Categorie: L.A. Lakers

GM Kupchak: “Siamo una squadra forte sulla carta”

L’abbiamo già sentita questa frase vero? Si, l’abbiamo sentita prima da Wade, poi da Durant e ora la dice pure il protagonista della offseason dei lakers, colui che costruisce e smonta anno dopo anno la franchigia gialloviola per soddisfare i voleri di tifosi e presidente: Mitch Kupchak. Se non sapete chi sia vi consigliamo di andare ad informarvi in giro per internet, le informazioni su di lui non mancano, per ora vi basta sapere che è il General Manager dei Lakers, in carica dal 2000, e che ha visto passare (acquisendoli e “scaricandoli” lui) giocatori del calibro di: Shaq O’Neal, Gary Payton, Karl Malone, Lamar Odom, Caron Butler, Pau Gasol, Metta World Peace,Andrew Bynum, Steve Nash e Dwight Howard. Sia chiaro, non è sempre stato rose e fiori con i tifosi, ci sono stati scambi che hanno generato più di un malcontento in casa Lakers, vedi lo scambio di Shaq e lo scambio di Caron Butler (con Chucky Atkins) per Kwame Brown, ma tutto ciò è sempre stato ripagato da altre scelte ed altre trattative che hanno permesso ai Lakers di essere sempre ai vertici delle classifiche NBA. Intervistato da Sam Amick di Sports Illustrated il Gm dei LAL si esprime cosi in riferimento alla stagione che sta per iniziare per i gialloviola:

“Sulla carta, penso che abbiamo apportato grandi miglioramenti al nostro roster, non so se arriveremo primi o secondi o anche quarti alla fine della regular season, ma so che abbiamo una squadra che può competere con qualsiasi avversaria e sicuramente siamo messi meglio di come lo eravamo un anno fa; tra un anno potremo riparlare delle nostre scelte e sapremo se sono state giuste o sbagliate.” Alla domanda che tutti gli pongono (le superstars si adatteranno ad un tipo di gioco dove tutti dovranno avere ruoli uguali?) Kupchak risponde così: “Non sono preoccupato…..Kobe, Steve, Metta e Pau sono il presente, mentre Dwight rappresenta anche il futuro, non ci dovrebbe essere alcun problema. Pau può giocare ovunque per chiunque, Steve e Kobe invece tutto quello che vogliono fare è vincere, mentre Metta è completamente a suo agio nell’essere un giocatore complementare. A lui non interessa se fa 20 o 30 punti, è felice quando apporta il proprio contributo con 8-10 punti e un’ottima difesa. Si tratta di un team di veterano, non credo che non sappiamo come gestire il gruppo e loro stessi. Penso che la particolarità dell’avere una squadra composta da veterani venga un pò troppo trascurata, siamo migliori dei Celtics del 08′ … sicuramente i Lakers di novembre non saranno quelli che vedremo a marzo, ma ci arriveremo piano piano.” Spostando l’attenzione su Steve Nash, Mitch osserva che: “Nash è sicuramente uno dei giocatori più anziani del campionato, ma non siamo preoccupati perchè sappiamo che può darci ancora 2-3 anni di buon livello. Ha capito come mantenersi in forma ed in saluta grazie alla sua esperienza, sappiamo che ha avuto piccoli dolore alla schiena ma ha anche trovato un modo per tenerla sotto controllo durante la stagione. E poi non bisogna dimenticare che prima lui era l’unica superstar a Phoenix, doveva accollarsi molte delle responsabilità e quindi sforzarsi sempre al massimo per tenere in partita la propria squadra, a L.A. sarà diverso perchè ci sono giocatori che gli tolgono questo peso dalle spalle, e quindi contiamo che lui sia fresco e che faccia la differenza da qui fino alla fine della stagione.”

I Lakers, quindi, per il GM Kupchak (e non solo) sono una grande squadra con il giusto mix di “vecchio e giovane” e che in comune condividono un grande obiettivo: essere campioni NBA, chi per la sesta volta e chi anche solo per la prima.

Michele Ipprio
Twitter: @mikeaip

 

 

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