Patty Mills si racconta: “Non so ancora quale sarà il mio futuro”

Patty Mills si racconta: “Non so ancora quale sarà il mio futuro”

La guardia dei San Antonio Spurs, in una lunga intervista alla ESPN, ha parlato del suo passato e di ciò che lo attende. Dalla gioia per il titolo del 2014, all’amarezza per il quarto posto di Rio, con uno sguardo alla prossima offseason.

La stagione deve ancora cominciare, ma per alcuni è già tempo di iniziare a guardare avanti ed osservarsi intorno.

E’ questo il caso di Patty Mills: la guardia 28enne si è raccontato in un’intervista alla ESPN dove ha parlato del passato, presente e futuro che lo attende.

Nonostante la giovane età, la guardia dei San Antonio Spurs è già un eroe nonché fonte di ispirazione nella sua terra natia, l’Australia, dove nel 2014 ha potuto mostrare a tutti il Larry O’Brien vinto:

“E’ stata una soddisfazione enorme. In squadra con me c’era un altro australiano, Aron Baynes: sentivamo il supporto e il calore che ci arrivava dall’Australia. Una parte di quella vittoria è anche loro! Ed è stato quindi magnifico girare per Sydney, Camberra, Melbourne, Brisbane, Cairns in compagnia del trofeo. Sono molto orgoglioso di ciò”.

Passando all’attualità, Mills analizza la stagione alle porte, che per gli Spurs non sarà come tutte le altre:

“L’addio di Tim Duncan ha lasciato un senso di vuoto, sia negli spogliatoi che in campo. Tim è stato qui per tantissimi anni e non c’è modo di colmare il suo spazio. D’altra parte però tutti noi stiamo facendo un ottimo lavoro per colmare quelle lacune di gioco lasciate dalla sua partenza. Vogliamo raggiungere di nuovo la finale e metterci nelle migliori condizioni per vincere“.

E’ stata un’estate particolare la sua, protagonista con la sua Australia alle Olimpiadi di Rio, dove la medaglia è svanita all’ultima curva:

“E’ una sensazione davvero strana, che ha lasciato in noi dell’amaro in bocca. Stavamo per scrivere la storia del basket australiano, ma purtroppo la finale per il Bronzo con la Spagna non è andata come speravamo: eravamo ad un passo dalla medaglia, ma non siamo riusciti a vincerla (risultato finale 89-88 in favore della Spagna, ndr). E’ stato però bello vedere e sapere quante persone hanno seguito in nostro percorso e tifato, gioito e sofferto con noi”.

Questa sarà la sesta stagione con la casacca dei San Antonio Spurs:

“Dopo tutto questo tempo sto pure cominciando a parlare con accento texano! A parte gli scherzi, amo San Antonio, la sua cultura contadina, il suo cibo. Sono negli Stati Uniti da 10 anni, di cui gli ultimi 6 trascorsi nel Texas. Gran parte della mia vita è radicata in questa terra“.

Non può mancare uno guardo al futuro, dato che nella prossima offeseason sarà free agent:

“Avere la possibilità di partire titolare sarà un fatto che non potrò non prendere in considerazione. Il mio sogno è quello di essere sempre nello starting five, ma ogni situazione è diversa e questo l’ho capito anno dopo anno: per esempio ora sono una guardia migliore di quando arrivai a San Antonio. Per questo ringrazierò sempre questa franchigia e la gente che ci lavora, per come hanno migliorato il mio gioco. Deciderò però il mio futuro quando sarà il momento giusto. Una cosa è però certa: mi piacerebbe chiudere la mia carriera in Australia e giocare davanti alla mia gente, i miei amici e la mia famiglia. Sarebbe molto importante per me”.

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