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Toronto Raptors Preview: The Ujiri Effect

I canadesi ripartono grossomodo dallo stesso gruppo della passata stagione, ma il GM Ujiri ha invocato a più riprese un cambio nella filosofia di gioco. Cosa aspettarsi dai Raptors?

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Dove eravamo rimasti 

Il record combinato delle ultime due regular season dei Toronto Raptors recita 107-57 (rispettivamente 56-36 e 51-31). Nello stesso arco temporale, dati alla mano, solo tre squadre hanno fatto meglio: Golden State, San Antonio Cleveland.

E nella post-season? Superato, per la prima volta dopo 14 anni, il chimerico primo turno di playoff nel 2015-16, i Raptors hanno rotto il ghiaccio e, per numero di partite vinte, sono sul podio virtuale dietro solo a Golden State e Cleveland, assolute mattatrici e protagoniste di quella che è stata ribattezzata “La Trilogia” sul palcoscenico più prestigioso, quello delle NBA Finals.

Al di là dei numeri, che certificano l’assoluta solidità del progetto, alzare l’asticella per l’uteriore e definitivo salto di qualità è il passo più difficile. Da due anni a questa parte, infatti, le aspettative crescenti e i sogni di gloria dei canadesi si infrangono al cospetto di LeBron James, padrone indiscusso della Eastern Conference dal 2010-2011 (quando ancora vestiva la maglia di Miami) e nemmeno l’all- in dello scorso febbraio, a ridosso della trade deadline, è stato sufficiente a sovvertire le gerarchie.

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Inutile girarci intorno: lo sweep subìto per mano dei Cleveland Cavaliers, con conseguente eliminazione al secondo turno dei Playoff, brucia ancora. Lo sfogo del GM della franchigia Masai Ujiri all’indomani della sconfitta, in occasione delle consuete interviste di rito di fine stagione, lasciava intendere che per i Raptors fosse arrivato il momento di ripartire dalle fondamenta.

Dichiarazioni a caldo, figlie della delusione, che hanno ad ogni modo scosso ulteriormente l’ambiente, mettendo per un attimo in dubbio la guida tecnica di Dwane Casey alla vigilia di un’ estate tra le più complesse degli ultimi anni.

Lo stesso Ujiri, appena un paio di mesi più tardi, è però tornato sui suoi passi, parlando alla stampa in questi termini:

Se vi aspettate un cambiamento drammatico, di grandi proporzioni, non so se sia questa la franchigia da tenere d’occhio. Siamo consci degli aspetti su cui dobbiamo migliorare.

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