Caso Sefolosha, giudicato “non colpevole” il giocatore degli Hawks

Thabo Sefolosha e gli Hawks possono tirare finalmente un meritato sospiro di sollievo: nella giornata di ieri infatti la guardia, sulla cui testa pendeva l’accusa di resistenza all’arresto da parte della polizia di New York, è stato infatti giudicato innocente dalla corte, in un processo conclusosi in meno di un’ora. Il giocatore si è detto ovviamente soddisfatto del verdetto e non ha escluso azioni legali contro lo stesso dipartimento di polizia newyorkese, reo di avergli procurato la frattura della tibia della gamba destra che ha costretto l’esterno a chiudere anzitempo la sua prima stagione a Atlanta.

Il caso era parso fin da subito piuttosto controverso: Sefolosha e l’allora compagno di squadra Pero Antic, infatti, erano stati arrestati lo scorso 8 aprile a seguito di una rissa in un club della Grande Mela che aveva coinvolto anche l’ala al tempo in forza ai Pacers Chris Copeland, finito in ospedale per un accoltellamento durante il tafferuglio. I due giocatori degli Hawks erano stati subito identificati come estranei ai fatti, ma erano comunque stati arrestati dalla polizia con l’accusa di non aver voluto abbandonare il luogo del crimine e di aver successivamente posto resistenza all’arresto: ed è proprio nel parapiglia dovuto a questa presunta resistenza che il giocatore avrebbe riportato il grave infortunio.

Ma le tessere dell’intricato puzzle sono parse immediatamente non perfettamente combacianti: i due giocatori, professatisi subito innocenti, hanno ricevuto l’offerta di patteggiamento da parte della polizia, che avrebbe lasciato cadere ogni accusa se avessero fatto un solo giorno di lavori socialmente utili, ma han deciso di rifiutarla e andare fino in fondo alla questione. E i fatti han dato loro ragione: la loro versione, secondo cui si sarebbero trovati sul posto casualmente, fermandosi solo per dare 20 dollari a un clochard, al processo è stata confermata dallo stesso senzatetto, smentendo così il racconto degli agenti, che sostenevano di aver intimato per ben sei volte al giocatore di lasciare la zona prima di procedere all’arresto. La giuria però ha accolto la prima versione, giudicando prima Antic (un mese fa circa) e poi Sefolosha non colpevoli dei reati a loro imputati.

Rimangono inquietanti i risvolti della vicenda, visto che lo stesso Antic ha parlato di un vero e proprio sopruso a sfondo razziale nei confronti del compagno di colore. E proprio su queste basi, oltre ovviamente all’arresto e ai danni fisici riportati durante lo stesso, potrebbe basarsi il contrattacco dello svizzero, in una causa civile che pare già valere milioni di dollari di danni. In attesa degli sviluppi di quest’ulteriore procedimento, comunque, Sefolosha potrà ora concentrarsi sul recupero dall’infortunio stesso, sapendo di poter poi rientrare in campo con la fedina penale pulita.

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Pubblicato da
Giacomo Sordo

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