è un po’ troppo povero. Coach Lue lo tiene fuori tutto l’ultimo quarto. Secondo le prime dichiarazioni, non per infortunio: semplicemente gli ha preferito Frye. Non benissimo.

Tristan Thompson 5,5: Il suo compito è quello di lottare, a segnare ci penseranno altri. Magra figura però se lo guardiamo lottare in confronto al suo omologo avversario Bismack Biyombo. In Africa il congolese è abituato con i leoni, in America gli sembrerà di avere a che fare con degli agnellini…

J.R. Smith, 5: 3/11 da tre e 3/12 dal campo. Significa che in un solo caso il buon Smith si è sbagliato e ha tirato da dentro l’arco. Vista la percentuale da polveri bagnate, una qualche incursione dalle parti del canestro forse non sarebbe del tutto sconsigliabile.

Kyrie Irving, 7: Con James è l’unico titolare a restare a galla. La vena realizzativa non manca, ma in alcuni momenti non prova neanche a tenere il timone della squadra. Le conclusioni personali non sono comunque eccessive e quasi sempre si rivelano utili.

Channing Frye, 8: Toglie molte castagne dal fuoco, prende alcuni rimbalzi importantissimi e segna quelle 3 triple in fila che sono il gioiello della sua partita. Protagonista nella fase di rimonta e, come accennato sopra, Lue lo preferisce a Love nella fase cruciale della gara. Cleveland è la sua vera dimensione?

Richard Jefferson, 8: Si merita un 8, nonostante il minutaggio contenuto. Conferisce in società tutta la propria esperienza, tappa i buchi lasciati dai compagni e si fa vedere nei momenti cruciali.

Iman Shumpert, Matthew Dellavedova S.V.

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Alessandro Bonfante

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