Houston Rockets: Patrick Beverley out per almeno 2/3 settimane

Houston Rockets: Patrick Beverley out per almeno 2/3 settimane

Beverley verrà rimpiazzato nello starting five da Eric Gordon.

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Patrick Beverley

Le condizioni fisiche di Patrick Beverley, play/guardia degli Houston Rockets, destano più di una preoccupazione a coach Mike D’Antoni. Il ginocchio sinistro ha dato diversi problemi al giocatore durante tutta la durata della preseason e non è ancora chiaro quando Beverley potrà ritornare in campo. D’Antoni, tuttavia, ha cercato di stemperare i toni dell’infortunio subito dal 28enne prodotto dell’University of Arkansas:

Da quello che mi è stato detto dallo staff medico, Pat rimarrà fuori dai giochi per almeno 2/3 settimane. Beverley è un elemento importante per la squadra e per il nostro spogliatoio, so che sta soffrendo molto per non poter essere in campo a darci una mano. La stagione sarà lunga, per cui meglio non affrettare i tempi di recupero e averlo in campo al massimo della forma fisica.

Sfortunatamente gli infortuni sono stati una costante nella carriera di Patrick Beverley. Lo scorso anno l’esterno ha disputato 71 partite, che rappresentano il dato più alto per lui in NBA rispetto alle 56 giocate nel 2013/2014 e 2014/2015 e le 41 nel 2012/2013. Nella passata stagione il giocatore, specialista difensivo per eccellenza e incaricato di prendere sempre in marcatura l’esterno avversario più pericoloso, ha fatto registrare medie di 9,9 punti, 3,5 rimbalzi, 3,4 assist e 1,3 palle recuperate a gara, tirando con un buon 40% dalla linea dei tre punti.

Dal punto di vista offensivo, l’assenza di Pat Beverley non si farà sentire più di tanto, dato che la gestione della maggior parte dei possessi sarà affidata a James Harden. Il buco che si è venuto a creare, inoltre, sarà probabilmente coperto dal neo-acquisto Eric Gordon, bravo sia a giocare i pick & roll che a muoversi senza palla. Il problema, invece, sarà nella propria metà campo, dato che nel roster di quest’anno non sono presenti particolari buoni difensori sul perimetro e Harden, non propriamente un “cagnaccio”, sarà ancora più esposto alle giocate degli avversari.

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