Durant sulla questione-riposi: “Accanimento contro noi superstar”

Durant sulla questione-riposi: “Accanimento contro noi superstar”

La stella dei Warriors con uno sfogo poco “ecumenico”

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Durant

Kevin Durant, come noto, non potrà scendere in campo ancora per qualche giorno/settimana perché infortunato al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. La superstar dei Golden State Warriors, però, si sta tenendo in caldo a forza di dichiarazioni controverse. L’ultima è arrivata da poco e riguarda l’ormai arcidibattuta faccenda dei riposi “tattici” elargiti dai coach ai propri giocatori per preservarne le condizioni fisiche in vista dei playoff.

AD PERSONAM

Durant ci è andato giù duro, scagliandosi contro il memo inviato dal commissioner Adam Silver a tutti i proprietari NBA per disincentivare la pratica (intervista ESPN):

L’NBA si è espressa contro i riposi determinati in anticipo dagli allenatori; in realtà la questione non riguarda il riposo di tutti i giocatori, ma solo le cinque superstar più note. Ce l’hanno con LeBron James, Steph Curry, Russell Westbrook e James Harden. I panchinari possono essere tenuti in borghese per motivi tattici senza problemi; le superstar no. Sono due pesi e due misure. 

E ancora:

Da fuori non vi rendete conto di quanto sia stressante il lavoro del giocatore NBA. Tutti possiamo avere bisogno di una pausa. Siamo umani pure noi e ogni giorno affrontiamo tantissimo lavoro fisico e mentale. Abbiamo anche delle famiglie a cui dare attenzioni. Stare in famiglia resetta la mente. 

Discorsi che non piaceranno agli oppositori dell’NBA way of life (da tanti soldi derivano zero preoccupazioni?) e che contengono in nuce diverse gradazioni di elitismo. A Silver e alle televisioni (veri stakeholders “oltraggiati” in questa situazione), per forza di cose, interessa avere in campo il più possibile i James, i Curry e i Westbrook di questo mondo, per massimizzare i propri introiti. L’assenza programmata di un Luol Deng, per citare un esempio reale, non ha lo stesso impatto sulla visibilità del marchio NBA.

Durant, comunque, si è parzialmente riscattato nel finale dell’intervista:

Capisco sia la prospettiva dei giocatori, sia quella dei fan. Se fossi un tifoso che ha speso tanti soldi per un biglietto e che non vede l’ora di assistere a una partita live, vorrei senza dubbio vedere in campo le superstar.

Postilla: ovviamente quel quinto giocatore della dichiarazione di cui sopra – la quinta superstar NBA in grado di far arrabbiare con uscite come questa tifosi, Adam Silver e televisioni – è proprio Durant.

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