Categorie: Hall of Famer

Hall of Famer – Julius “Doctor J” Erving

Semmai vi capitasse di fare un salto a Philadelphia, al Wells Fargo Center dove i 76ers giocano le partite casalinghe, provate ad alzare lo sguardo verso il tetto e come di consueto vedrete i gagliardetti con i titoli di Conference, i titoli e i numeri ritirati. Soffermatevi sugli ultimi; tra i vari nomi che hanno segnato la storia della città dell’amore fraterno come Wilt Chamberlain, Billy Cunningham e Charles Barkley ce n’è un altro, con la casacca numero 6, che si faceva chiamare Dottore…

La storia di Julius Erving inizia nella seconda metà degli anni ’60, quando frequenta ancora il liceo a Roosevelt, un sobborgo di New York. Dopo l’ennesima sua brillante prestazione in campo un commentatore lo intervistò e gli disse che non sapeva più come definirlo, Erving prese il microfono e rispose: “Call me Doctor.”

Chiamatemi Dottore e così fu, tant’è che quando finì gli studi all’Università del Massachusetts e approdò all’allora ABA con i Virginia Squires nella maglia di allenamento dietro c’era scritto DR. J.
Dopo due stagioni da assoluto protagonista con Virginia torna a casa sua, a New York, con i Nets con cui vincerà due campionati ABA in tre anni e darà il via al movimento che creerà poi la attuale NBA.

Con l’apertura della nuova federazione Doctor J si trasferirà a Philadelphia, dove resterà per tutto il resto della sua carriera. In quei 11 anni di carriera riuscirà a vincere solo una volta il titolo, nonostante ci andrà vicino alle Finals molte volte. Parteciperà tutti gli anni all’All Star Game e sarà nominato anche una volta MVP della partita ma sopratutto il mondo lo ricorderà per le movenze e l’assoluta spettacolarità delle sue giocate.

La schiacciata dal tiro libero, il poster, la Statua della Libertà, la baseline move e il Rock The Baby sono solo alcune delle giocate che introdusse e che contribuirono ad una completa rivoluzione e nuova spettacolarità del gioco del basket.

Una volta chiesero a Michael Jordan quanto Doctor J abbia influenza il suo gioco, lui rispose così:

Senza Doctor J non sarebbe mai esistito MJ.

 

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