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All-Star Game, niente più Est contro Ovest

Grande novità a partire dall’edizione 2018: stop alla sfida tra i migliori divisi per conference, largo a due capitani che sceglieranno i rispettivi compagni

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L’All-Star Game 2018 è ancora lontano se guardiamo il calendario, ma l’interesse e la curiosità sta già crescendo a dismisura tra appassionati e addetti ai lavori visto il nuovo format annunciato oggi dalla NBA in un comunicato congiunto con l’associazione giocatori.

Per la prima volta nella storia non ci sarà la classica partita tra le stelle della Eastern contro quelle della Western Conference, bensì le squadre che si confronteranno saranno scelte da due capitani che a loro volta verranno nominati in base ai voti dei fans. Verranno designati capitani i due atleti che riceveranno il maggior numero delle preferenze secondo la conference d’appartenenza.

Per semplificare: il più votato dell’Est e il più votato dell’Ovest verranno eletti capitani che però – una volta nominati – non avranno nessun vincolo di scelta tra Eastern e Western Conference. Cambia quindi la formula ma non varia il processo di selezione dei 24 All-Star, 12 per conference.

I 10 titolari, due guardie e tre elementi del frontcourt per conference, verranno scelti in base alle combinazioni dei voti di fans (50%), giocatori (25%) e giornalisti (25%). Per quanto riguarda le 14 riserve, saranno sempre gli allenatori a sceglierle secondo la divisione di due guardie, tre atleti del frontcourt e due giocatori di qualunque ruolo delle rispettive conference.

Un All-Star Game che si rinnova e che si dà un nuovo look, ancora più accattivante e spettacolare. Hanno espresso soddisfazione riguardo al nuovo accordo sia il presidente della NBPA (National Basketball Players Association), Chris Paul,  sia il presidente delle operazioni della NBA, Byron Spruell.

La 67esima edizione dell’All-Star Game si terrà allo Staples Center di Los Angeles, California, il 18 febbraio 2018. La partita delle stelle 2.0 inoltre sarà in prima linea anche per la solidarietà: entrambe le squadre sceglieranno una comunità nella zona di L.A. oppure un’organizzazione nazionale cui girare in beneficenza le donazioni cumulative di ciascun componente del team.

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