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Kobe si racconta: “L’Italia fondamentale per me. L’idolo? Magic”

Con la stagione regolare in rampa di lancio, Kobe Bryant si racconta in un’intervista dove parla delle motivazioni che lo hanno portato al ritiro e della sua nuova vita senza l’Nba.

Kobe Bryant si racconta. Nell’intervista rilasciata a corriere.it il giocatore si racconta spiegando le motivazioni che lo hanno portato al ritiro e di come sia cambiata la sua vita senza l’Nba. Queste le parti più significative dell’intervista.

Come ti senti con la nuova stagione che sta per iniziare ?

Forse quando l’arbitro alzerà la prima palla a due della stagione avrò un momento di emozione, penso sia umano, ma poi tutto andrà come deve andare, i miei ex avversari in campo, ed io a fare altro nella vita.

Parliamo del momento preciso in cui hai deciso di ritirarti. Quando hai maturato l’idea del ritiro?

Mi sono svegliato una mattina, dolori alle spalle, alla schiena, dappertutto. Mi sono chiesto: Kobe, ma hai ancora voglia di tutto questo ? E la risposta è stata semplice: no. Presa le decisione di ritirarmi, tutto mi è stato chiaro: non potevo più stare in campo a certi livelli.

Partiamo dall’inizio. Reggio Emilia. Quanto è stata importante l’Italia?

Fondamentale. A 11 anni ero il più alto della squadra, ma gli allenatori ci dicevano sempre: se volete giocare a basket dovete sapere fare tutto. Nessuno ha mai pensato di farmi giocare lungo perché ero alto. Se fossi stato in America, mi avrebbero fatto fare il lungo; se sono diventato un giocatore completo, è perché sono cresciuto in Italia.

La sua fonte di ispirazione, il suo idolo?

Magic Johnson, il migliore. Poi chiaramente Jordan ha spostato i limiti più in là, ma Magic era il mio idolo. Ho consumato videocassette premendo play, stop, review per capire ogni suo movimento, ogni suo segreto.

Qual è il vero Kobe? Quello che scherza fuori dal campo o quello che sul parquet ha uno sguardo che uccide?

In campo libero tutte le tensioni che ho dentro. Litigo con la famiglia? Impassibile. Ho problemi personali? Faccio finta di nulla. Poi in campo libero tutta questa aggressività e divento Kobe Bryant il giocatore. Sfrutto le cose “scure”, dark, per darmi la motivazione, il pubblico avverso, le critiche ingiuste, un giocatore che gioca sporco…

È vero che la vedremo in Italia ad insegnare basket ?

Questa è l’intenzione.

In molti speravano di vederla chiudere la carriera qui in Italia, magari nella sua Reggio Emilia o Milano.

Sarebbe piaciuto anche a me, mi creda. Ci ho pensato spesso. Ma alla fine è andata così, il momento della decisione di smettere è arrivato quando ero ancora in maglia Lakers. Ho deciso di chiudere.

Però una stagione in Europa, o in Italia, non sarebbe così impegnativa come una in Nba.

Ma io non potrei mai accettare di essere Kobe al 60-70% delle proprie possibilità. Se gioco è per dare il massimo, sempre. E io ho deciso che non voglio più.

Quindi ora cosa farà Kobe Bryant?

Giocherò per le nuove generazioni. Proverò ad insegnare il mio modo di raggiungere risultati, la mia mentalità.

Quindi il Mamba non è ancora out….

Oh no, sono più “in” che mai….

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