Popovich non ci sta: “Donald Trump presidente? Mi viene il vomito”

Popovich non ci sta: “Donald Trump presidente? Mi viene il vomito”

Lunga intervista per Popovich che a ruota libera commenta in maniera decisa i risultati che hanno portato all’elezione di Donald Trump: il tutto in pieno stile Pop.

Gregg Popovic, con la t-shirt

Non c’è solo la pallacanestro all’interno dell’universo NBA; dopo i risultati elettorali relativi all’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America, l’attenzione si è infatti spostata  (almeno in questi giorni) proprio sul tema concernente il nuovo capo dello stato americano, Donald Trump.

Le reazioni di alcuni tra i più illustri esponenti del mondo NBA sono state di ogni tipo ed oggi è il turno di Gregg Popovich, il quale ha voluto dire la sua sull’argomento elezioni. In una lunga intervista rilasciata a Jeff McDonald del San Antonio Express-News, l’allenatore degli Spurs ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Tutto ciò mi fa venire il voltastomaco. Non tanto perché hanno vinto i Repubblicani ma per il disgustoso livello di commenti che sono stati xenofobi, omofobi, razzisti e misogini. Vivo in un paese dove metà delle persone ha ignorato tutto questo e ne ha eletto il rappresentante. Questa è la cosa più spaventosa per me, non ha nulla a che vedere con l’ambiente o l’Obamacare o robe del genere. Il Paese ha ignorato i valori che abbiamo tentato da sempre di trasmettere ai nostri figli: sarebbero stati tenuti in punizione per anni se si fossero comportati o avessero detto le cose che ha detto Donald Trump in campagna elettorale”.

Una prima dichiarazione di pancia quella rilasciata da Popovich la cui opinione sul neo-presidente USA sembra essere nettamente chiara. Non si ferma qui però The Pop che continua:

“Tutti vogliono avere successo, è la caratteristica principale del nostro paese, non vogliamo fallire. Ciò non giustifica tutto quello che Trump ha fatto, come abbia usato la paura e la questione razziale nel tentativo di rendere illegittimo il nostro primo presidente di colore, Barack Obama. Mi chiedo in che genere di paese mi trovi e con che tipo di persone. Il fatto che la gente abbia ignorato tutto ciò e adesso si parli di rendere il paese migliore facendo finta di niente mi disturba. In più adesso Trump sta ritrattando le sue affermazioni sull’immigrazione e l’Obamacare, quindi era tutta una finta per infiammare la base e vincere le elezioni: è ancora più disgustoso”.

Infine Popovich, sconsolato dal risultato elettorale, si lancia in’ultima malinconia analisi ed in un curioso paragone:

“Sono un bianco benestante eppure ho il voltastomaco: non voglio immaginare cosa si provi in questo momento ad essere un musulmano, una donna, un afroamericano, un ispanico o un portatore di handicap, come si possano sentire discriminati. E la cosa che va oltre la mia comprensione è il fatto che ci siano persone appartenenti alle suddette categorie che hanno votato per lui. La mia più grande paura, per concludere, è che siamo arrivati ad essere come l’Antica Roma”

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