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Sacramento Kings: per Skal Labissiere la squadra potrebbe rivelarsi una sorpresa

Per il lungo al secondo anno il roster ha il giusto mix di giovani con molto talento e veterani che possono aiutare molto nel far crescere la squadra

11 anni sono passati dall’ultima volta che i Sacramento Kings si presentarono ai playoff e molto probabilmente non sarà neanche questo l’anno buono visto la competitività che c’è nella Western Conference, però da questa stagione potrebbe cominciarsi a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel.

I Kings già l’anno scorso avevano inserito due giocatori molto interessanti come Buddy Hield (arrivato nella trade che ha portato Cousins ai Pelicans) e Skal Labissiere che nella seconda parte di stagione hanno mostrato ottimi sprazi del loro talento. E proprio Labissiere si è espresso sulla stagione che sta per cominciare:

“La franchigia si è mossa benissima durante l’offseason, abbiamo una squadra con tanto talento e con i veterani giusti. Sono molto emozionato, sarà una stagione molto importante per la nostra crescita”

Le mosse più interessanti infatti sono state fatte durante questa offseason: inizialmente durante il draft, in cui la franchigia della California si è assicurata 4 giocatori talentuosi come De’Aron Fox, Justin Jackson, Frank Mason III e Harry Giles. A loro si è successivamente aggiunto un rookie leggermente più stagionato come Bogdan Bogdanovic, fresco vincitore dell’Euroleague con il Fenerbache del nostro Gigi Datome e finalista all’europeo dopo aver giocato una competizione da assoluto protagonista. La dirigenza ha molta fiducia nel giocatore serbo che oltre ad essere un realizzatore letale negli ultimi anni ha affinato delle ottime capacità di playmaking.

A questi giovani di ottime prospettive i Sacramento Kings hanno voluto affiancare dei veterani che possono sia aiutarli nel loro processo di crescita ma anche dire ancora la loro nella lega: durante la free agency sono stati firmati Vince Carter , strappato alle lusinghe di un ritorno nostalgico ai Toronto Raptors, Zach Randolph che non è più quello di qualche stagione fa ma sotto canestro può ancora dire la sua e aiutare molto la crescita di un lungo come Willie Cauley-Stein che ancora non ha trovato una sua dimensione, e infine George Hill che viene da un’ottima stagione agli Utah Jazz e potra essere utile sia come Playmaker sia vicino a Fox come guardia tiratrice.

Insomma, dopo diversi anni sprecati ad aspettare l’esplosione e la maturità di Demarcus Cousins che avrebbe dovuto riportare in alto la franchigia, per la prima volta i Sacramento Kings sembrano avere fra le mani del materiale che realmente può aiutarli a creare una squadra di valore.

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