L’avventura di Rondo ai Mavs è già al capolinea?

Agli occhi di tutti gli addetti ai lavori e, più in generale, di tutti gli appassionati NBA, la trade che ha portato la point guard Rajon Rondo ai Dallas Mavericks è stata considerata un autentico colpo da maestro da parte del GM dei texani Donnie Nelson.

A ben vedere, l’inserimento di un play ‘pass first’ in una squadra con tante bocche da fuoco e con un grande passato ai Celtics, con campioni del calibro di Garnett, Ray Allen e The Truth Paul Pierce, equivaleva nel rendere i Mavs una squadra non solo da playoff, ma in grado di arrivare a giocarsela seriamente per il titolo finale. D’altronde, un quintetto composto da Rondo, Monta Ellis come small guard, Chandler Parsons da small forward, l’eterno Dirk Nowitzki da power forward e Tyson Chandler come rim-protector, non può permetterselo quasi nessuno all’interno della Lega, soprattutto per quanto riguarda la completezza dello starting-five. Inoltre, Rick Carlisle è uno dei migliori head-coach dell’intero panorama cestistico americano, con grande esperienza e abituato a gestire personalità forti e stelle dal contratto faraonico.

Purtroppo l’arrivo di Rajon Rondo non ha portato grossi benefici, anzi: i Mavs, dopo la pausa per l’All Star Game, hanno perso molte più gare rispetto alla prima parte di stagione senza Rondo, e ciò è testimoniato dal fatto che se la Regular Season terminasse oggi, i Dallas Mavericks non avrebbero nemmeno il fattore-campo favorevole al primo turno dei Playoffs. I motivi? Il play non ha mai avuto tanti punti nelle mani e soprattutto un tiro dalla media e lunga distanza affidabile. Di conseguenza le difese lo battezzano e gli lasciano molto più spazio, in modo tale da contenere più efficacemente le sue penetrazioni fino al ferro. In questa maniera, le tanto amate spaziature offensive predicate da coach Carlisle si sono ridotte e non di poco. Rondo non è mai stato famoso per essere un difensore di sistema, infatti è sì molto bravo a recuperare palloni grazie alle sue lunghe leve, ma non è mai stato un mostro nei meccanismi difensivi di una squadra. Se non bastasse questo, il rapporto con il coach dei Mavs non è dei più tranquilli e socievoli: poco tempo fa Rajon è stato sospeso dalla squadra per motivi disciplinari. Cuban e soci non vogliono avere un’altra testa calda di mezzo oltre quella di Ellis, visto anche che il rendimento dell’ex-Celtics non è all’altezza del suo illustre passato.

Per tutta questa serie di circostanze, i Dallas Mavericks non sono affatto intenzionati a prendere parte ad un’asta estiva per rimettere sotto contratto Rondo. I Mavs, consapevoli e fiduciosi che le prestazioni ed i comportamenti del loro play potrebbero migliorare con l’inizio dei Playoffs, vorrebbero trattenerlo ma alla giusta cifra, senza il dovere morale di pagarlo oltre il suo reale valore. Di conseguenza, se in estate dovessero arrivare offerte irreali da parte di altre franchigie NBA, i ragazzi di Mark Cuban si faranno da parte.

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Leonardo Donati

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