Categorie: Editoriali NBA

Grizzlies-Thunder: TOP & FLOP di Gara 3

Dopo il secondo over time consecutivo ed il secondo miracoloso gioco da 4 punti dei Thunder nel finale (Durant in gara 2, Westbrook in gara 3), i Memphis Grizzlies hanno meritatamente ottenuto il vantaggio per 2-1 nella serie. Tra grinta difensiva dei padroni di casa e mollezza e prevedibilità offensiva degli ospiti, andiamo ad analizzare i Top & Flop della partita del Fedex Forum;

MEMPHIS GRIZZLIES

Dave Joerger, 8,5: il coach dei Grizzlies insiste sul gioco tutto intensità e difesa dei suoi, prevedendo le mosse offensive degli avversari e riducendoli con l’acqua alla gola nel primo tempo. Il crollo a metà del quarto quarto ha rischiato di vanificare quanto di buono fatto prima, con il rientro in partita dei Thunder, ma la grande reazione che ha portato i suoi a dominare l’over time porta anche la sua mano.

Tony Allen, 8: c’è molto più dei 16 punti e 9 rimbalzi che l’ex Celtics ha fatto registrare nella sua partita (di per sè già ottime cifre per una guardia). Durante tutti i minuti in campo Allen è stato l’anima dei Grizzlies, ha portato a molte palle perse i Thunder e ha avuto lo straordinario merito di limitare offensivamente Kevin Durant. Non prende 9 per i brutti errori al tiro nel blackout offensivo a metà quarto quarto, ma i due palloni recuperati a Westbrook nel finale sono da applausi.

Michael Conley, 7,5: il playmaker ex Ohio State ha fornito una prova di grandissimo spessore, contribuendo alla causa con 20 punti e 5 rimbalzi ed effetuando le giocate decisive nel tempo supplementare; suoi i 5 punti consecutivi che hanno dato lo slancio per la mini-fuga. Maturo.

OKLAHOMA CITY THUNDER

Kendrick Perkins, 7: dopo essere stato martoriato di critiche durante tutto l’anno, il centro dei Thunder ha dimostrato perchè, al momento di cedere qualcuno causa Salary Cap, Sam Presti non abbia voluto liberarsi di lui. La difesa su Zach Randolph (Voto 6 per lui, grazie ai 10 rimbalzi e 6 assist) dal primo al 53esimo minuto è da encomio, e nel 5/20 al tiro dell’avversario in maglia #50 c’è il risultato di tutto questo impegno.

Kevin Durant, 5: il probabile MVP della regular season è totalmente irriconoscibile in gara 3. Il tabellino segna 30 punti, frutto sopratutto del 10/13 in lunetta, ma anche 10/27 dal campo e 0/8 (!) da tre punti. Ci sono 9 rimbalzi a condire la sua prestazione, ma quello visto nel terzo atto della serie è ben lontano dal Kevin Durant che ha dominato negli ultimi mesi, cancellato più volte dal gioco dall’ottimo Tony Allen.

Russell Westbrook, 4:  i 30 punti e 13 rimbalzi sono quanto di più illusorio si possa leggere sulla partita del #0. Arrivato al quarto quarto con il 47% dal campo, Westbrook non ha saputo orchestrare offensivamente la sua squadra, con scelte offensiva sbagliate che lo hanno portato a 4 palle perse (due particolarmente sanguinose nel finale) e un 9/26 dal campo che si commenta da solo. Ah, è riuscito a smazzare soltanto 2 assist.

Scott Brooks, 4: se Westbrook non facilita le cose a suoi in campo, Brooks non riesce a fare di meglio dalla panchina. Quando la palla comincia a scottare e le giocate sono decisive per l’esito dell’incontro, il coach dei Thunder non riesce ad imporre ai suoi un gioco offensivo che coinvolga tutto il quintetto, portando al tiro chi si trova smarcato e in posizione migliore, anzi lascia che Durant e Westbrook continuino a prendersi tiri da 3 molto forzati e non porta nulla neanche nella metà campo difensiva. Lezione di basket da Joerger.

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