Seguici su

L.A. Lakers

Brandon Ingram parla dei suoi problemi da rookie

L’ex Duke Blue Devil racconta la sua stagione da rookie, fra problemi di abitudine alla fisicità tipica della NBA e la voglia di migliorarsi sempre di più.

With the second pick in the 2016 NBA Draft, the Los Angeles Lakers select: Brandon Ingram, from Duke University“.
Nei giorni precedenti il Draft 2016 i nomi che più si ripetono fra gli addetti ai lavori sono due: Ben Simmons (che dopo una stagione fuori, si sta imponendo come futuro dominatore della Lega) e Brandon Ingram. Non a caso, i due vengono scelti alla 1 e alla 2, come da pronostico.
Le aspettative sono già da subito altissime: i paragoni con Kevin Durant si sprecano e il fatto di essere stato chiamato da quella che probabilmente è la franchigia più celebre di tutta la NBA si fanno sentire.
Ed è qui che forse si dovrebbero cercare le cause della difficile prima stagione di Ingram nella NBA.

L’ex Duke ha confessato a Yahoo! Sports le difficoltà che ha avuto nella scorsa stagione:

C’erano molte aspettative. Venire a L.A., essere scelto alla 2. Ho sempre provato ad essere me stesso ma credo di essermi un po’ perso l’anno scorso. (…) E’ stato come una “tempesta”. Partite in trasferta e poi subito in casa. Era folle. Iniziare il mio secondo anno sapendo a cosa andavo incontro è stato molto più facile.

Ingram ha iniziato la scorsa offseason determinato a diventare più forte fisicamente:

Ho un metabolismo estremamente veloce. Tanta carne rossa, tanto cibo. Ho cercato di mangiare il più possibile. (…) La forza fisica ha aumentato la consapevolezza in me stesso. Sento di poter reggere fisicamente quando vado al ferro. Certo, posso ancora migliorare tanto, ma il miglioramento dalla scorsa stagione mi ha aiutato molto”.

E l’incremento delle sue stats non può far altro che confermarlo: dai 9.4 punti della scorsa stagione ai quasi 16 di questa, 1 assist e 1.6 rimbalzi di media in più. Di conseguenza è aumentato anche il suo minutaggio: da 28.9 a 34.2 per la stagione corrente. Anche coach Luke Walton è dello stesso parere:

E’ capace di sopportare più contatti rispetto all’anno scorso. E’ una gran cosa per lui perchè grazie alla sua lunghezza (221 cm di apertura alare) può raggiungere più facilmente il ferro. Più forte diventi e più facilmente puoi assorbire i colpi ed essere comunque in grado di finire la giocata in equilibrio“.

Clicca per commentare

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri in L.A. Lakers