Wade: “La gente non capisce perché ho lasciato Miami”.

Wade: “La gente non capisce perché ho lasciato Miami”.

Sfogo-confessione della guardia ora in forza ai Chicago Bulls, in vista della partita di stanotte contro gli Heat e del ritorno in Florida da avversario

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Wade

Dwyane Wade e Miami. Un rapporto lungo una vita cestistica, interrottosi quest’estate con il passaggio della guardia ai Chicago Bulls.

Dwyane Wade e Chicago. Un rapporto cestistico appena iniziato, ma che pare compimento inevitabile di un percorso umano lungo trentaquattro anni, se si pensa al forte legame di Wade con la città dell’Illinois, città che gli ha dato i natali nel 1982. Ora, in vista del primo ritorno a Miami da avversario (stanotte la sfida tra Bulls e Heat), Wade ha parlato nuovamente dell’addio alla franchigia della Florida.

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Queste le parole, rilasciate a NBA.com:

Molte persone non capiscono. Bisogna far parte del business per comprendere cose come questa. In fondo non voglio nemmeno che i tifosi degli Heat capiscano perché me ne sono andato da Miami; non m’interessa. M’interessa che ricordino di cosa siamo stati capaci insieme. Spero che supportino al massimo i nuovi Heat e che stabiliscano un legame profondo coi giocatori. La mia cavalcata insieme ai tifosi di Miami è stata incredibile. Non voglio che si dimentichino di quanto è stato grande il nostro passato e di quanto può essere grande il futuro degli Heat, anche senza di me, per accartocciarsi su una questione che oggi può sembrare importante che a breve ci saremo già tutti scordati. 

La fanbase degli Heat sin qui si è detta profondamente delusa dalla decisione di Wade. Come reagiranno i tifosi stanotte, dopo le parole in bilico tra dichiarazione d’amore e paternalismo del giocatore più iconico nella storia della loro franchigia?

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